Semplicemente disumana come il padre!

 
foto by ICF


C’era una volta un atleta che in K1 vinceva i mondiali con distacchi abissali: correva l’anno domini MCMLXXXV e costui capace di tali leggendarie e storiche imprese era conosciuto da noi italiani  come Riccardo Volpe e sembrava arrivasse da un altro pianeta. Quel mondiale qui ad  Augsburg l’uomo venuto da Marte lo  vinse con un distacco sul secondo di 10 secondi e 04 centesimi. Io a quel mondiale ero presente e mi ricordo bene l’immensa gioia di Peter Micheler, il tedesco secondo classificato, e  che conoscevo da tempo. Lo vedevo così felice ed esultante che mi avvicinai per fargli i complimenti e gli disse:  « Congratulation for Your second place ». Lui mi guardò e mi rispose sorpreso  « sorry but I won the World not second » e aggiunse: «among humans class ».  E in effetti chi lo aveva preceduto di umano aveva poco se non le sembianze comuni come braccia, gambe e testa. A distanza di 33 anni la cosa si ripete con  una ragazza che in K1 vince le gare con oltre sei secondi  e guarda caso poco ha di umano neppure il padre considerando che è proprio la figlia di colui che rifilava montagne di metri su metri  agli avversari. Le imprese che la figlia della Volpe ci regala puntualmente da tre settimane e che non sono altro che il proseguo dal mondiale dell'anno scorso con quel 97,14,  sarebbero da annotare sui libri di storia come si sarebbe dovuto fare per quelle scritte e composte dal padre Richard. Io se fossi il Ministro dell’Istruzione ai ragazzi delle medie e delle superiori, ma partendo anche dalle elementari, senza saltare la materna, metterei come materia di studio i grandi personaggi dello sport: vita, morte e miracoli di questi eroi moderni che ci fanno sognare con le loro gesta e con le loro magiche opere uniche ed esclusive, visto  che hanno la capacità di esaltare i colori forti della vita rendendola per tutti noi magica  ed unica. Appenderei la gara di oggi di Jessica Fox  al museo del Louvre, perché la gente potesse capire la magnificenza di un disegno realizzato con la pagaia e la canoa. Organizzerei serate alla Scala di Milano e all’Arena di Verona per rappresentare una commedia di 102 secondi e 10 decimi che racconta la storia di una ragazzina nata per sorridere e per divertirsi sopra un guscio di noce. Se poi fossi Rossini o Wagner prenderei spunto per comporre un’opera musicale in onore alle gesta di una grande campionessa oggi, ma di una bella persona dentro da sempre.

Occhio all’onda! 








 

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