Cambiare lato di pagaiata in C1?






Ho avuto, nei giorni scorsi,  un piacevole ed interessante confronto con Fabien Lefevre e Myriam Jerusalmi. Inutile spendere parole di presentazione per questi due personaggi, che stanno allo slalom come Socrate sta alla filosofia. Bene con loro abbiamo fatto una lunga disquisizione su atleti che sono impegnati nella doppia specialità. In sostanza mi chiedevo qual’è la loro esperienza in merito. Il francese, che ora gareggia per gli Stati Uniti d’America, alterna un giorno in K1 e il giorno successivo in  C1. Mi spiegava che preferisce dedicare un’ intera giornata ad una sola specialità per affrontare le problematiche a fondo senza correre il rischio di inquinare sensazioni tra kayak e canadese. Così facendo riesce a concentrarsi meglio. La cosa più interessante è che ha riscontrato di essere più incisivo in K1 nella parte finale del percorso di gara da quando ha iniziato a gareggiare in C1. Ricordo che precedentemente Lefevre doppiava la gara del kayak con il C2. Specialità, quest’ultima, che l’ha visto protagonista ai mondiali del 2010 e del 2011 con due argenti. Poi abbandonata per problemi di incomprensione con il suo compagno di barca. 


Lui faceva un confronto tra k1 e C2 e k1 e C1. Nel primo caso non riscontrava molta unione tra le due specialità e accumulava molta stanchezza. Nel secondo caso invece lui ritiene che una specialità compensa l’altra e ti permette di scoprire aspetti nuovi che magari non avevi percepito prima. Si ritiene molto felice e soddisfatto di questa sua scelta. 

Myriam, anche lei francese, ma da molti anni in Australia, preferisce proporre a Jessica, la sua atleta nonché figlia, allenamenti giornalieri alternati tra C1 e K1. In questo momento comunque spende molte più ore di allenamento seduta che in ginocchio. In realtà penso che sia dovuto al fatto che comunque in kayak il livello è molto più alto e la conseguenza logica è che si necessità di più allenamento specifico per restare ai vertici. 


Io ho portato la mia esperienza con Ana, anche lei impegnata in due specialità. Noi siamo più sulla linea di Fabien e ultimamente stiamo lavorando in maniera molto decisa in canadese un giorno sì e un giorno no. Ci siamo posti anche un altro obiettivo e cioè quello di dedicare un giorno a pagaiare solo da un lato senza cambi di mano.  Dedichiamo cioè l’intera sessione di allenamento decidendo a priori su quale lato pagaiare. Così facendo l’idea è quella di acquisire sicurezza sul debordè che apparentemente, ma oserei dire più psicologicamente, crea problemi a chi si avvicina alla canadese. Sono dell’idea che il cambio mano eccessivo crea disequilibrio per il fatto che l’atleta rimane in balia dell’acqua troppo spesso e in situazioni molto volte critiche. Viceversa acquisire sensibilità con la pala in acqua offre al canoista sicurezza, che sia dal suo lato o appunto in debordè. Concetto questo che deve entrare nella convinzione di chi pratica questa specialità.  Noto tuttavia nelle donne in ginocchio molta incertezza dovuta proprio al fatto che non mantengono contatto con l’acqua attraverso la pala. Molto spesso si trovano ad essere in ritardo sulle manovre da fare perché sono impegnate a cambiare lato di pagaiata. A volte può essere utile, lo fanno anche Lefevre e Cipressi, anche se per la verità loro non sono C1 naturali.  Provengono dal kayak di alto livello e si nota. Lefevre è ancora ai vertici in K1, Cipressi lo sarebbe ancora se non avesse optato per la canadese doppia. 
Da ciò nasce però una riflessione: è pensabile immaginare Martikan o un C1 puro cambiare lato di pagaiata? Sicuramente no! 
Facendo appello poi alla memoria non ricordo di aver mai visto Jon Lugbill optare per questa soluzione. Si racconta solo, nelle notti di luna piena e quando i lupi del gran Canyon sono in amore, che in Canada al mondiale del 1979 quando cioè il futuro dominatore del decennio successivo vinse il suo primo titolo iridato, arrivato sull’ultima combinazione di risalite da destra a sinistra cambiò mano per attraversare un buco enorme che tagliava in due il fiume.  Molti però sostengono che sono solo leggende metropolitane, che a Jon non gli è mai passata neppure nell’anticamera del cervello questa possibilità. Il caso volle che dieci anni più tardi ai mondiali sul Savage River si ripeté la stessa combinazione. Fiume diverso, ma situazione identica  e Jon l’affrontò piantando in acqua un debordè  prima di entrare nella risalita a destra numero 23 e lo estrasse solo per uscire dalla 24. Vinse anche qui alla grande... senza cambiare mano!
Non ho idea di come sono arrivato qui a parlare di tanto tempo fa, certo è che se parlo di Jon mi perdo nei meandri di gioie vissute in diretta... “sorry”!

Ultima considerazione. Stando agli ordini di partenza, se pur provvisori, al mondiale nella canadese monoposto femminile ci saranno 41 partenti. 20 di loro passeranno in semifinale e 10 si giocheranno le medaglie.  Per restare sui numeri i k1 uomini iscritti sono 107, di cui 40 in semifinale e 10 per la finale. Le donne in Kayak 60 di cui 30 in semifinale e 10 in finale.  I C1 uomini sono 78, 30 in semifinale e ovviamente sempre 10 in finale, mentre il C2 i partenti sono 38 per un totale di 76 atleti. Totale barche gara  323. Giorni di gare quattro. Si inizia il 12 settembre alle 8.30 con i forerunners e si finisce domenica 15 alle 16.10. Pardon la chiusura precisa non c’è considerando che il tendone per la festa finale è già montato! 

Occhio all’onda! 

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Interesante reflexión Ettore sobre el paleo en la Canoa, personalmente como canoista soy muy purista y pienso que siempre por el mismo lado y puntualmente deborde para apuros gordos pero nunca cambiar de mano. Y sobre Jon pues me pasa como a ti era un placer entonces verle, y muchas veces repito vídeos de aquellos años para quedarme todavia con la boca abierta.
Musku

Luca ha detto...

Cavolo Ettore mi sono riguardato il video di Lugbill sul Savage (potenza di youtube).
Incredibile il passaggio da 23 e 24 in debordè ...
Incredibile la lunghezza di gara rispetto ai percorsi attuali.(3.23.04 il suo tempo)
Che tempi!!
Big Jon, me lo ricordo come fosse ieri!!
Occhio all'onda!!

Anonimo ha detto...

Mi sono rivisto il video di Savage 89. Quel traghetto dalla 23 alla 24 in debordè con la barca da 4 metri è surreale!

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