La magia dei cinque cerchi


da sinistra Guilherme Mapelli, Fabio Scchena, Ettore Ivaldi, Ricardo Martins Taques, Marina Souza e Guille Diez Canedo - atleti della Equipo Brasilera di Slalom impegnati come volontari a Rio 2016 -

Questa mattina arrivando con il bus di "Rio2016" dalla Villa Olimpica al canale di Deodoro sono rimasto impressionato che cosa ci può essere dietro ad un avvenimento così grande ed importante come i Giochi Olimpici. Ora il pullman dell'organizzazione passa dietro alle quinte e noi entriamo da un accesso laterale ben dietro a quello che poi  gli spettatori  vedranno e che le televisioni mostreranno al mondo intero. C'è fermento per i preparativi vengono e vanno camion,  arrivano transenne, cavi, materiale di ogni genere e poi ci sono loro i volontari in giallo e marroncino  già all'opera pronti ed operativi desiderosi di fare. Il tragitto del bus attraversa una piccolissima parte di Deodoro per immettersi nell'avenida Brasile e fatti pochi chilometri imbocchiamo la "Transolimpica" che dalla zona degli impianti va diretta alla Barra sede logistica per moltissimi atleti. Al canale di slalom ci sono chilometri di cavi che passano ovunque, tre mega schermi e tribune pronte ad ospitare 8.000 persone. Mi chiedevo questa mattina che cosa cambia e che cosa c'è di diverso tra un campionato del mondo e un'Olimpiade per noi della canoa slalom e  la risposta l'ho avuta un attimo dopo uscito dalla tenda del Brasile e varcata l'area semi-pubblica o meglio dedicata agli addetti di vari settori. Ad aspettarmi una gentile signorina che mi dice che ci sono due televisioni che ci aspettano per delle interviste. Io le chiedo la gentilezza di parlare con loro e di rimandare il tutto dopo l'allenamento che viene prima di ogni altra cosa. Pochi minuti dopo torna e mi dice che va bene e mi chiede di autorizzare le riprese del nostro allenamento cosa che faccio volentieri anche se per la verità nelle successive due ore ho avuto per tutto il tempo una telecamera puntata addosso che mi seguiva come un'ombra se pur in una giornata nuvolosa. Ecco cosa cambia l'interesse che la stampa e i mass-media in generale offrono al nostro sport  in queste occasioni dimenticandosi poi per il resto dei quattro anni successivi. Bene a parte questo piccolo particolare direi che possiamo dire che giorno dopo giorno ci avviciniamo sempre più al clou e il Villaggio si anima di ora in ora. Questa sera la prima coda per prendere il cibo nei vari punti di ristoro, anche se per onor del vero, tutto il refettorio non è ancora aperto. Il bello però è entrare in questo immenso spazio e vedere i mille colori che lo animano ognuno associato ad un paese diverso, emozioni che costantemente ritornano a distanza dei fatidici 4 anni e che ogni volta ti sembrano fresce e naturali come non fosse mai successo prima: la magia a cinque cerchi, la magia di poter ancora aver la possibilità di sognare che ritorna con la forza di mille uragani!

Occhio all'onda! 


giochi d'acqua nella Villa Olimpica di Rio 2016
partenza delle navette dal villaggio olimpico per  i vari siti di allenamento e gare 
 
Interno del refettorio 



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