Caffè amaro...essenza della semplicità



È un po' di tempo che bevo il caffè amaro e il tè con il latte. Mi devo forse preoccupare  oppure con l'età i gusti cambiano? Forse togliere lo zucchero aiuta ad apprezzare di più le cose entrando veramente in sintonia con loro nella loro essenza.  Aggiungendo il latte al tè è cercare di addolcire certi sapori troppo forti e marcati, ecco perché anche nella vita bisogna a volte assaporare le cose combinandole alla realtà temporale che stiamo attraversando.

Si parlava di semplicità, ma molto spesso gli atleti sono ossessionati dal fare, dal pagaiare il più forte possibile. C'è poi il terrore che scegliere la soluzione di una porta in retro possa costare il successo finale, quando viceversa non ci si preoccupa nel fare metri in più a monte all'uscita di una risalita. L'idea rimane quella di tagliare l'entrata e di fare tutte le porte in discesa senza valutare la soluzione nell'ottica di una strategia di gara complessiva.  Ovviamente se le varie combinazioni vengono prese singolarmente c'è la possibilità che il modo con cui vengono affrontate risulterebbe diverso rispetto ad una prova lunga. Quando mi allenavo con Bill Endicott facevamo settimanalmente degli allenamenti che lui chiamava "impossible moves". Un tipo di lavoro molto interessante dove si lasciava libera la fantasia di architettare manovre molto difficili nel soluzionare alcune combinazioni di porte altrettanto impossibili: andavamo oltre il limite che si sarebbe potuto trovare in gara, allenando così l'imprevisto.  Il problema oggi è l'opposto  e cioè che l'imprevisto diventa previsto considerando il fatto che l'errore che molti atleti fanno è quello di arrivare su molte risalite o su porte sfasate al limite perdendo così l'essenza dello slalom che, lo ripeto, è semplicità e centralità nella porta per il 99% dei casi! 

Occhio all'onda!

0 commenti:

Posta un commento