Kateřina Kudějová campionessa del mondo K1 slalom donne



Il podio iridato 2015 del  K1 femminile:  al centro Kudějová alla sua destra Funk e alla sinistra Pfeifer


Kateřina Kudějová ha 25 anni ed è la neo campionessa del mondo di canoa slalom  nel kayak femminile. Il titolo lo ha conquistato a Lee Valley con una discesa che definirei onesta nel senso più che positivo del termine. Prima  però di analizzare la sua prova si devono fare le doverose premesse per non cadere nell'errore  di pensare che l'aggettivo scelto  possa risultare riduttivo all'impresa portata a termine dalla ragazza praghese seguita e allenata da Jirí Prskavec.  

La Kudějová ha un background eccelso: 

- campionessa  del mondo junior a squadre   e bronzo individuale nel 2008 a Roudnice (Repubblica Ceca) a 18 anni;
- nel 2006  a Nottingham aveva già vinto la prova individuale nel campionato europeo Junior;
- nel 2009 da primo anno Under 23 vince il titolo europeo  a Liptovsky Mikulaš (Repubblica Slovacca);
- vince il titolo iridato tra gli U23 per due anni consecutivi e cioè nel 2012 negli USA e nel 2013 a Liptovosky Mikulaš, ma già dal 2009  è in squadra nazionale assoluta conquistando la sua prima finale in Coppa del Mondo a Pau (Francia). Ad oggi ha al suo attivo ben 12 finali di Coppa. 
- Il 2011 è un anno importante per lei in cui  conquista un argento a squadre al mondiale di Bratislava a un oro sempre a squadre all'Europeo in Spagna a La Seu d'Urgell. Finisce seconda alla Pre-Olimpica di Londra (Test-Event). Poi nell'anno successivo perde la sfida per rappresentare il suo paese ai Giochi Olimpici da Stepanka Hilgertova sua grande rivale fino ad oggi.
Quest'anno entra in 4 finali su 5 in Coppa finendo 3^ a Praga, 8^ a Krakow, 9^ a La Seu e 4^ in Pau. Agli Europei a Markleeberg è 3^ dietro a Chourraut e Funk.
Le premesse giocano tutte a suo favore. Il suo stile di pagaiata è essenziale e ha una grande capacità di portare la barca in maniera semplice ed efficace.
A Londra in semifinale fa registrare un tempo di 103, 47 più un tocco che gli vale la quarta posizione e quindi l'accesso alla finale senza problemi.
La finale ha tutta una storia a sè. Il primo intermedio, e cioè alla 8 in risalita,  26,89 è uno tra i migliori, solo la tedesca Funk riesce a fare qualcosina meglio e cioè un 26,30. La ceca nella parte centrale e per i successivi 40 secondi di gara è praticamente perfetta. Al primo salto è brava a far correre la sua canoa con il colpo di destro per poi piazzare  in acqua un sinistro che all'entrata della 11 lascia il posto ad una pagaiata larga sul lato opposto. E' magica nel traghetto per due motivi. Il primo è brava ad usare due soli colpi per posizionarsi in cima alla montagna d'acqua che attraversa cost to cost il canale londinese. Quando arriva sulla vetta ha la freddezza di mantenere il sinistro ben piantato nella profondità dell'anima di quell'onda e sarà la sua vera arma vincente. Esce alta dalla 12, riattraversa l'inferno uscendone indenne e ciò che più conta con la punta della sua "Galasport" rivolta verso la porta 14 che significa essere pronti per arrivare veloci alla risalita di destra numero 16. Un'altra frazione di otto porte che la vedono fra le più veloci con un 38,20 che è il terzo tempo dopo il 37,89 della Melanie Pfeifer  e il 38,05 della semifinale di Maialen Chourraut. Ora arriva il bello... ci sono ancora da fare 6 porte e lo sprint finale. C'è un solo tentennamento in tutta la sua discesa ed è proprio tra la porta 17 e 18. Qui perde un attimo il controllo della situazione. Infatti non è molto veloce dopo il passaggio della discesa dopo la risalita e cade nel buco successivo troppo verso il centro. Prova a mettere il sinistro in acqua, ma la sua coda viene inghiottita e subito dopo sparata fuori dopo una grossa impennata. Una frazione di secondo e la gara potrebbe finire male per lei, ma l'acqua sembra avere pietà e l'appoggia giusto davanti alla porta leggermente troppo a sinistra. Qui esce la classe di questa atleta dai lunghi capelli che non si scompone: sposta leggermente il busto indietro e sfila il palo sinistro della 18 con sublime eleganza. Da questo momento in poi non forza più, ma riprende in mano la sua gara e quella corsa che la porterà sul gradino più alto del podio iridato. 20, 21  e 22 pennellate, sprint finale e cronometri fermi a 103,62.
Nessuna delle restanti tre atlete riusciranno a fare meglio.
Fox si schianta alla 3 la tocca e perde una vita. Funk sembra volare sull'acqua, ma tra la 12 e la 13 ci lascia il tempo per un caffè, sarà comunque brava a rimettersi in linea e a fare una terza parte di gara eccezionale con un 36,75 che la dice lunga sulle capacità di questa atleta decisamente sotto peso  corporeo, ma con grinta e capacità tecniche in esuberanza. Rimane ancora solo la campionessa europea in carica e cioè la spagnola o meglio basca Maialen Chourraut che dopo la semifinale, che le avrebbe concesso l'oro con 100, 87, non riesce a ripetersi e lo si capisce dalle prime battute dove alla 5 opta per una retro e questo le costa parecchio ritardo sul primo intermedio e cioè un più 2,37. Poi spende molte energie per prendere al volo la 13, ma soprattutto la 14 e il suo secondo intermedio fa aumentare il distacco di 0,81. Esce dalla 16 in risalita decisamente stanca e la prova di questo è il tocco evidentissimo alla 17. Prova a crederci ancora ma non riesce a fare meglio di 37,04 contro il suo 35,83 in semifinale. Tempo totale per la mamma slalomista sarà 105,31 + 2 che la posiziona al 5^ posto finale.

Quindi riassumendo: Kudějová precisa e attenta riesce a incoronarsi campionessa del mondo. La sua arma migliore la costanza e le tre risalite a sinistra, fatte tutte con grande disinvoltura e abilità. Aggiungerei anche che il successo arriva dalla freddezza con cui ha superato i momenti più difficili della gara e cioè 11/12 e nel buco tra la 17 e la 18 deve aver visto scorrere la sua vita e tutti gli allenamenti che ha dovuto fare per arrivare fino a quel punto: troppi e troppo faticosi per cedere senza provare a combattere. Brava anche a tenere fisicamente sulla distanza.

Abbiamo visto però che questo favoloso successo non arriva a caso considerando che la sua è una carriera cresciuta e sviluppata negli anni grazie anche al fatto di lavorare in un gruppo di sette atleti guidati e diretti dal grand maestro Jirí Prskavec, ma di lui e degli altri sei vi parlerò prossimamente.

Occhio all'onda!

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