Qualifiche C1 e K1men con qualche sorpresa

E' solo in giorni come questo che l'aria è sottile, raffinata, dolce ed unica, facendo passare tutto il resto in secondo piano. Un'atmosfera che si riproduce solo ed esclusivamente in questi momenti  e che diventa densa, energica, ma soprattutto unica tanto da non aver bisogno di alimentarsi in nessuna forma se non attraverso ciò che gli atleti in ogni pagaiata ti trasmettono.  Vorresti non finisse mai, ma vorresti nello stesso tempo che fosse già tutto finito. Non ti senti stanco e hai energia per ogni cosa e per tutti, ma hai il cuore che batte forte per tutto ciò che ti circonda e che a lungo ti accompagnerà. 

Confermate le impressioni avute alla vigilia per quanto riguarda il percorso che alla fine si è dimostrato interessante sia sotto il punto di vista tecnico che fisico. Sideris Tasiadis è protagonista di una seconda manche senza errori e finisce al primo posto con un distacco dal primo K1 men del 6,1%. La prima sorpresa di giornata arriva dall'eliminazione del  25enne canadese Cameron Smedley che rimane tagliato fuori dalla semifinale. Eppure Cameron quest'anno sembrava aver avuto una grande crescita con un 10^ posto in finale di Coppa a La Seu d'Urgell e anche a Pau in aprile in una ranking race aveva fatto bene sfiorando il podio. Rimangono fuori anche il brasiliano Felipe Borges che si fa prendere dal panico in prima manche, mentre nella seconda commette troppi errori nel tentativo di essere pulito. Il ragazzo è giovane (classe 1994), ma se vuole pensare in chiave Olimpiadi 2020 deve cambiare molte cose e prima di tutto acquisire una mentalità più da atleta maturando come uomo. Sebastian Rossi, l'argentino che aveva chiuso il mondiale U23 a Foz do Iguaçu, pagaiando con le mani dopo aver rotto la pagaia sulla linea di partenza, non riesce proprio a uscire da un blocco tecnico e mentale che gli impedisce di fare il salto di qualità che gli manca. Peccato per il senegalese, ma nato e cresciuto in Francia, Jean Piere Renan Bourhis che a Cracovia al mondiale U23 aveva preso finale, anche lui chiude qui il suo esorido a cinque cerchi. Ultima posizione per il Libano con Richard Merjian.

Nel kayak maschile Lucien Delfour è il grande escluso assieme Maciej Okreglak. I due hanno in comune una cosa a questi giochi Olimpici e cioè quella di essersi qualificati aiutati parecchio dal caso e dalla fortuna. Roccambolesca fu la qualifica del franco-australiano a Penrith che ebbe la meglio su Jaxon Merritt grazie al fatto che quest'ultimo toccò una porta in maniera molto banale,  ma soprattutto dal fatto che invece a Dalfour non fu data una penalità evidentissima in semifinale che gli permesse di entrare nei top 10 e giocarsi il posto per le Olimpiadi quando tutto sembra perduto.  Il polacco invece nelle qualifiche nazionali era riuscito a vincere la semifinale degli Europei per poi finire ottavo in finale. Fece discutere una penalità data  a Dariusz Popiela che lo tagliava fuori dalla lotta per un posto a Rio 2016.
Dalla qualifica in questa specialità è emersa un segnale chiaro ed evidente: i 15 che hanno superato il turno hanno tutti le carte in regola per prendere la finale e poi aggiudicarsi le medaglie e tra questi non solo l'italiano Giovanni De Gennaro, ma anche il verde oro idolo di casa Pedro Da Silva alias Pepe!

Oggi C2, con una media di età di 27 anni e 7 mesi. In gara anche le donne con una media di 26 anni e 8 mesi. Previsione cn cielo nuvoloso... meglio del vento che ha fatto ritardare le partenze di oggi di oltre un ora e che ci ha fatto temere a lungo sull'esito dello svolgimento della gara stessa.

Occhio all'onda... Olimpica! 



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