Europei in archivio con finali K1 donne e C1 uomini

da sinistra Horn, Kuhnle e Lafont il podio nel Kayak femminile

Le donne come sempre ci tengono sulle spine fino alla fine, anzi anche oltre visto che  solo a distanza di 15 minuti dall’arrivo dell’ultima finalista viene  squalificata Liza Leitner per barca sotto peso. Diciamo pure che ci dispiace, ma ovviamente tanto per citare i latini e fare contento il nostro amico Pino Scarpellino che spesso e volentieri ultimamente viene  chiamato  in ballo, diciamo  « mors tua vita mea » e così la nostra Steffy Horn si mette al collo un argento più che meritato davanti alla francese Marie-Zélie Lafont e  dietro solo  a Corinna Kuhnle che finalmente vince per la prima volta un oro continentale. L’austriaca ci aveva tentato spesso e volentieri, ma la sua ultima presenza su un podio Europeo a livello individuale risale al 2010 a Bratislava dietro a Jana Dukatova. La slovacca ultimamente deve combattere con problemi fisici e qui  non è riuscita neppure a prendere la finale.
Per fortuna che esistono i C1 per salvare la faccia alla Slovacchia in deciso declino dopo che il direttore tecnico Robert Orokocky ha lasciato per dedicarsi esclusivamente ad allenare la Dukatova. Così Alexander Slafkovsky si porta a quota tre di titoli europei vinti (2014, 2015 e 2017) e si avvicina al record di Michal Martikan che di ori in questa manifestazione ne ha quattro e oggi è salito ancora sul terzo posto del podio continentale a 38 anni! Bravo il pure il 26 enne  ginevrino  Thomas Koechlin,  allenato dall’amico  Ludovic Boulesteix,  che qui a Tacen ha trovato concentrazione e determinazione in abbondanza. Prima di questo argento lo avevamo visto sul podio in Coppa ad Ivrea 2016  alle spalle di Michal Jane. Che avesse la carte in regola lo si è capito da subito con una qualifica al risparmio che gli faceva passare il turno in decima posizione. Poi nella semifinale di oggi piazza un 92,02 di tutto rispetto che fa presagire una finale effervescente come poi è stata. Capace di migliorarsi di ben 3 secondi e 39 peccato solo per il tocco alla 12 che comunque non avrebbe cambiato la classifica finale.
Il beniamino di casa Benjamin Savsek e campione europeo uscente tocca la 8 prima del primo intermedio, poi nella parte centrale sembra non trovare lo spunto per rimontare lo svantaggio, nonostante un tifo calcistico sugli spalti. Finirà quarto a poco più di un secondo dal podio.
Due note anche su Mattej Benus che  oggi in finale sembrava piuttosto fuori fase, appesantito e fuori ritmo.
Delude anche il campione Olimpico Denis Gargaud che la finale la guarda sulle tribune.
In casa Italia buona prestazione di Raffaello Ivaldi che sbaglia purtroppo sotto il ponte e va lungo alla risalita 18 e perde tutto il vantaggio che aveva e che gli avrebbe permesso di raggiungere la finale. Finisce al 14esimo posto che significa però  tirare un sospiro di sollievo in vista della qualifica per la prova iridata di fine settembre a Pau (Francia). Stefano Cipressi arriva giù dal salto troppo stretto e infila la due in discesa: un 50 inevitabile che allontana il bolognese dalla parte alta della classifica.

La carovana ora si sposta a Praga per la prima gara di Coppa del Mondo che inizierà fra due settimane… ci sarà il tempo per fare delle analisi più approfondite di questa 18esima edizione del Campionato Europeo che lascia Tacen con molti punti su cui lavorare.

Occhio all’onda! 
Il momento in cui il C2 Bozic/Taljat annunciano il loro ritiro da questa specialità davanti al loro pubblico, con Andrej Jelen che commosso gli consegna un riconoscimento da nome della Federazione Slovena










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