Una domenica come a casa

La  domenica, per me, rimane comunque un giorno speciale e se poi a pranzo ti ritrovi  a mangiare le tagliatelle fatte in casa da Luciana e Claudio con il vero sugo alla bolognese, allora capisci che i valori acquisiti  in gioventù hanno sempre una grande valenza. A Cunovo nel mezzo del nulla, sotto gazebo che diventano la nostra isola di tranquillità, e come direbbe   Johann Strauss: « An der schönen blauen Donau » ti ritrovi a gustare i sapori di casa circondato da persone che come te condividono passioni, lavoro, gioie e dolori in una domenica di sole in attesa di entrare nel vivo delle gare che fra non molto ci animeranno e ci priveranno di altri pensieri se non quello di far il possibile per portare onore e gloria alla maglia che indossiamo. Non c’è nulla da fare, ma  quando si entra nella settimana di gare l’aria si fa più frizzante, il cuore batte più forte e la mente non smette mai di pensare. C’è energia in ogni gesto, in ogni azione, si è più efficienti e c’è un’immensa ed intrinseca voglia di trasmetterlo a chi ti sta vicino e a chi è qui per rincorrere un magico sogno di gloria. Che bella gioventù che ci circonda, ma quanta energia che a volte trovo sopita e rubata dalla mancanza di curiosità e fantasia, che invece sempre c’è  in due magiche persone che ogni mattina ci accolgono con il sorriso e con la piacevole e incredibile energia di chi sembra scoprire il mondo sempre per la prima volta. La bellezza e la freschezza di Luciana e Claudio non la si ritrova solo nella loro dedizione alla squadra e all’infinita passione che da sempre hanno dedicato alla canoa a 360 gradi, ma la si percepisce nelle potenti risate di Claudio e dalle tenere parole di Luciana che attenta e precisa sa donarci saggezza e tranquillità. Noi uomini siamo in balia degli eventi, ma le donne sono esseri estremamente sensibili e delicati capaci di ridarci equilibrio e stabilità dando un senso a tutto ciò che si fa nella vita.  In questo agosto, che non ha avuto tregue canoistiche, e che ci ha portato dalla Spagna a Valstagna e poi qui, è ricco  di attività come è giusto che sia, considerando che l’estate, per uno sport che vive all’aria aperta e che prende forza dall’acqua che corre,  diventa il momento culminante di crescita per molti giovani. Fulcro di attività che si trasformeranno in stimolo e bei ricordi per l'inverno in cui si dovrà lavorare duramente e senza tregua, assorbiti dalla scuola e dai mille impegni anessi e connessi. 

Gli Europei Junior & U23 inizieranno ufficialmente mercoledì 15 agosto con la cerimonia di apertura per poi entrare nel vivo il giorno successivo con  le prove di qualifica che occuperanno tutto il giovedì e parte del venerdì mattina, ma di questo avremo modo di parlarne a lungo in questi giorni.

Occhio all’onda! 


Il mitico Roberto D'Angelo che non si risparmia mai con gli atleti, altro esempio di infinita passione per questo mondo fatto di acqua e porte da slalom.


Viva la canoa e soprattutto la canoa italiana!

foto di Ilaria Spagnuolo alla quale rubiamo pure le sue parole: "La mia #Ivrea2018 è in questi scatti. È stata un’”avventura” bellissima (carro attrezzi, diluvio e zanzare compresi)! 🥇🥇🥈🥈🥈🥈🥉Grazie allo staff, ai miei colleghi, ai volontari, ai telespettatori, a chi ci ha creduto e soprattutto all’ #ItaliaTeam... che ci ha regalato cinque giorni da paura!!! 😱❤️🇮🇹#wearefedercanoa #abbracciagogo"
Non c’è nulla da fare:  il pass dell’accredito non riesce mai a restare al collo  dalla parte della foto visto che è sempre girato sul lato B. Probabilmente c’è un magnete nascosto che lo mantiene così  oppure è la forza degli sponsor, per l’appunto presenti su questo lato, a non permettere il riconoscimento facciale di chi lo porta. Ho pensato anche ad un discorso di privacy! Ma siamo arrivati al lunedì post mondiale e quindi il pass ora entrerà nella collezione  di casa, magari appeso su qualche parete a ricordo di un evento decisamente bello ed emozionante come pochi altri. Certo le sette medaglie che il Team Italia ha messo al collo sono veramente tante e sono certamente importanti, ma ci sono pure tanti bei ricordi che porteremo sempre con noi e il primo fra tutti è la massa di gente che ha assistito a queste gare e che ha condiviso ogni pagaiata di questi giovani atleti che sono la vera linfa vitale per tutti noi. Quindi il nostro primo grande abbraccio va proprio a loro che abbiamo visto sorridere per le vittorie e le finali, ma li abbiamo visti anche soffrire, allenarsi, correre, vestirsi, riscaldarsi, defaticarsi, mangiare, bere, chiedere e soprattuto li abbiamo visti pagaiare con energia e determinazione. Li abbiamo visti anche versare lacrime tristi  per aver mancato un grande sogno che viceversa  qualcuno di loro ha colto al volo. Ma chi è salito sul podio  lo ha saputo fare anche grazie alla forza dei loro compagni portandoci tutti su quei gradini così belli e alti da capire che è veramente emozionante salirci sopra!
Dopo una settimana praticamente ininterrotta di gare, di orari da rispettare, di programmi da seguire e da fare è il momento per riordinare le idee, anche se per la verità per metabolizzare questi eventi c’è necessità di tempo. C’è necessità di mantenere la calma e la compattezza di un gruppo di lavoro eccezionale dove ognuno sa portare il suo contributo e la sua passione senza limiti e senza personalismi. Un gruppo sa dare tanto se è unito nel lavoro e negli obiettivi da seguire.  Bisognerà  capitalizzare al meglio tutta questa energia con saggezza e soprattutto con determinazione per guardare ad un domani, che è già iniziato oggi, con fiducia e con la consapevolezza che il lavoro quotidiano è la vera unica forza per il successo. 
Forse solo qualche acquazzone di troppo è stato l’unico aspetto negativo, se dovessimo cercare proprio che cosa non è funzionato, ma l’acqua è fonte di vita tanto più per noi che sui fiumi abbiamo speso la nostra esistenza. Il vero successo di questo mondiale e il grande ringraziamento a mio avviso va a chi ci ha creduto da sempre e che ha saputo creare un Team orgoglioso, capace e determinato come i nostri giovani atleti e allora viva la canoa e soprattutto viva la canoa italiana! 

Occhio all’onda! 






Uomini speciali per una grande macchina organizzativa

Il mitico Peppino D'Angelo e le sue ortensie!
Il pranzo di ieri al termine della mattinata di gare mi ha rilassato non poco e i  motivi sono molteplici a partire dal fatto che il buon pesce mangiato sono riuscito a condividerlo con mia moglie e con mio figlio Zeno, quest’ultimo impegnato come speaker nella manifestazione iridata,  e perché all’Aquila Nera mi sento a casa per la cordialità e professionalità del suo personale. Se poi aggiungete che magari ci si ferma pure a bere un aperitivo o a scambiare due parole con i colleghi stranieri capite bene che la vita ti sorride e ti regala bei momenti da ricordare utili per ricaricare le batterie.
Ci sono poi persone talmente incredibili in questa macchina organizzativa  che non sono  solo brave a lavorare e a creare, ma diventano stimolo ed esempio da imitare, magari lavorano in sordina, ma diventano elementi trainanti e vincenti per tutta l’organizzazione. Uno di questi è certamente il nostro Peppino D’Angelo che oltre a curare l’essenziale ci regala anche finezze e dettagli che rendono il tutto un gusto e un piacere. Questa mattina le sue ortensie, nella parte alta del percorso, hanno attratto la mia attenzione e mi hanno regalato la luce! Poi c’è Chicco Bellini che coordina volontari e si occupa degli atleti coadiuvato da Matteo Cerrano, due giovani con la passione per la canoa, ma soprattutto personaggi super operativi come pochi altri. Poi c’è Michele Ghirardo che di hobby fa il veterinario e di professione il volontario all’Ivrea Canoa Club! Una macchina da lavoro con competenze manuali e intellettive che spaziano in ogni settore, il tutto condito dalla disponibilità e dal sorriso se pur severo comunque gentile. Poi c'è l'amico Leo al secolo Leonardo Curzio che per molti anni ha guidato l'Ivrea Canoa Club come presidente è sicuramente la precisione in persona: meticoloso e tremendamente pragmatico perfetto per il ruolo che è chiamato a ricoprire.
A capo di questa complessa macchina organizzativa nonché motivatore e cervello c’è Claudio Roviera che in passato da junior è stato un ottimo pagaiatore fra i paletti dello slalom e che poi negli anni è rimasto legato a questo mondo con infinita passione.  Uomini che coordinano un complesso sistema operativo e che sono riusciti a motivare tanti e tanti volontari che apportano, ognuno di loro, le loro professionalità rendendo il tutto fantastico.  Un mondiale, questo di Ivrea, lungo ed impegnativo tanto più che certi "altri personaggi" fanno richieste assurde solo perché magari portano giacca e cravatta e rivestono un ruolo internazionale. Forse costoro farebbero bene a guardare a casa loro e a tutto il movimento che molto si sta impegnando sotto ogni fronte e che troppo spesso non riceve le giuste risposte da chi di dovere, preoccupato più ad avere una terza scelta fra i primi piatti e una quarta nei secondi: il dessert e il caffè qui in Italia per fortuna è sempre eccezionale.
 

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Occhio all’onda! 

Chicco Bellini in azione

Matteo Cerrano sulla sinistra con il responsabile Rai Luca Pezzo

Claudio Roviera sulla destra sempre operativo
Michele Ghirardo a sinsitra con Marcello Beda il vincitore di ieri nella qualifica per K1 men Under 23.

Leonardo Curzio per molti anni presidente dell'Ivrea Canoa Club e uomo d'azione da sempre nel mondo della canoa. 

Argento e Bronzo per l'Italia nella prima giornata iridata Junior & U23

da sinistra Marta Bertoncelli, Francesca Malaguti e Elena Borghi del Canoa Cub Ferrara medaglia di bronzo nel K1 donne Junior.

da sinistra Marcello Beda, Jakob Weger e Davide Ghisetti medaglia d'argento nel K1 maschile Under 23.
Ad Ivrea si disputano per la ventesima volta i Campionati del Mondo Junior con  la settima edizione iridata per Under 23. La prima prova mondiale Junior fu disputata  a Spittal (Austria) nel 1986 e fino al 2012 aveva cadenza biennale. Solo a partire dal 2013 il mondiale per questa categoria si svolge annualmente, come giusto che sia. Fatto curioso che le gare a squadre in questa manifestazione sono introdotte solo ufficialmente nel 1990. I Campionati del Mondo Under 23 sono più recenti visto che hanno avuto inizio nel 2012 con la prova iridata di Wasau (USA). 

La storia dei  mondiali giovanili  ora la conosciamo, ma le medaglie vinte oggi dalle ragazze e dai ragazzi italiani nelle gare a squadre premiano tanta dedizione e tanto amore per uno sport fatto di acqua, canoe e pagaie. Brave e bravi quindi  a Elena, Francesca, Marta, Marcello, Davide e  Jakob. Bravi a tutti i loro genitori e ai Canoa Club di Ferrara, Bologna, Ivrea e Merano che hanno sempre sostenuto i loro giovani atleti e oggi giovani campioni fior fiore di una gioventù che pagaia e che sogna. Club e atleti che sono esempio di dedizione e sacrificio:  oggi tutto ciò è stato ripagato con un bronzo ed un argento e tanta energia che sarà necessaria per affrontare i prossimi traguardi sportivi e non solo. Chi poi non è salito sul podio ha dimostrato di essere comunque competitivo perché i ragazzi e le ragazze nella canadese monoposto ci hanno fatto capire che le tante ore a pagaiare  nel freddo, sotto la pioggia, o guidando per ore da un lato all’altro dell’Europa sono stati spesi  bene e hanno avuto la forza di concretizzare e di formare giovani che un giorno ricopriranno ruoli importanti nella vita creando positività. 

Oggi il canale eporediese era colmo di giovani bellissimi che hanno sofferto per navigare sulle acque della Dora con gioia,  freschezza e spensieratezza  come la loro età permette di fare e di essere. Bello ed emozionante, ma soprattutto emozionante a loro non può che andare il nostro enorme ringraziamento per quello che ci regalano in ogni loro pagaiata.

Mercoledì dedicato agli Under 23 che saranno impegnati nelle gare di qualifica. Giovedì spazio invece agli Junior.

Occhio all’onda! 





Junior & U23 pronti per il mondiale tutto italiano

« penso che un sogno così non ritorni mai più
mi dipingevo le mani e la faccia di blu
Poi d’improvviso venivo dall’acqua rapito
E incominciavo a pagaiare nella Dora infinita….
Pagaiare oh oh
Cantare oh oh ».

Il giusto compromesso tra difficoltà naturali e spettacolo, tra espressione fisica e tecnica, tra velocità e resistenza: ecco in sintesi il tracciato su cui oggi i giovani Junior e Under 23 gareggeranno per i titoli iridati a squadre. Il mondiale ad Ivrea quindi parte in uno splendido martedì di un’estate che fa le bizze tenendoci sempre con il fiato sospeso e con il piumino ancora sul letto!

E’ fantastico vedere come lo « Stadio della Canoa » eporediese è animato ormai da alcune settimane, tanti giovani atleti carichi di energia e tanti, tantissimi volontari che non hanno un momento di tranquillità. I colori simbolo di queste gare, stanno entrando in noi per un evento che darà lustro non solo sotto l’aspetto agonistico, ma pure organizzativo. Vedo i colleghi allenatori felici e ben predisposti, il sorriso, a dispetto di altre situazioni, è naturale e si capisce che qui in Italia la gente della canoa e dei pali dello slalom ci sta bene e torna sempre volentieri.

Bella la cerimonia di apertura a tema canoa e musica. Ci hanno portato per mano sulle tradizioni del mondo dal Messico, all’Asia passando per le Americhe. Peccato solo di non aver concluso con un « Nel blu dipinto di blu » tutto italiano giusto per ricordare a tutti la nostra grande tradizione canora che da sempre regala emozioni e gioie come sicuramente sarà in grado di fare questo mondiale all’insegna di una gioventù fresca e decisamente innovativa.

Occhio all’onda! 




C'è anche il grande Boss di Siwidata ad Ivrea per questi mondiali!

con il resto dello  staff di Siwidata
 

Coppa del Mondo chiusa la prima fase si tornerà a fine Agosto

La Coppa del Mondo di Slalom si prende una lunga pausa dopo tre settimane di gare e di vita vissuta intensamente. Si tornerà a parlare di Coppa solo nell’ultima settimana di agosto con la gara di Tacen in Slovenia per poi concludersi la settimana successiva e cioè e il 5 settembre in Spagna a La Seu d’Urgell.
L’ultima giornata di gare è stata e sarà ricordata per la sfida diretta tra Peter Kauzer (classe 1983) e Jiri Prskavec (classe 1993) due atleti che, nonostante i 10 anni di differenza, hanno molte cose in comune. La prima sicuramente è la tecnica nelle risalite dettata e supportata da una infinita abilità in acqua sopra la loro canoa e la seconda cosa è il guizzo vincente nel momento decisivo oltre al fatto che nessuno dei due in nessun momento della gara molla la presa sulla sua pagaia. Considerando che ci credono fino all’ultima pagaiata, lotto su ogni colpo per mettere la loro punta davanti agli avversari.
Ad Augsburg Kauzer ha messo al collo l’oro sull’ultima porta e cioè la mitica e magica  risalita 24 di cui abbiamo parlato nei giorni precedenti.  Ad Augsburg Prskavec ha lasciato il primo posto sempre sulla stessa risalita per un tocco dettato, a differenza del vincitore, forse dalla sua esuberanza giovanile e da quell’indecisione che invece nello sloveno non c’è stata. La gara dei due fenomeni (entrambi su Vajda Salto) è stata una fotocopia fino alla porta 9 quando Prskavec, grazie alla sua grande abilità nel fare le porte in retro e poi rilanciare la barca, ha preso il comando della corsa portandolo fino alla risalita sotto l’ultimo ponte. Kauzer lo ha rincorso con una eleganza che solo nei migliori atleti si può vedere: pulito, preciso, barca sempre in linea verso la meta finale, per arrivare poi al capolavoro finale con la risalita 24. Con quel guizzo  il 35 enne ha  vinto la gara di Augsburg in una magnifica giornata di sole davanti ad pubblico numeroso, competente e festoso. All’arrivo  la bella moglie Jania con la figlioletta accolgono con un abbraccio il marito, il padre e il loro eroe … ma eroe ed esempio  lo è anche però per  molti di noi!

Per la  finale della canadese monoposto in rosa lascio a voi la difficile risposta su chi potrebbe averla vinta, scrivere di più non posso perché questa volta dovrei  veramente scomodare il sommo poeta per trovare le parole giuste per una storia di vittorie che non sembra avere fine.

Occhio all’onda! 




Semplicemente disumana come il padre!

 
foto by ICF


C’era una volta un atleta che in K1 vinceva i mondiali con distacchi abissali: correva l’anno domini MCMLXXXV e costui capace di tali leggendarie e storiche imprese era conosciuto da noi italiani  come Riccardo Volpe e sembrava arrivasse da un altro pianeta. Quel mondiale qui ad  Augsburg l’uomo venuto da Marte lo  vinse con un distacco sul secondo di 10 secondi e 04 centesimi. Io a quel mondiale ero presente e mi ricordo bene l’immensa gioia di Peter Micheler, il tedesco secondo classificato, e  che conoscevo da tempo. Lo vedevo così felice ed esultante che mi avvicinai per fargli i complimenti e gli disse:  « Congratulation for Your second place ». Lui mi guardò e mi rispose sorpreso  « sorry but I won the World not second » e aggiunse: «among humans class ».  E in effetti chi lo aveva preceduto di umano aveva poco se non le sembianze comuni come braccia, gambe e testa. A distanza di 33 anni la cosa si ripete con  una ragazza che in K1 vince le gare con oltre sei secondi  e guarda caso poco ha di umano neppure il padre considerando che è proprio la figlia di colui che rifilava montagne di metri su metri  agli avversari. Le imprese che la figlia della Volpe ci regala puntualmente da tre settimane e che non sono altro che il proseguo dal mondiale dell'anno scorso con quel 97,14,  sarebbero da annotare sui libri di storia come si sarebbe dovuto fare per quelle scritte e composte dal padre Richard. Io se fossi il Ministro dell’Istruzione ai ragazzi delle medie e delle superiori, ma partendo anche dalle elementari, senza saltare la materna, metterei come materia di studio i grandi personaggi dello sport: vita, morte e miracoli di questi eroi moderni che ci fanno sognare con le loro gesta e con le loro magiche opere uniche ed esclusive, visto  che hanno la capacità di esaltare i colori forti della vita rendendola per tutti noi magica  ed unica. Appenderei la gara di oggi di Jessica Fox  al museo del Louvre, perché la gente potesse capire la magnificenza di un disegno realizzato con la pagaia e la canoa. Organizzerei serate alla Scala di Milano e all’Arena di Verona per rappresentare una commedia di 102 secondi e 10 decimi che racconta la storia di una ragazzina nata per sorridere e per divertirsi sopra un guscio di noce. Se poi fossi Rossini o Wagner prenderei spunto per comporre un’opera musicale in onore alle gesta di una grande campionessa oggi, ma di una bella persona dentro da sempre.

Occhio all’onda!