Fox, Savsek e Dorfler i tre vincitori di questa prima giornata di finali


C'è qualcuno in grado di spiegarmi il senso di far gareggiare le donne in C1 sugli stessi percorsi dei kayak? Possibile che l'ICF non si renda conto che semifinali come quella a cui abbiamo assistito giusto ora non hanno senso per far crescere questo settore? Le donne sono molto più tecniche degli uomini certamente, ma date la possibilità a loro di esprimere il loro potenziale agonistico e non trasformate le loro gare in una prova di sopravvivenza. Prendete l'argento europeo Julia Schmid che sicuramente è una buona atleta e ha una grande passione per questo sport. Oggi ha lottato con ogni porta come se fossero draghi da sconfiggere. Per 233,34 secondi è stata in balia dell'acqua trasformando  il tracciato in una e vera Waterloo finendo alla fine ultima. Momenti drammatici con i suoi rovesciamenti e le sue risalite per prendere le porte. Monika Jancova addirittura decide intenzionalmente di saltare una risalita, la 5 per la precisione, per non perdere tempo. Passerà in finale con 2 minuti e 9 di gara e con un 50. Jessica Fox che è Jessica Fox finisce seconda in semifinale con un ritardo poco superiore di 11 secondi facendo circo un po ovunque. Si entra in finale con un distacco dalla prima di un minuto e sei secondi. Vi pare logico? Poi la finale altra storia. La figlia della "Volpe" non sbaglia nulla e vola sull'acqua. Alle sue spalle succede di tutto tra atlete che risalgono per fare le porte o che toccano l'inverosimile. La ceca Hoskova sarà seconda a 15 secondi e 43. Terza a 20,83 la cinese Teng.
 

Grande semifinale per Stefano Cipressi, il marinaio bolognese, che sembra aver trovato finalmente una sua stabilità, ma soprattutto ha creato un vero e proprio rinnovamento in questa specialità con questo suo cambio di pala aereo. L'ho visto contento all'arrivo e questo mi fa piacere tanto più che ha passato lo scoglio della semifinale per la seconda volta nella sua carriera in questa specialità. Nella finale oltre all'italiano troveremo ben tre sloveni, tanto per capire che il fattore campo evidentemente incide non poco sull'esito finale. Ci saranno poi tre slovacchi che ovunque vanno fanno sempre bene. Sembra di essere tornati ai tempi di Lugbill, Hearn e Robison, quando gli uomini a stelle e strisce dominavano la scena mondiale ovunque tra la fine del'70 e gli inizi del '90.  Prima di loro gli atleti della Repubblica Cecoslovacca con Sodomka, Radil e Tresnak, rispettivamente Petr, Jaroslav e Karel ... bei tempi! In finale Benus tocca la prima risalita come il suo compagno di squadra Martikan. Quest'ultimo mette in scena una grande parte centrale del percorso e si presenta sul traguardo con un vantaggio rispetto Benus di 3 secondi e 97. Ma il pubblico si scatena e con lui gli speaker, eccezionali, quando parte Anze Bercic idolo di casa. Impeccabile al salto, poi il pubblico lo accompagna con urla e applausi, tocca la 4 in discesa e poi fai una miracolo nella combinazione a pettine tra la 10 risalita e la 13. Perde nella parte finale e chiude a 2,56 dall'attuale leader Martikan. Florence, il campione del mondo in carica, parte come una fucilata e sul piatto si scatena , salta molto bene e si infila sotto la 2. Pasticcia in entrata alla cinque e tira via il palino interno. Per lui la strada sembra essere in salita, ma non molla. All'ultimo intermedio è in notevole ritardo oltre i 5 secondi e... Martikan nell'area riservata al leader provvisorio rimane impenetrabile.  Benjiamin Savsek è il secondo sloveno a partire. Alla risalita sembra fuori tempo e la tocca. Poi ci prova a crederci ancora  e si lancia a capofitto nel proseguo del percorso. Alla 10 si impenna a dismisura e il pubblico applaude la prodezza, ma non molla. Rusch finale impressionante e si piazza momentaneamente al primo posto con 104,94. E' tempo di Cipressi, sembra quasi una poesia del Pascoli.  Parte di destro e prima del salto cambia mano di pagaiata. Arriverà fino  a metà salto e cambia tra il primo e il secondo buco al volo. Successivo cambio tra la tre e la quattro e poi alla sette quasi subito dopo alla pietra prima della discesa successiva.  Ancora prima della 9 e  tra 11 e 12 per affrontare la risalita 13 a sinistra. Cambio al massone. Poi c'è un tocco con il tubo della pagaia  alla 17 che fa in retro. Perde qualcosina all'entrata dell'ultima risalita e finisce la gara pagaiando di destro. Il tempo è di 104,61. Si piazza provvisoriamente al terzo posto.
E' Slafkovosky a partire, c'è anche il papà presente che è il sindaco di Liptovosky. Bravo al salto e veloce entrata nella 5 e il suo split time è di 0,69 migliore di tutti. Tocca la 11 e poi si spinge sul sassone centrale. Secondo intermedio il ritardo è di 2,70. Finisce male dietro all'italiano. E' Tasiadis, il tedesco con il nome greco, a presentarsi al cancelletto di partenza. Lui ha una motivazione in più a seguirlo c'è la sua ragazza Claudia Bar. Lungo al salto, ma molto bene sulla risalita dalla sua parte numero 5 poi esce tropo veloce e la sua canoa sbanda andando a finire sul palo della porta successiva. Poi ancora una penalità alla 12 e la sua gara per le medaglie sembra essere finita.
Due atleti ancora al via e cioè il giovane polacco Grzegorz Hedwig e lo sloveno Luka Bozic. Il primo si presenta al salto secondo me troppo centrale e finisce lungo sulla risalita. Tocca poi la 4 e la 6 e i sogni di gloria svaniscono con questi due tocchi. L'ultimo in gara ovviamente è il vincitore della semifinale lo sloveno che in questa specialità si diletta considerando il fatto che lui è uno specialista della canadese doppia. Già argento quest'anno ai mondiali U23 dietro per pochi centesimi a Roberto Colanzingari. Lo sloveno aggredisce il salto, sfiora la 5 in risalita e gli viene assegnata una penalità. Gli sloveni presenteranno ricorso ed il tocco sparisce. Alla  6 però con la punta sposta la porta e questa volta c'è la penalità.  E' ancora in gara per una medaglia nonostante tutto ciò.  Sull'onda finale perde qualcosina ma agguanta il terzo posto buttando giù l'azzurro Cipressi. Riassumendo: bella finale davanti ad un pubblico partecipe.  


Semifinale al cardiopalma per i kayak uomini nella prova vinta dal belga, ma in realtà francese, Mathieu Doby  in cui entra anche il friulano della marina militare Andrea Romeo con il decimo tempo. L'azzurro in finale fa vedere belle cose e la sua azione è facile ed  efficace la testimonianza è quel 97,32, che per il momento è il nostro punto di riferimento.
Alle sue spalle parte Fabien Dorfler  che non si risparmia in tutta la prima parte e il suo intermedio lo vede in ritardo di soli 0,02 dall'italiano. Parte centrale velocissima e gli recupera 0,36. Bravo anche sull'onda finale. Sprint finale per lui e cronometri fermi a 97,12 e cioè 0,20 meglio di Romeo. In finale c'è anche il free rider Michael Dawson. Per lui raggiungere la top ten è già un grande successo e sembra accontentarsi di ciò e finirà al nono posto.
Prende lo start un altro atleta australe e cioè William Forsythe che però tocca la 14 e la risalita 19. Altra sorpresa di giornata è il canadese Ben Hayward che mai era arrivato così avanti in Coppa del Mondo. Il nord americano, che sembra indossare una bombetta invece del caschetto, ci crede quasi  fino  alla fine tagliando porte sia in discesa che in risalita. Poi arriva alla passerella ed è letteralmente sconvolto: tocca la 16 e poi distrugge la 17. Peccato per lui un'occasione mancata con il podio, sarà per una prossima volta.
L'unico finalista sloveno in k1 è Martin Alberth, l'uomo dai due nomi e senza cognome.  Troppo brutale la sua azione e al primo split perde 3,28. Ritardo che aumenta a 3,91  alla 14. Decisamente fuori giri nella parte finale e per lui gli 8 secondi di ritardo sono un grosso handicap. Settimo sarà la sua posizione finale.
Il ceco Ondrej Tunka è in ritardo all'uscita della 2 e inevitabilmente tocca la 3 con la schiena. La sua gara però è piena di imperfezioni e il tempo lo testimonia. Ancora un ceco e cioè Lubos Hilgert, che squadra che hanno in Cechi, pensando che sono rimasti fuori con Prskavec e con Prindis.  Una penalità per lui alla 5, ma una parte centrale non velocissima lo penalizza non poco. Finisce a a 6,40 dal leader provvisorio Dorfler.
Ancora due atleti al via in questo sabato di giugno. E cioè il tedesco Sebastian Schubert e il francese naturalizzato belga Mathieu Doby. Il primo, seguito a bordo campo da una moglie scatenata, è veloce nella prima parte, ma leggermente in ritardo rispetto al suo collega. Parte centrale controllata e il suo ritardo è di 1,08. Si lancia dentro la 17 che risolve in qualche modo. Ci arriva al pelo e prosegue la sua corsa. Scatto finale chiude con 98,31 e cioè terza posizione provvisoria. Tempo di speranze e gloria per Mathieu Doby che ultimamente è seguito dal tecnico italiano Roberto D'Angelo. Molto bene al salto, sembra essere in grande giornata e all'intermedio però è in ritardo di 1,23. Sarà la parte centrale a definire il risultato finale. Perde ancora però anche se è molto bravo sotto la passerella a risolvere una situazione difficile. Si decide tutto sul rusch finale e sul monitor appare 99,25 e il numerino 4. Gara finita con Dorfler oro, Romeo argento e Schubert bronzo. 

Il pomeriggio è terminato con una sfida a beach volley tra vecchie glorie (Pierpa, Gigi il dottore e il sottoscritto) e nuove leve (Romeo neo medagliato in coppa, Giovanni De Gennaro finalista a Londra e Raffy 5^ ai mondiali Junior a Sydney). Inutile dire che noi abbiamo vinto 5 set a 0 usando soprattutto strategia e visione di gioco! 
 
Finisce qui la storia di un giorno di vita qui in quel di Tacen per la prima giornata di finali nella seconda gara di coppa del mondo.
 

Domani di scena donne sedute e canadesi doppie. Poi saliamo sul pulmino e ci trasferiremo a Praga.

Buona partita a tutti e incrociamo le dita per una Italia nel pallone! 



La giornata in immagini...

















Podio C1 donne da destra il bronzo Teng, al centro l'oro Fox e a sinistra l'argento Hoskova

Occhio all'onda!

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