Parterre de rois da sogno

foto by Ana Satila Vargas

Il "parterre de rois" che si presentava alla partenza dell'allenamento alle prime luci dell'alba di questa mattina era veramente da sogni. Mai visti tanti campioni in acqua nello stesso momento per una allenamento a marzo. Medaglie e campioni olimpici, medaglie e campioni mondiali, atleti di assoluto livello tutti riuniti sul piccolo specchio di acqua sopra il canale  pronti a scattare al cambio di ora. Interessante vedere come i diversi atleti, di differenti nazioni, preparano una stagione come quella che ci aspetta. Quest'anno ci si gioca la qualificazione olimpica al mondiale di Londra ed è inutile dire che la pressione è molto alta. 
Molte nazioni dopo due anni di lavori invernali ad Al-Ain sono tornate in Australia.
Interessanti le motivazioni che hanno spinto gli allenatori per questa scelta decisamente più costosa, ma a detta di tanti tecnici molto più redditizia dal punto di vista dell'allenamento. La sostanziale e comune motivazione è stata quella di prediligere un canale dove si possano fare grossi lavori di resistenza specifica con la possibilità di risalire alcuni tratti per lavorare su una problematica a lungo e con tranquillità. Qui se vuoi andare da una porta all'altra devi sfruttare l'acqua, ma devi anche pagaiare e pagaiare molto non ti ci porta la corrente. Qui allenarsi alla mattina molto presto significa poi avere la possibilità di fare altri due allenamenti e avere molto tempo di recupero. tra uno e l'altro. Le molte palestre vicino al campo da slalom poi ti permettono di fare dei grandi lavori e spaziare con proposte sempre diverse.  C'è poi anche l'aspetto climatico che fino ad oggi è stato praticamente perfetto: non troppo caldo e neppure troppo freddo. Quello che si dice perfetto.
Sul canale negli Emirati in sostanza sei più in attesa che attivo. Certo la pendenza e la velocità dell'acqua in questo canale sono notevoli e permettono di migliorare la reattività, ma nello stesso tempo diventa penalizzante in fase di preparazione generale.
Ecco perché tanto quanto gli slovacchi, tedeschi, francesi, italiani, canadesi, cechi hanno preferito venire fino a qui per un grosso blocco di lavoro.
E' stato bello vedere le reazioni dei vari tecnici quando ci siamo ritrovati tutti qui. L'espressione basita ed interrogativa la diceva lunga sul fatto che ognuno di noi non era stato il solo a pensare questa soluzione per i propri atleti e comunque compiaciuti abbiamo poi condiviso le motivazioni della scelta.


Occhio all'onda!

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