"La sera dei miracoli"

                                                su quale treno della notte passerai
                                               su quale treno della notte viaggerai
                      lo so che passerai ma come sempre  in fretta non ti fermi mai

 


Ho passato la serata a disegnare e a viaggiare con la mente e con il cuore, complice la voce di Fiorella con le sue interpretazioni di grandi canzoni che hanno  parole profonde  e che ti portano lontano. Ti rapiscono e se le ascolti ritrovi emozioni che magari non hai vissuto in prima persona, ma che comunque senti anche tue.  Ho degli spazi ancora  bianchi  sulla mia agenda che uso per annotare scrupolosamente una vita che passa e, quando posso, mi piace riempirli con qualche linea tirata più o meno a caso. Mi ero messo di buona lena per continuare ad analizzare il mondiale  e oggi avrei voluto entrare in barca con i C1, ma come ho già detto "la sera dei miracoli" mi ha portato lontano e non valeva la pena ritornare  perché i momenti magici bisogna prenderli al volo e farli propri... aiutano a stare meglio!
Mi sono accorto di essere emozionato pensando a due maestri che alle tre del mattino, dopo una giornata di lavoro sul campo e alla fine di una fantastica cena tra amici, si alzano in piedi ed iniziano a provare dei passi di tango cercando logiche, espressioni  e connessioni. Cercando attraverso il dialogo e il movimento  il confronto su didattiche, gesti e azioni che comunque  ognuno di noi sente e percepisce in modo diverso. L'essenza dell'espressività, che essa sia attraverso il nostro corpo, voce  o intelletto poco importa, ciò che veramente conta  è che venga esteriorizzata, concretizzata, espressa,  attivata e non che rimanga chiusa in chissà quale ego nascosto e personale.  Io cerco di formare atleti che non siano il frutto solo della mia espressività, esperienza ed emotività, ma voglio persone che esteriorizzino il loro essere e su quello costruiscano il loro gesto e di conseguenza la loro vita. La tecnica non è altro che un insieme di gesti che devono essere scoperti e adattati alla genetica di ognuno di noi. Un lavoro profondo che si costruisce giorno dopo giorno senza aver mai paura di confrontarsi e rimettersi in discussione.
Ho sorriso pensando a figure geometriche quali quadrati, cerchi e ora triangoli per dare una forma ad un pensiero e a un movimento che va a tempo di musica e trasmissione temporale epidermica. Forse è solo un motivo in più per trovare e cercare in una scienza esatta la quadratura di un passo o di una figura che però per sua natura ed espressività non potrà mai restare esclusivamente ridimensionata e racchiusa dentro una formula. Il movimento e di conseguenza l'uomo vanno ben oltre ad ogni inimmaginabile concetto matematico, altrimenti se fosse così non ci sarebbero più emozioni e mi sembra che viceversa queste sono sempre più importante e determinanti in ogni singola e magica persona che anima questo pianeta.


Occhio all'onda!


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