Gare di finale epiche

il podio del K1 da sinistra Harilek, Prskavec e Aigner
Sono sostanzialmente molto incazzato e nello stesso tempo triste: il motivo è facilmente immaginabile. Ho passato la notte, la mattinata e il mio pomeriggio alla  ricerca spasmodica di video sulle gare, mentre in una notte silenziosa e ventilata  ho seguito bramoso davanti ad uno schermo semifinali e finali interpretando dati e penalità che apparivano d'incanto sul mio computer e dai quali cercavo di ricavarne sensazioni ed informazioni senza immagini live. Sono arrivato al punto di immaginarmi le discese degli atleti. Mi concentravo e vedevo nella mia testa il tracciato  tutto perché dei fottuti diritti televisivi impediscono al "team Siwidata" di collegare il  live streaming ai risultati.  

Veniamo alle gare vissute, come dicevo rincorrendo informazioni, immagini e commenti tra Raffy a Liptovsky, Zeno a Verona e io qui a Rio.

La sfida più attesa era nel kayak maschile dove in pratica non importava un fico secco capire chi avrebbe vestito la corona di campione d'Europa, ma interessava di più dare una risposta a queste tre  incognite  che ci hanno accompagnato dal mondiali di Londra dello scorso anno fino ad oggi:

1. chi si sarebbe preso il posto olimpico ancora disponibile in questa categoria;
2. chi avrebbe avuto la meglio tra Molmenti e De Gennaro;
3. chi sarebbe andato alle Olimpiadi per la Repubblica Ceca.

Punto 1.

Le nazioni in gioco  erano  Olanda, Svezia, Ungheria, Spagna e Svizzera. Ma la sfida alla fine si è dimostrata essere praticamente tra Maarten Hemans e Isak Ohrstrom, la spunta il primo e cioè l'olandese ventiquattrenne  che al suo attivo come miglior prestazione di sempre ha  un 4^ posto nella finale di Coppa del Mondo nel 2014. Peccato per lo svedese che aveva fatto registrare un tempo decisamente importante, ma i due tocchi si sono dimostrati troppi per aspirare ai Giochi Olimpici. Finiscono lontani Ungheria con Marcel Potocny, Spagna con il trentenne Samuel Hermanz che in carriera ha preso 5 finali in coppa vincendone due. Ed infine la  Svizzera non ha avuto  chance seppure Mikel Kurt più di una volta ci aveva abituati ai miracoli sportivi.

Punto 2.

Una Italia lontana dalla parte alta della classifica si anima solo per la sfida tra il campione olimpico uscente e il 24enne Giovanni De Gennaro che a distanza di 4 anni si  prende una bella  rivincita su quel Molmenti che aveva lottato con suo fratello Riccardo fino all'ultima gara per prendere il posto per Londra 2012.
Il bresciano di Roncadelle
Giovanni De Gennaro, specifichiamo bene  perché altrimenti la "radical chic" Simonetta Gentilini potrebbe offendersi,  non è artefice di una grande semifinale  e finisce infatti 16esimo come lui stesso dichiara sul sito ufficiale della Fick. Andrea Romeo ha l'amara soddisfazione di essere il migliore azzurro, ma  le olimpiadi le guarderà dal divano di casa.

Punto 3.

Qui ci sarebbe da scrivere la Divina Commedia se avessi le capacità del "sommo poeta", quindi, non avendo si tanta illuminazione divina, mi limiterò a dire che abbiamo assistito alla più bella, entusiasmante, pulita e avvincente sfida tra due monumenti della canoa slalom moderna e di un terzo incomodo, Vit Prindis,  capace di inserirsi  con classe e con un sorriso dolce di chi sa che oggi possiamo essere osannati e domani dimenticati.
Jířa Prskavec alla fine la spunta su un Vavra Hradilek capace di rimontare un inizio di gare di selezione in maniera unica e sublime. Ma quello che il giovane 23enne praghese, allenato dal papà,  è riuscito a fare oggi in acqua ha il sapore  dei gesti eroici dei cavalieri erranti. Un "Orlando furioso" che attacca in finale  dalla prima risalita all'ultima porta e sembra impazzito così come quell' Orlando che se ne va per la foresta distruggendo tutto quello che incontra dopo aver avuto la certezza che la sua Angelica se ne era andata con l'arabo Medoro. Così il campione del mondo e il già due volte vincitore del campionato europeo  prosegue nel suo pagaiare non tagliando teste dei mori, ma tagliando non solo le porte in risalita, ma anche quelle in discesa e  aggredendo le acque fredde del fiume Váh senza paura o timore. Prskavec ha la capacità di passare così vicino alle paline delle risalite tanto da dare l'illusione ottica di passarci attraverso. Un tracciato sapientemente disegnato e preparato dal padre lo ha aiutato non poco senza però togliere nulla al suo immenso valore. Un  canale su cui  hanno pagaiato tutti i migliori slalomisti del mondo di tutte le generazioni   e che oggi ha regalato forti emozioni a tutti seppure freddo e pioggia certo non hanno aiutato. 

Alle spalle  di Prskavec, Hradilek e terzo il bronzo di Londra olimpica 2012 Hannes Aigner.

 Curiosità

Nessun campione olimpico 2012 sarà al via a Rio 2016. Ci saranno invece le medaglie di bronzo del kayak maschile (Hannes Aigner) del kayak femminile (Maialen Chourraut), gli argenti del C1 uomini (Sideris Tasiadis), C2 (Florence/Hounslow) e K1 donne (Jessica Fox).
Il conto potrebbe cambiare in relazione a chi andrà a Rio per la Repubblica Slovacca nel C2 se la spuntassero gli Hochschorner allora ci sarebbe un altro bronzo 2012 al via altrimenti no.  Questo lo sapremo solo domani.

Altra bella gara la canadese monoposto dove lo spagnolo Ander Elosegui ha prima conquistato la qualifica olimpica e poi ha messo al collo un bronzo dietro ai beniamini di casa  Alexander Slafkovsky e Michal Martikan. Sul podio il basco  di Spagna guarda i suoi due rivali con un sorrisino e sembra dire: "contenti sì, ma a Rio ci vado io e voi no... ahahahah"

Brava nel C1 donne Nuria Vilarrubla che la spunta su Katerina Hoskova e Mallory Franklin.

Non ho detto nulla delle gare a squadre quindi velocemente un bravo alla Repubblica Ceca che vince in maniera quasi scontata in K1. Gli slovacchi in C1 vincono il loro 11 titolo continentale su 17 edizioni disputate. Il primo per loro arrivò con la seconda edizione del Campionato d'Europa nel 1998 che si disputò a Roudnice e sapete chi c'era già in squadra a quel tempo come lo è tutt'ora oggi? Facile da indovinare...
Alle ragazze inglesi il titolo europeo a squadre in C1

Occhio all'onda! 




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