"Filho teu não foge a luta"

Non so se iniziare a scrivere sulle mie scarpe oppure se è meglio partire dal sorriso che Sören Kaufman ci ha riservato oggi mentre Ana mi faceva una foto su una delle tante telecamere televisive che stanno montando sul tracciato di Deodoro. C'é da  considerare che vedere il tedesco contento, ma soprattutto sorridente è un avvenimento quindi a lui l'onore di aprire le danzei! Sören di primavere ne ha già passate  45 di cui molte pagaiando oggi  è l'allenatore di Sideris Tasiadis. E' stato un grande C1 fino al 2003 anche se i suoi anni migliori sono stati quelli novanta. In Val di Sole, nel mitico mondiale italiano sul fiume Noce, nel 1993 arrivò terzo e due anni più tardi a Nottingham prese l'argento dietro a David Hearn e davanti a colui che poi diventerà il fenomeno in questa specialità e cioè Martikan. In quel mondiale vinse anche il suo unico titolo iridato nella gara a squadre con Martin Lang e Vitus Gesser. Grande studioso, laureato in medicina ed informatica e nell'epoca precedente ad internet, quando eravamo colleghi in acqua, l'ho visto sempre  con qualche libro in mano e poco, anzi assolutamente, non incline alle feste. E' molto riservato e difficilmente sorride, ma oggi quando mi ha visto in procinto di sedermi sul carrello, dove è fissata la telecamera della televisione, si è avvicinato e ha commentato la cosa con un sorriso... ecco questo lo attribuirei alla magia olimpica in altri casi e situazioni il buon Sören non si sarebbe mai spinto così oltre!

Il materiale che ci è stato dato e che ovviamente siamo tenuti ad indossare è decisamente di alta qualità e come dicevo pochi giorni fa la cura del dettaglio fa la differenza. La comodità e il piacere di indossare queste scarpe mi hanno convinto a lasciare a casa le ciabatte che usualmente indosso da queste parti. Visto che non ho mai fatto molto uso di questo strumento per camminare l'ho sempre indossato pensando ad altro e non mi sono mai veramente concentrato in questa fase di vestizione,  ma oggi ecco la  sorpresa di trovar scritto all'interno e più precisamente sulla scarpa destra queste parole: "filho teu não foge a luta" che mi hanno catturato e dato gioia. Questa è una frase presa dall'inno del Brasile e che ovviamente in questo momento è molto significativa: "figlio mio non fuggire dalla lotta".

Allora prendiamo pure queste parole e usiamole come  motto da  ricordare ai miei atleti pochi istanti prima del fatidico momento del ... 5,4,3,2,1, go!
In effetti inizia a  mancare veramente poco e qualche tensione e preoccupazione si inizia a percepire se pur vivendo in questo satellite di felicità e perfezione. Comunque vada l'importante sarà non avere rimpianti, crederci fino alla fine e ricordarsi sempre di quanta energia e passione abbiamo usato per arrivare fino a qui ed è per questo che non possiamo rinunciare ora a lottare!

Occhio all'onda... Olimpica! 



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