Finale C2, C1 donne e K1 uomini


Le gare si vincono o si perdono sull’ultima combinazione tanto più quando il percorso è stato disegnato per mettere gli atleti in crisi proprio fino all’ultima porta. Così oggi la finale del Kayak maschile si è decisa tra la 22 e la 23 che si sono trasformate per  Jiri  Prskavec una rovina, mentre per Vit  Prindis una vera e propria manna dal cielo.
C’è a chi questa finale non è piaciuta per le troppe penalità e per come molti dei finalisti ci sono arrivati, ma secondo il mio modestissimo giudizio, è stata una ottima finale con tutte le dovute incognite che l’atto conclusivo deve avere. Difficoltà importanti, ma non impossibili, giusta suspence, giudizi arbitrali corretti se pur importanti e spesso determinanti, livello espresso altissimo senza risparmio di colpi o discese misurate. Tra i due cechi è stato bravo Hannes Aigner inserirsi, con Schubert e Grimm rispettivamente quarto e quinto.
Se  Prskavec  impressiona per tecnica e dinamicità dall’altro lato c’è un Prindis (classe 1989) regolare e preciso in ogni sua azione. Il primo gira talmente vicino a tutte le porte che sembra ad ognuna di loro raccontare qualche storiella per tenerle ferme ed immobili al suo passaggio, mentre il secondo rimane così lontano dai pali che la centralità dei suoi passaggi è millimetrica. Sembra avere quei moderni sistemi di guida assistita che gli impediscono di avvicinarsi troppo alle porte e appena sgarra viene riportato immediatamente al centro della strada, pardon della porta!

Jessica Fox vince in C1 con distacchi abissali come usava fare suo papà quando gareggiava da queste parti. La seconda è a 10 secondi e la terza a 17. Tanto per capire il livello e il potenziale di questa specialità prendiamo la nuova zelandese  Luuka Jones che è salita in C1 dopo le olimpiadi di Rio e oggi a distanza quindi di pochi mesi di pratica ha preso la sua prima finale chiudendo a poco più di un secondo dalla medaglia. Provate a prendere Kauzer, anche lui argento olimpico nella città carioca, dategli sei mesi di allenamento in C1 e vediamo se arriva dove è arrivata oggi la Jones oppure quanto tempo necessiterebbe lo sloveno per aspirare non dico ad una finale ma ad una semifinale?

C2 senza troppo seguito in questa Coppa del Mondo, sono partiti in 16, il minimo legale, per disputare una qualifica che ne ha tolto uno solo dalla semifinale e poi i soliti cinque per la finale vinta dai padroni di gara Behling/Becker.

Nulla di nuovo dalla  « Coaches Conference » organizzata questa sera e diretta dal tutto fare Prono che ci ha fatto sapere che ha pure commentato la gara in diretta  per una rete televisiva. In sostanza si sta ancora cercando di capire come si distribuiranno le quote olimpiche per Tokyo 2020. Indecisione se prendere il ranking di coppa o restare con la prova dei Campionati del Mondo del 2019.
Commenti negativi sulla proposta  di riprendere a fare le non stop, cose che dal 1996 non si vedevano più.  Forse sarebbe meglio  aver un circuito sempre fisso per ogni campo gara, come il ceco Jezec ha proposto. In questo modo tu vai ad Augsburg a Praga a Lee Valley o dove pensi meglio e ti alleni sempre su quel circuito che poi ritroverai in gara.
A me personalmente la cosa non dispiacerebbe tanto che si potrebbero avere i record della pista e non si perderebbe molto tempo a provare mille combinazioni diverse che fanno male al cervello.

Domani semifinali e finali per K1 donne e C1 uomini poi tutti a Makkleberg per la terza prova di Coppa prima della pausa.

Occhio all’onda! 




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