Poche le note positive dal mondiale di slalom londinese

 Ci credete che non sono riuscito a comprare neppure una maglietta a questi Campionati del Mondo di canoa slalom? Erano così "horrible", tanto  per dirla nella lingua di chi le ha pensate e poi confezionate,  che mi sembrava proprio buttare fuori dalla finestra 12 pound e cioè la bellezza di 17 euro!
La canoa slalom, ma la canoa in generale, manca di letteratura specifica e manca di souvenir e marchandise  varia. Ovunque vai in qualsiasi altro sport per assistere a qualche competizione, anche non di altissimo livello, trovi libri di ogni genere che raccontano quello sport e se  ti viene voglia di comprare  una  maglietta o il cappellino ricordo hai solo l'imbarazzo della scelta. Tutto questo da noi rimane come qualche cosa di sconosciuto:  neppure dei  pins, che mi piace tanto  collezionare, che costano quattro soldi e sono facili da fare  e apprezzati da tutti. Vogliamo parlare del simbolo dei mondiali? O meglio qual é stato il logo dei mondiali? Forse il cerchio tondo con la scritta "ICF 2015 CANOE SLALOM - World Championships" con le varie tonalità di verde e azzurro? Oppure il motto:"#EveryRoadtoRio"? Questo simbolo e motto è stato  creato dal UK Sport per promuovere lo sport in Inghilterra in previsione di Rio 2016. Una strategia questa per farsi pubblicità al fine di raccogliere denaro per la comitiva inglese che andrà in Brasile il prossimo anno.
Bene... a parte questi pettegolezzi, che comunque creano immagine e secondo me fanno capire che cosa ci potrebbe essere dietro al "prodotto canoa", i mondiali londinesi segnano la storia per molte icone dello sport dei pali dello slalom sull'acqua che corre. Questi campionati del mondo hanno chiuso la porta in faccia per le olimpiadi di Rio a Maichal Martikán e ad Elena Kaliska, visti i criteri  selettivi che la Slovacchia ha adottato per scegliere i propri atleti a più di un anno di distanza dalla rassegna a cinque cerchi. Già scritto il nome di Matej Beňuš  per il C1 e Jana Dukatova per il Kayak femminile, mentre per le altre due categorie la lotta rimane aperta.
Assente a questi mondiali il campione del mondo uscente della canadese monoposto Fabien Lefevre, che quest'anno ha gareggiato solo a Pau in occasione della finale di Coppa del Mondo, entrando in finale. Facile da spiegare il motivo della sua assenza considerando il fatto che lui non ha il passaporto americano e quindi non avrebbe potuto gareggiare per la "quota" olimpica. Gli Stati Uniti hanno preferito portare 3 C1 e 3 K1 che avessero la possibilità di qualificare le barche per Rio. Certo è che l'assenza del campione franco-americano si è sentita non fosse altro per vedere all'opera un artista della pagaia come lui è.
Nella canadese da sottolineare anche le assenze di vincitori di Coppa del Mondo 2015 come Garguad,  Bercic  o campioni come Benzin tutti non classificati nelle rispettive prove di selezione in Francia,  Slovenia e Germania.
Altro grande assente di questa manifestazione è stato David Ford che alla bellezza di 48 anni non si è classificato per partecipare a quello che sarebbe stato il suo 18esimo mondiale consecutivo. Il campione del mondo del 1999 quindi ha disputato in totale 17 prove iridate e 5 Olimpiadi. Nel 2003 è stato l'atleta dell'anno per il suo paese e due anni più tardi è stato inserito nella "BC Sports Hall of Fame". Una carriera lunga trent'anni iniziata a livello internazionale  nel 1984 con quella che era la "Coppa Europa", ma che per la verità non sembra essere ancora terminata visto che il canadese ha partecipato alle gare di Coppa del Mondo in questa stagione.

Un mondiale dal punto di vista tecnico perfetto, ma che è stato  tristemente penalizzato da un percorso decisamente assurdo e oserei dire osceno tanto quanto le magliette dell'evento proposte. Note positive poche. Salverei solo il museo della canoa con la "Rob Roy" originale costruita nel 1865 per il mitico John MacGregor per il suo tour in Europa. Interesantissimi i suoi quaderni e appunti di viaggio davanti ai quali mi sono commosso non poco.

Pochi gli stand  specifici nell'area ristoro.  Per fortuna però che a salvare questo mondiale ci ha pensato il numeroso pubblico presente che ha portata una nota importante di colore e di animazione. 

Occhio all'onda! 

Il momento in cui si chiudono le porte a Martikan per Rio 2016 - siamo alla porta numero 20 in risalita e gli viene assegnato un 50 che lo rilegherà infondo alla classifica di finale e dietro a Benus suo compagno di squadra e diretto avversario per il posto olimpico - foto di Chris Worrall -






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