- 6 Sapore di cose antiche, ma entriamo in acqua



Lo sapevate che si possono trovare ancora cartoline con immagini di canoa? Non ci volevo crede quando oggi sono entrato nel negozio a lato del supermarket di McHenry, una piacevole sorpresa anche perché non ho trovato solo post-card, ma anche altri oggetti con tema la canoa. Bello ed interessante per un collezionista in materia. Vi prego però non dite nulla al mio amico "L8" (oggi Lord per i successi ottenuti al palio delle zattere edizione 2014)  mi potrebbe spezzare la schiena se  non li prendo anche per lui!

Il canale di gara è interessante e decisamente particolare.

Come già dicevo è stato scavato in cima alla montagna a lato delle piste da sci e tutte le rocce che sono al suo interno sono state recuperate sul posto. E' a forma di  "U" ed è  particolarmente lungo e discontinuo nel senso che la pendenza non è equamente distribuita per tutta la sua lunghezza che è circa di 550 metri con una portata di 16 m³/s. Ovviamente ne verranno usati solo una parte come prevede il regolamento internazionale al punto 20.2 dove si dice che la lunghezza minima è di 200 metri e massima di 400 e il tracciato deve avvicinarsi il più possibile ad un tempo di 95 secondi per un K1 uomini che è la categoria più veloce delle cinque previste.
Ci sono tre scivoli: all'inizio, a metà nella curva e alla fine quando l'acqua ritorna nel lago. Questo sistema però rallenta molto la velocità dell'acqua e dal punto di vista tecnico ciò influenzerà non poco i tracciatori che saranno Scott Parsons  e Marianne Agulhon  nominati dal boarding ICf dello slalom. Non c'è a tracciare il percorso  il campione olimpico
Thomas Schmidt che lascia il posto allo statunitense in rappresentanza del paese ospitante.
Sul canale  non mancano onde, riccioli, ritorni d'acqua e ampie zone di acqua ferma. Con queste caratteristiche verrà  esaltata molto la forza-resistente con i necessari cambi di ritmo per entrare e uscire dalle risalite, per far sì che la barca non si inchiodi nelle lunghe traiettorie necessarie per entrare e uscire dalle morte.
Oggi ho seguito l'allenamento di americani e australiani che hanno fatto simulazione gara e mi ha impressionato vedere atleti di altissimo livello come Lefevre o Jessica Fox arrivare a metà percorso in affanno. Lo stesso Smolen, giovane atleta che ha nei cambi di ritmo le sue armi migliori, faticava a roteare la barca nelle risalite. Mi ha dato  l'impressione di vedere un atleta  carico di lavoro, anche se è da capire bene se paga invece le pesantezze di  un tracciato che richiede un grosso dispendio energetico piuttosto che un apparente affaticamento fisico.  Il giovane naturalizzato americano ha praticamente ancora sette giorni per recuperare prima delle gare di qualifica. Vincerà il mondiale l'atleta che saprà risparmiarsi nella prima parte, dove l'acqua corre leggermente di più, e che avrà energia da spendere nella parte centrale molto lenta e faticosa.
Ho anche visto però un Lefevre pagaiare in ginocchio sempre di più da C1 con meno cambi di pala e con la stessa spesso e volentieri in acqua.
Le brutte notizie arrivano da casa Italia però! Il campione olimpico ha avuto un incidente automobilistico proprio alla vigilia della sua partenza per gli States. Se in un primo momento non sembrava nulla di particolare, una volta arrivato a Deep Creek le cose sono peggiorate. Una volta sceso in acqua non sembra più essere lui assalito dalle vertigini che non gli permettono di esprimersi. Nei prossimi giorni la decisione se proseguire l'avventura del mondiale o se rientrare a casa per approfondimenti medici  e capire cosa c'è che non va.


Occhio all'onda!

P.S. Luca  mi chiede se ci sarà lo streaming per i giorni di gare. La risposta è sì attraverso il sito di Siwidata www.123result.com. Un ringraziamento personale poi a lui che mi incita ad andare avanti con l'informazione da Deep Creek. 









 

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