Raffaello Ivaldi una finale che vale un bronzo

a sinistra Matej  Benus al centro Sideris Tasiadis e a destra Raffaello Ivaldi il podio C1 men della 1^ prova di Coppa del Mondo di Slalom a Praga.
Come se le cose non fossero facili ci aggiungiamo un finalista in più  e così a partire per l’atto finale per la canadese monoposto sono stati in 11. Il problema più grande però sta nel non averne capito il motivo considerando il fatto che se irregolarità ci fosse stata si sarebbe dovuto applicare il regolamento e non cercare soluzioni per accontentare tutti con il motto: «vogliamoci bene e andiamo avanti»!  In sostanza a Matej Benus è stato contestato il fatto che la sua canoa non fosse regolamentare visto  e considerando che sul fondo ha due alette che a norma  dal primo gennaio 2017, poi prorogato al 31 maggio, sono state vietate. Quindi in questo modo si sarebbe  penalizzato il francese arrivato 11esimo in semifinale e per non fare un torto a nessuno entrambi sono stati ammessi alla finale.
Poco importa in una giornata trionfale per il piccolo cucciolo di uomo che da sempre pagaia in ginocchio usando una pagaia ad una pala sola. Raffy ha combattuto con il cuore in mano fino all’ultima pagaiata, mantenendo concentrazione ed eleganza tra una selva di paline, onde, riccioli e urla ed incitamenti arrivati prima da tutti dai suoi compagni di squadra e poi dai brasiliani che facevano il tifo per lui accompagnandolo nella discesa. La finale dei C1 è stata decisamente tirata, nessuno si è potuto permettere di andare a passeggio con un percorso che non ha lasciato margini di rilassamento. Spettacolare e determinate la parte centrale dalla 5 alla 13 una serie di dritte sfasate che ti portavano dentro alla risalita in un baleno. L’abilità era quella di non perdere mai il contatto con l’acqua attraverso la pagaia e Raffy qui è stato fantastico senza rischiare troppo, ma consapevole e cosciente di dover comunque tagliare linee millimetriche per non incappare in salti e tocchi. Qui il pagatore scaligero ha costruito il suo passaggio in finale e qui ha iniziato a costruire la strada che poi lo ha portato ad una medaglia meravigliosa dietro a nomi talmente altisonanti, per i loro successi già conquistati, da mettere in soggezione chiunque. Il cammino è lungo e certamente sempre in salita, ma ora è chiara la strada da percorrere.

Finale donne non facile anche se Maialen Chourraut è stata brava a spuntarla di pochissimo ( -0,24) su una polivalente Kimberley Woods che ieri aveva vinto la prova in C1 e oggi si è presa un secondo posto in kayak davanti ad una irriconoscibile Ricarda Funk. La tedesca, potenzialmente un fenomeno, si perde nelle fasi finali e non riesce, secondo me, a rendere  al 100%. Stefy Horn rimane giù dal podio per le due penalità, ma dimostra di esser decisamente tra le 10 migliori atlete e questa è la chiave che sicuramente la porterà lontano.

Si chiude il sipario a Praga tutti ad Augsburg per la seconda tappa di coppa, io faccio un salto a Bratislava che arriva la squadra junior in allenamento e per partecipare in questo weekend alla Daubia Cup in preparazione del mondiale di categoria che si terrà qui a metà luglio. Domani raggiungo la squadra in Germania e si riprende a lavorare con i senior, alcuni di loro già con la qualifica e la testa per i mondiali di Pau, altri che invece dovranno conquistarsi il traguardo con qualche buon risultato partendo già da qui.

Occhio all’onda!






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