Pagaiata e camminata



Siamo alle solite, torniamo sempre al punto di partenza e cioè a parlare di "tecnica di base". Il motivo è semplice, considerando il fatto che ogni gesto, anche molto complesso, parte esclusivamente da un fondamentale e cioè la pagaiata. E' come per il tango la camminata. Se noi sappiamo pagaiare bene, possiamo anche essere molto veloci tra le porte. Se noi sappiamo camminare bene, possiamo essere probabilmente dei buoni ballerini. Se riusciamo a fare nostri questi movimenti di base riusciremo poi ad evolvere piacevolmente le nostre conoscenze motorie per scoprire nuovi confini sulla complessità del gesto. Attorno alla pagaita, azione propulsiva, si costruiscono agganci, retro-pagaite, spostamenti laterali, sfilate che non sono altro che pagaiate messe in atto con angoli diversi, ma che hanno gli stessi obiettivi della propulsione avanti. Sulla camminata si costruiscono tutti gli altri passi più complessi e articolati.
La pagaiata e la camminata hanno però ancora una funzione: sono responsabili non solo dell'avanzamento e quindi della dinamicità, ma  anche e specialmente per i nostri equilibri. Elementi questi  che definiranno  il nostro modo di esprimere il movimento seguendo l'acqua o la musica. Così facendo nascerà il  nostro stile che avrà come vero obiettivo quello di poter rispettare le nostre caratteristiche che sono il frutto di espressioni  interiori profonde.
Ecco perché dobbiamo insistere su questi fondamentali.
In canoa sarà lo scorrimento dello scafo a farci percepire se la nostra azione propulsiva è corretta oppure no. Un tecnico osservando l'atleta in acqua o sul video può prendere dei punti precisi di riferimento e capire se ad ogni colpo c'è la reazione che ci si aspetta e quanto beneficio porta questa allo scopo finale.  Nel tango si può avere un aiuto dalla nostra ballerina, la quale ci dovrà far capire da che parte sente arrivare il nostro peso. Se cioè siamo catapultati dal cielo o fuoriusciamo dalle viscere della terra per poi riuscire a trasmettere tutta la nostra energia in quel passo. Ognuno di noi ha dei recettori neuronali  che dobbiamo però sfruttare altrimenti rischiamo di diventare degli automi che ripetono meccanicamente un gesto una volta appreso. Ecco perché è fondamentale a volte fermarsi e tornare sui primi passi o pagaiate come si voglia dire!


Occhio all'onda!

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