Semifinali con sorprese



Avevo avuto delle sensazioni strane mercoledì dopo la demo-run per la semifinale. Il percorso mi sembrava abbastanza spigoloso, non sfruttava, secondo me, tutte le opportunità che questo canale offre. Sensazioni che si erano trasformate in preoccupazioni. Bene! Dopo la discesa degli apripista mi rendo conto che mi è rimasto il senso di stranezza e il timore di assistere a gare iridate che forse sfalsano il valore degli atleti. Comunque questo c’è e come diceva la mia nonna: “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”.

Le sorprese non sono certo mancate nelle semifinali C1 e K1 uomini. Partiamo dalla canadese dicendo subito che l’era Martikan ha subito un brutale rallentamento. Il campione slovacco non è passato in finale, ma è riuscito comunque a deliziare il pubblico assiepato sulla mega tribuna con acrobazie aeree, forse influenzato dagli stessi artisti del Circus la Putyka e degne del miglior Philippe Petit nell’attraversare le cascate del Niagara. Inizia dalla porta in risalita numero 10 a rischiare grosso. Gira attorno alla palina di destra in debordè a meno di un millimetro lasciando tutti con il fiato sospeso. I problemi per lui arrivano tra la 10 e la 11 e più precisamente nel buco prima della 11 dove il re viene inghiottito senza pietà per essere buttato giù dal trono. Si salva usando la sua affilatissima spada bianca con cui riesce a tagliare la testa al dragone per scappare lontano.  Ma il bello arriva tra la 16 e la 17 quando decide di non fare retro le due porte su cui era arrivato con un ritardo abissale. Alla 17 poi sembra un elicottero tanto la sua pala rotea nel cielo per non toccare la palina di destra. La fine dello slovacco si consuma presto   con due banali tocchi che lo costringono, questa volta, alla resa incondizionata.  
Spazio quindi al resto del mondo o meglio al resto degli europei considerando il fatto che nessun altro continente è riuscito a piazzare un uomo in finale. Una curiosità ancora. Dei 10 finalisti del 2006 ci saranno, a 7 anni di distanza, ancora Jezek e Florence. Il primo prese il bronzo, mentre il britannico fu ottavo. In quella finale era presente anche Pierre Labarelle che oggi gareggia in C2 con Nicolas Peschier. Quella storica finale la vinse Tony Estanguet che proprio oggi ho rivisto e tra una discesa e l’altra mi ha fatto sapere che lunedì sarà già a Rio per discutere, in veste di membro CIO, del futuro canale per i giochi olimpici in Brasile. 
Le sorprese vere ce le riservano però i K1 uomini. Fuori dai top 10 il campione olimpico e il campione del mondo in carica... fino a domani. Daniele Molmenti paga una stagione vissuta sugli allori a cinque cerchi. Pochi allenamenti, poche gare sulle braccia e forse poco interesse a restare ai vertici porta alle ovvie conseguenze di passare velocemente dalle “stelle alle stalle”... tanto per dirla sempre come la mia nonna diceva! 
Con Kauzer ho scambiato qualche impressione poche ore dopo la disfatta di Caporetto. Le sue considerazioni sono state soprattutto legate ad una preparazione fisica deficitaria specialmente sul tronco - addominali bruciati dopo la 10 e senza spinta di gambe dopo la 15. 
Di tutt’altro genere le considerazioni gioiose di Giovanni De Gennaro che dopo i due tocchi ha spinto l’acceleratore al massimo. “Mentre scendevo ho sentito tutti gli intermedi e i commenti - mi confida e aggiunge - quando ho capito che non mi restava nulla da perdere mi sono buttato dentro a tutte le porte ed è andata bene”. Il capolavoro per lui arriva all’ultima risalita a sinistra che gli permette di volare fino alla fine. Il suo tempo è il migliore di giornata e passa in finale nonostante i 4 punti di penalità presi alla 1 e alla 10.
Ultima considerazione per i kayak uomini. Solo Fabien Lefevre era presente alla finale del 2006. Chiuse in quinta posizione. Dimenticavo: nessun rappresentante ufficiale della Francia tra i kayak sarà presente in finale o meglio di francesi ce ne saranno ben tre, Lefevre, Bersinger e Hernanz. Il primo però per la bandiera a stelle e strisce degli USA, il secondo per i colori bianco e celeste dell’Argentina e il terzo per la Spagna.
Ancora una punta di curiosità: Hradilek se l’è vista male dopo un 50 alla porta 16 assegnato da un giudice italiano. Dopo il ricorso e dopo una profonda analisi gli è stato giustamente tolto aprendogli le porte di una finale che lo sta aspettando. 
Ho parlato degli sconfitti e non dei vincitori, ma come diceva il generale rivoluzionario venezuelano Simon Bolivar: ”l’arte di vincere la si impara nelle sconfitte”. Quindi non ci rimane che aspettare il futuro per veder risorgere gli sconfitti di oggi e se volete sapere dei risultati in dettaglio,  sapete dove trovarli! 

Occhio all’onda! 



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