Prima giornate di medaglie nella seconda Tappa di Coppa del Mondo di Slalom


 Perché ho la conferma di amare questo sport? Perché oggi ho visto alcuni semifinalisti arrivare alla fine della gara, tirare il fiato qualche secondo  e come se niente fosse riccacciarsi dentro l'onda, che c'è dopo l'arrivo,  a surfare cercando in quella forza della natura la consolazione alla cattiva prova o la condivisione della buona prestazione.  Li ho visti giocare, li ho ascoltati timidamente piangere o sorridere e ho gustato l'acqua che li ha cullati tutti indistintamente dal campione, al più scarso (tanto scarso no  se è in semifinale) allo sconfitto. Li ha accarezzati come solo una mamma sa fare e ha gioito come solo la natura può elargire eleganza e piacere.

Non posso stare fermo quando seguo la gara di alcuni atleti,  mi viene da muovermi concitatamente, quasi fossi preso da una sorte di incantesimo. Vibro in modo particolare guardano Stanislav Jezek. Lui pennella tutte le porte, sembra non riuscire a passarci dentro, la prospettiva che si ha dalla riva ti inganna e te lo fa vedere fuori e distante ad ogni passaggio. Poi il miracolo che  si ripete costantemente ad ogni pagaita. Impressionante il suo gesto, eppure se lo vedi passeggiare con il suo portatile sempre in mano ti dà l'impressione di avere a che fare con un impiegato di banca che sta tornando in ufficio per chiudere la giornata lavorativa. Lui viceversa monta sul suo C1 e ci allieta con prodezze da vero artista e funambolo dell'acqua che corre fra i paletti dello slalom. In finale entrano quasi tutti i migliori ad eccezione di un Martikan con troppe penalità sull'ultima parte del percorso. Fuori anche lo spagnolo Elosegi che ormai ci aveva abituato da più stagioni vederlo sempre nei top 10.
La finale poi è tutt'altra storia. Il sole sparisce il cielo si incupisce e inizia a piovere. La gente però sugli spalti non ci fa caso e tanto meno gli atleti  finalisti che riescono pure a far dimenticare a tutti noi quest'estate che tarda ad uscire.
La gara di Mateus Benus è impeccabile, preciso in ogni momento della sua vittoriosa discesa. Ma di lui vi voglio raccontare un'altra cosa. Ieri mi ha visto nell'area atleti e mi invita a seguirlo. Vado con lui nella loro tenda e inizia a cercare nella sua borsa e tira fuori una "Oliva" per una pagaia da C1 e mi dice: "questa è per quel tuo atleta che ha ingrandito l'impugnature mettendoci del materassino. Digli di sostituirla con questa". Vi lascio immaginare che cosa è successo quando sono andato da Felipe, l'atleta in questione, e gli ho riferito l'accaduto. Incredulo che un atleta del livello di Benus possa interessarsi a lui. Beh! Questi sono i campioni veri... grazie Mr. Benus!

Gara all'ultimo respiro pure per la semifinale fra i K1 uomini. Brutto, bruttissimo gesto di Daniele Molmenti dopo un 50, non è da lui tanto più che il bravo speaker stava commentando la sua gara dicendo che il campione olimpico gareggia sempre con il sorriso! Anche a Praga si era tolto il caschetto e lanciato malamente sulla canoa. Qui ha fatto peggio prendendo a pagaiate una porta e spaccando poi all'arrivo il manico della pagaia sulla sua rossa canoa.

Non saranno protagonisti della finale personaggi come Prskavec, Tunka, Combot, Kauzer, Hermanz e ovviamente lo stesso Molmenti. Mentre  i due polacchi Polacyk e Okreglak confermano che gareggiare in casa ti offre un'opportunità in più. La finale ha un solo protagonista ritrovato che risponde al nome di Vavrinec Hradilek. Una manche gestita alla grande se pur con un tocco alla porta numero 15. Sul podio anche un Halcin che da tempo si era perso dopo la nascita del figlio. Terzo il bronzo di Deep Creek Methieu Biazizzo, il transalpino fidanzato con la pluricampionessa del mondo Jessica Fox.  A proposito della "Volpe Australiana" c'è da sottolineare il bel gesto a fine gare in area interviste dopo aver per l'ennesima volta vinto nella canadese monoposto.  Lei, figlia  di campioni e ormai abitué del podio si trova a consolare Viktoria Dobrotvorska l'ucraina che prende il bronzo in questa specialità. La giovane atleta scoppia a piangere a fine gara per la gioia di una medaglia e Jessica l'abbraccia con tanto affetto e sincerità. Brava Miss Jess and congratulation of course!

Domani semifinali e finali per C2 e K1 donne. L'Italia ha di che soffrire, mentre io questo giro mi gusterò le gare con tranquillità!

Occhio all'onda!


p.s. una cosa voglio ancora scrivere per fare i complimenti al mio amico Michael Kurt che a 35 anni suonati prende una finale importante. Qui ci fa sognare per due risalite d'incanto poi i sogni svaniscono alla 8 che cicca malamente!



io con Mark Delaney Team Leader per gli inglesi con il nostro collega slovacco Robert Horockosky




il podio C1 donne

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