Buona domenica Alvi


Sarà una domenica di attesa, di una lunga attesa che si sta prolungando da giorni. I pensieri, i ricordi e gli affetti si intrecciano e diventano la vera motivazione per dare forza a chi in questo momento sta lottando per sopravvivere.
Noi abbiamo bisogno ancora di lui, di quegli sguardi profondi, di quel suo muoversi a punte unite. Di quelle mani che prima di esser portare al naso, ante proferir parola, si uniscono tra pollice ed indice. Di quelle attese che a volte finiscono ruotando su se stesso e lasciano l'interlocutore basito. Abbiamo bisogno della sua saggezza maturata in una vita che lo ha visto ricercare la profondità e la bellezza dell'uomo. Forse prima come una macchina perfetta da far correre, saltare, lanciare  o pagaiare e poi come strumento per avvicinarsi ad un Dio ancora a noi troppo sconosciuto e incompreso per farci accettare silenziosi i nostri destini umani.
E' stato sempre al mio fianco quando ero atleta,  da colleghi, da amici, da fratelli quale mi sento e poco importa se generati da diversi genitori, perché sento forte e vivo il messaggio che è scritto a caratteri cubitali sul ponte che unisce il Brasile con il Paraguay 


"Nacimos de muchas madres pero aquì solo hay hermanos"

Ed è così caro Alvi, noi siamo tutti con te al tuo fianco, tenendoti forte la mano, come tu lo hai saputo fare con noi per  molto tempo. Pazienti ti chiediamo di continuare a lottare, di non stancarti di noi e di gioire come sai fare. Stiamo solo aspettando un tuo cenno, un sorriso anche a denti stretti per riuscire a dirti tutti quanto ti vogliamo bene.


Occhio all'onda!

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