Percorso per le qualifiche non banale

Al centro il tecnico del Brasile Guille Diez Canedo con due atleti del kayak rispettivametne a  sinistra Ricardo Taque  e Guillermo Mapelli

Prima di parlare del tracciato di qualifica devo dire che ho visto pagaiare gran bene Sebastian Combot anche se c'è da sottolineare che il fattore campo in questi casi è un gran bel vantaggio. Veloce e sicuro come pochi altri, poi si sa la gara è un'altra storia, ma le premesse ci sono tutte per vederlo protagonista a partire già da domani e poi sicuramente a Rio. Mi piace il modo con cui prepara le risalite amministrando molto bene la velocità di entrata per poi gestire la rotazione facendo intervenire tutto il corpo, gambe comprese.
Veniamo al tracciato disegnato dal tecnico di casa Pierre Devaux e dall'allenatore della Russia, ma inglese di nascita, Nick Smith, che definirei assolutamente non banale considerando che si tratta di una qualifica.
Si parte con una combinazione di porte sfasate, ma non troppo, che ti costringono a preparare bene la prima risalita a sinistra. Il canalone è da affrontare senza titubanza alcuna. Prima con una discesa praticamente in morta su cui bisogna ruotare per riprendere quel filo di corrente che ti rilancia dentro all'altra discesa in morta. Una volta superati illesi questo tratto c'è da non perdere la concentrazione neppure nella curva perché lì ci sarà da decidere bene se uscire stretti o larghi dalla risalita a sinistra. Dopo il ponte arriva il bello con la combinazione sul buco più grande del tracciato che deve essere assolutamente usato per entrare nella risalita 17. Quindi ancora una dritta-retro e poi ultima risalita a destra prima dello scatto finale. Questo percorso non ha confronto rispetto ai tracciati di qualifica di Ivrea e La Seu d'Urgell dove in certo senso si poteva gestire il passaggio del turno in maniera diversa. Qui bisogna affrontarlo in maniera aggressiva, nel senso che non si possono avere  errori, impossibili da recuperare, ma non si deve neppure esagerare nel senso opposto. Certo è che sarà un venerdì di passione per molti atleti.

Cerimonia di apertura che non saprei come definire considerando il fatto che molti dettagli legati al protocollo non sono stati rispettati. Mi è piaciuta l'idea dell'orchestra dei giovanissimi anche se si sarebbe potuto gestire il tutto in maniera più precisa.
Non ho capito come interpretare uno striscione apparso  durante la cerimonia di apertura con la scritta "Nos rivières ne sont pas des poubelles", forse si voleva lanciare un messaggio preciso ai politici presenti dicendo che i nostri fiumi non sono pattumiere e quindi bisogna avere più attenzione in questa direzione? Strano perché la Francia e specialmente la FFCK ha sempre avuto un occhio di riguardo in questa direzione tanto è che fa bella mostra un manifesto con la scritta: "FFCK & EDF - 25 ans partenaires de territoires"

Occhio all'onda! 




 

0 commenti:

Posta un commento