In mancanza di Milonghe...



ll tango è un movimento d’improvvisazione come la canoa. La ginnastica è fatta da movimenti predefiniti come i tuffi o sport ciclici come nuoto o atletica leggera su distanze che non prevedono grandi strategie o tattiche di gara. Il basket è un gioco d’improvvisazione come il calcio. Cosa significa tutto ciò? Capire che cosa stiamo facendo per impostare il nostro allenamento è fondamentale. Troppo spesso mi sono trovato a discutere o a vedere allenatori che impostano programmi d’allenamento con tabelle o ripetute che non hanno senso riducendo il tutto ad una questione fisica. Lo slalom è un’arte che deve essere interpretata cercando nel profondo dell’atleta/artista la sua espressività. Nel tango impari a camminare con la musica e i passi da condividere con la ballerina. Nella canoa impari i fondamentali della pagaiata per avere una base da cui partire. Nella danza d’improvvisazione come nello sport di situazione ti devi poi lasciar andare far sì che arrivi tutto da sé immergendoti nel tunnel del lavoro, dell’allenamento, della dedizione, della passione. Poi un giorno inizi a intravedere la luce della tua espressività che darà  senso al tutto. 

Attenzione non dico che dobbiamo nutrirci solo di spontaneità perché ci potrà essere solo dopo un grandissimo lavoro di fondo. Senza ciò significa dover tornare molto spesso indietro oppure significa non capire perché certi risultati non arrivino nonostante una grossa mole di allenamento e dedizione. 

Mi è piaciuto l’allenamento dell’altro giorno con due miei C1. Ho cercato di mettere le loro certezze in discussione. Lo scopo era quello di far capire e rafforzare un concetto semplice: in slalom certezze non ce ne sono fino al momento in cui non diventi un tutt’uno con l’acqua, con le porte e solo quando la tua spontaneità ed espressività vanno a braccetto avrai ottenuto la formula magica per iniziare un nuovo ciclo di vita. 
Ecco il motivo per cui anche i grandi campioni passano molte ore sui canali a provare e riprovare migliaia di volte le stesse combinazioni. Lo scopo è rendere semplice uno slalom che molte volte si complica per strani concetti psicologici e atletici. Molte volte il mio maestro di tango mi porta a ripassare e a rivedere una “salida basica” senza mai stancarsi di riprovare concetti base che potrebbero essere scontati.  Tutto parte dalla semplicità per arrivare alla complessità. Purtroppo si è attirati molto spesso però dal secondo concetto. 
Dalle mie parti non ci sono Milonghe a cui partecipare, quindi la sera mi guardo molti video di ballerini famosi e sono attratto però dalle loro semplicità, mentre fatico ad ammirarli nei passi che hanno solo lo scopo scenico. 

Tornando all’allenamento, abbiamo iniziato a discendere il canale senza togliere la pala dall’acqua. Poi abbiamo ripetuto la stessa cosa ma, questa volta, la pala era in acqua dalla porte opposta della pagaiata e cioè in debordè. Quindi una discesa in retro ruotando a guardare indietro. Poi ancora la stessa cosa, ma senza girarsi con la testa per guardare, con l’idea di prendere riferimenti attraverso quello che già era passato. Ancora una discesa usando solo la pala per pagaiare in dietro dalla parte concava, quindi ricerca della massima rotazione. Una discesa dal lato opposto di pagaiata. 
Quindi siamo entrati nelle porte con un circuito molto facile. Partenza da una risalita per andare a fare un’altra risalita a sinistra, quindi una discesa in mezzo alla corrente e un’altra risalita a destra con uscita. Varie le proposte.
Ho invitato gli atleti a contare le pagaiate. Poi cercare di fare il tracciato con il minimo numero di pagaiate, poi il contrario con il massimo e oltre. Poi la proposta di farlo esattamente con un numero di pagaiate decise prima di partire. Poi abbiamo confrontato tutto con rilevamento dei tempi. Non tanto per sapere chi dei due era più veloce, ma far capire a loro l’importanza di ogni colpo. Il risultato, per loro, è stato straordinario: meno colpi più veloci! 

David Florence per vincere il mondiale a Praga ha usato 89 pagaiate di cui 24 in debordè. Ciò che dal mio punto di vista conta di più è che analizzando attentamente il video non saprei dire se c’è stata in questa discesa una sola pagaiata inutile o tirata male. Oppure se ci fosse stato bisogno di un colpo in più per vincere... chiaramente no!

L’allenamento con i due C1 l’ho ripetuto poi questa mattina con chi aveva voglia di allenarsi anche la domenica mattina e questa volta sono sceso in acqua anch’io in mancanza di Milonghe questo e altro! 

Occhio all'onda! 

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