Partiamo dai numeri per analizzare gli Euro Slalom 2018

 I Campionati Europei entrano negli archivi ed è tempo quindi di qualche riflessione su questa 18esima edizione Continentale  che ha lanciato la canoa slalom  2018. Una stagione lunga e difficile visto che si concluderà  solo a fine settembre in Brasile con i Campionati del Mondo sul canale olimpico di Rio.

Affidiamoci prima ai numeri per cercare di capire cosa e come si sta evolvendo lo slalom nel Vecchio Continente e successivamente, una volta presa coscienza di questi dati, possiamo fare dei ragionamenti più approfonditi in merito.
   

       Ecco i numeri dell’Europeo 2018

- 26 le Nazioni presenti;
- La partecipazione numerica per categoria è la seguente:15 C2, 36 C1W, 65 K1M, 40 C1M, 43 K1W, per un totale di 199 barche e 210 atleti.

- 14 Nazioni hanno raggiunto l’obiettivo delle finali (considerando solo le specialità Olimpiche). Di queste l’Inghilterra ha una percentuale impressionante con il 91% dei suoi atleti in finale per un totale di 11 finali sulle 12 disponibili, quindi un 24,44% sul totale delle finali. Segue Germania con 7 finalisti quindi 15,56%, Repubblica Ceca con 6 finalisti 13,33%, Francia con 5 11,11%, Slovacchia e Austria con 3 pari al 6,65%, Spagna e Svizzera 2 per un 4,44%, Polonia, Italia, Svezia, Slovenia. Ucraina e Russia con 1.

- 9 Nazioni hanno preso medaglie considerando gare individuali e a squadre;

- in testa al Medagliere la Repubblica Ceca con 2 ori (C2 individuale e K1M a squadre), 2 argenti (K1M individuale e C2 a squadre) e 5 bronzi (C2, K1M e C1M individuale, K1W e C1M a squadre). Questa nazione ha avuto un incremento di 3 medaglie rispetto all’edizione 2017 a Tacen (Slovenia); segue Great Britain con un totale di 5 medaglie che rispetto al 2017 significa un aumento di 3; a più 3 pure Germania con un totale di 5, segue con più 1 Austria, mentre rimangono stabili Slovenia e Spagna. In negativo Polonia con meno 4 medaglie, Italia e Francia  meno 2, Slovacchia e Svizzera meno 1.

E’ evidente la forte crescita del Regno Unito che ha piazzato 11 finalisti sui 12 atleti a loro disposizione. Una nazione che sta investendo molto e che sta crescendo a fronte di un impegno costante e duraturo.  C’è da sottolineare che la squadra nazionale inglese per il 2018 è praticamente la stessa dello scorso anno. La struttura tecnica è rimasta uguale c’è stato solo un avvicendamento per il fatto che Mark Delaney ha lasciato e in sua vece è entrato Richard Houslon, mentre è stato confermato in toto lo staff che cura video e video-analisi. Così come medico, psicologo, preparatore atletico e fisioterapisti. 
Confermato il valore della Repubblica Ceca che forse in casa però si aspettava qualche acuto individuale maggiore specialmente nel Kayak maschile dove è uscito di scena il campione del Mondo in carica Ondrej Tunka. C’è da dire che è stato molto bravo a recuperare Vit Prindis che ha passato l’ultima settimana prima della gara in ospedale per una brutta lombo-sciatalgia che lo aveva messo ko dopo un allenamento in palestra.  Mentre Jiri Prskavec, che ha dominato in maniera impressionante la qualifica, ha poi raggiunto la finale con una semifinale segnata da un tocco e perde la finale, nonostante sia capace di scendere sotto la barriera dei 90 secondi, ancora per un tocco e più esattamente alla porta in discesa numero 12. 


                                                         ... prosegue 





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