Connessione tronco - gambe

Mi rendo conto che molte volte parlando di tecnica affrontiamo separatamente  argomenti come spinta con le gambe, trasmissione della pagaiata sulla canoa, rotazione delle spalle con conseguente rotazione della coda. Trattiamo questi aspetti singolarmente senza cercare il vero punto di connessione tra la parte superiore e la parte inferiore del nostro corpo. L'azione braccia e tronco con spinta gambe deve trovare un connettore unico che permetta all'atleta di trasmettere alla canoa l'impulso di tutto il corpo. L'azione è un'operazione congiunta tra la  parte superiore ed inferiore.  Questo deve essere il vero punto di partenza per ogni nostro gesto in canoa, anche se tronco e gambe sono spesso e volentieri impegnati a lavorare in modi diametralmente opposti, proprio per creare l'effetto molla o per trasmettere l'impulso di propulsione o rotazione alla barca stessa.
Il punto quindi di connessione e la relativa distribuzione delle forze diventano l'oggetto che dobbiamo prendere come riferimento per capire dove intervenire. 


L'allenatore deve analizzare il gesto nella sua interezza e capire se c'è questa dinamica in atto oppure se l'atleta si limita a compiere gesti meccanici separati tra parte superiore ed inferiore del corpo. La connessione diventa fondamentale per usare in sequenza le varie dinamiche della pagaiata che si trasforma mano a mano per guidare  lo scafo nelle varie porte in discesa o in risalita. 


Non è facile capire se l'atleta sta usando correttamente la spinta delle gambe, ma ci possono  aiutare molto alcune domande da rivolgere allo stesso soggetto del tipo:


1. alla fine dell'allenamento senti le gambe affaticate?
2. alla fine dell'allenamento come stai con la tua 

    muscolatura addominale?
3. percepisci e ti concentri sulla spinta delle gambe?

4. dov'è la tua connessione fra tronco e gambe?

Un altro punto importante è osservare il puntapiedi degli atleti e il sedile, nel caso del K1, l'impostazione per le canadesi.   Da questo sopralluogo  possiamo ricavare vari dati sulla postura dello slalomista impegnato e soprattutto capire se effettivamente c'è questa unione tra azione superiore e inferiore del corpo. E' come osservare le scarpe di un corridore e in modo particolare la suola dalla quale possiamo ricavare molti dati interessanti. Come è altrettanto interessante capire dove uno slalomista ha formazioni callose e come sono sviluppate le stesse.  Tutti elementi che ci aiutano ad approfondire l'osservazione sull'atleta per poi intervenire in maniera più specifica e mirata

Occhio all'onda!

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