Chiusa anche la seconda Tappa di Coppa in Polonia



Il vero problema in Coppa del Mondo è come riuscire a portare a casa tutti i poster delle gare senza rovinarli, considerando il fatto che mi piacerebbe conservarli per appenderli nella nuova fantastica sede del mitico Canoa Club Verona. Roberto D'Angelo, che ultimamente segue il C2 italiano Camporesi/Ferrari, credo che sia uno dei più grandi collezionisti del genere. So che da sempre è molto attento a recuperare questi gadget, ma non ho idea dove li esponga o li conservi. Sarebbe bello che la Federazione Internazionale ne facesse un catalogo per conservarlo nella nostra storia e nella memoria dei più giovani.

"Rispetto a 4 anni fa il modo di andare in canoa è cambiato: i percorsi sono più veloci, molto tecnici e stretti " : afferma il campione olimpico Daniele Molmenti dopo la sua gara di semifinale e non possiamo che dargli ragione. Uno slalom che, secondo me, inizia ad esser particolarmente interessante ed emozionante. Dobbiamo arrivare a gare di 70" che catturano l'attenzione del pubblico e che esaltino velocità e difficoltà tecniche. Dove il "guizzo vincente" possa fare la vera differenza. Nasce però un problema, considerando il fatto che gli atleti sono sempre al limite nei passaggi delle porte, aumenteranno le proteste e i risultati tarderanno ad uscire nei tempi televisivi richiesti. E' stato il caso anche qui per le prove di semifinale delle donne sedute. Rimangono fuori dalla gare delle medaglie atlete di grande valore come Jessica Fox - salto alla porta 11 - Emilie Fer - manca l'entrata della 14 - Jasmin Schornberg - i due tocchi alla 10 e alla 15 le sono fatali se pur il suo 91,44 è un tempo di tutto rispetto. Fuori anche l'italiana Stefanie Horn complice la penalità alla 4 in risalita. Se possiamo darle un consiglio non richiesto sarebbe il caso che la forte atleta naturalizzata italiana cercasse più fluidità nella sua azione. Le qualità per essere una grande campionessa le ha tutte, le manca solo un lavoro più legato alla sensibilità che alla pura forza. L'ho incrociata poi nel parking dopo la prova e lei ha imputato la sua non brillante prova alla stanchezza fisica.
Niente finale neppure per Fiona Pennie: la britannica è lenta e sembra molto pesante in ogni azione. Ho visto anche una Clara Gia-Pron in ripresa che ha lottato fino alla fine dimostrando che non è molto lontana per raggiungere l'obiettivo di essere presente a tutte le fasi di gara.
In finale troviamo due spagnole, due slovene e poi una slovacca, ceca, francese, polacca, tedesca e austriaca. Otto nazioni tutte del vecchio Continente! Non c'è storia e i lettori di questo blog lo sanno già considerando il fatto che spesso e volentieri ho elencato le qualità di Maialen Chourraut che anche qui non ha rivali. Si può permettere pure di perdere tempo all'uscita della 4 dove si fa risucchiare dal buco e deve lottare non poco per uscirne. La sua poi è solo una marcia trionfale verso la vittoria in questa seconda prova di Coppa del Mondo. Kuhnle e Funk sono rispettivamente a 1.98 e a 3.06. La qualità migliore della spagnola è quella sua fluidità sull'acqua grazie al fatto di mantenere praticamente sempre la canoa piatta e sopra le onde.

Devo essere onesto la semifinale del C2 mi è passata via velocemente e mi sono concentrato solo sull'equipaggio italiano che ha dimostrato, soprattutto a se stesso, di avere ottime qualità se pur ancora con molti margini di miglioramenti.  In finale poi si perdono all'uscita della porta numero 4, facendo vibrare il pubblico per una azione di recupero al limite. Questo li porta in affanno sul proseguo della discesa. Finiranno la prova con sei secondi in più rispetto alla discesa precedente e in sesta posizione.
Tre tedeschi e tre cechi in questa finale. Avranno la meglio Kaspar/Sindler sui campioni europei Behling/Becker. Terzi l'unico equipaggio transalpino qualificato e cioè Tillard/Le Ruyet.
Sotto una leggera piogerellina si chiude anche questa seconda tappa di coppa.
Si carica tutto sui furgoni e si va in Slovacchia per la terza tappa.

Dire che sono contento è poco considerando il fatto che "the Ivaldi Family" si riunisce al completo dopo sei mesi di lontananza se pur in terra straniera e per lavorare!

Occhio all'onda!


Maialen Chourraut con la piccola Ane





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