Chiusi Euro Slalom 2016

Il podio del K1 donne da sinistra Kragelj (SLO) argento,  al centro Pfeifer (GER) oro,  a destra Dukatova (SVK) bronzo - 
Lo confesso non mi sono alzato alle 3 di mattina  per seguire le semifinali delle donne e dei C2, sarebbe stata la terza notte consecutiva con risvegli prima dell'alba. Ho recuperato dopo documentandomi  parecchio nel corso della giornata e ho meditato su questi campionati europei disputati  nello scorso fine settimana nel tempio della canoa slalom in quel cioè di  Liptovosky dedicato al suo ideatore e costruttore,  colui che è considerato il precursore degli ingegneri idraulici attuali e cioè Ondrej Cibak nato nel 1926 e  morto nel febbraio del 2000. 

Dispiace ovviamente per la mancata qualificazione del C2 italiano che in semifinale non ha retto la tensione ed è rimasto dietro agli Svizzeri di 1 secondo e 33. Quindi i fratelli Lukas (1991) e Simon (1989) Werro  riescono a regalare al loro paese, a distanza di 20 anni, un'altra partecipazione Olimpica in questa specialità. La Svizzera infatti conta due precedenti presenza in C2  e cioè nel 1992 quando altri due fratelli Peter e Uelli Matti finirono quinti  a La Seu d'Urgell.  Ricordo che toccarono l'ultima porta, la 25, e persero così la medaglia d'argento. Poi gli stessi Matti/Matti chiusero al nono posto le Olimpiadi successive ad Atlanta nel 1996 quando nello stesso anno vinsero la prima edizione del Campionato d'Europa che si disputò ad Augsburg dopo i Giochi Olimpici. A quella edizione continentale non parteciparono i francesi campioni olimpici. Anche l'Italia ha tre partecipazioni in questa specialità due di  Benetti/Masoero nel 2004 che chiusero in sesta posizione e nel 2008 quinti. Poi nel 2012  a Londra gli stessi Camporesi/Ferrari tredicesimi.
I gemelli Peter e Pavol Hochschorner escono  di scena dalle Olimpiadi a distanza di 16 anni e dopo 3 ori e un bronzo. Per la Slovacchia infatti andranno i cugini Skantar, mentre il terzo equipaggio di casa Kucera/Batik si toglie una bella soddisfazione vincendo la corona continentale, anche loro si guarderanno le olimpiadi dal divano di casa come faranno Andrea Romeo, Boris Neveu e tanti altri eccezionali atleti.  Nessun equipaggio francese in finale! Strano vero?

Donne sedute abbastanza alterne con una grande prova in semifinale di  Stefanie Horn (14,8% dai k1 men) che vince, ma poi si perde in finale come la maggior parte delle sue colleghe. Si impone in finale, con tempi piuttosto alti (19%), Melanie Pfiefer sulla slovena Ursa Kragelj, terza Jana Dukatova.  Attenzione anche qui nessuna barca francese in finale! La campionessa olimpica, che non sarà al via a Rio 2016, sembra una principiante alla risalita 15, dove prende un 50, ma l'impressione è di vederla pagaiare contro voglia. 


Disfatta inglese nelle prove individuali e in parte anche a  squadre, ma approfondiremo l'argomento nei prossimi giorni. 

Chiudo rispondendo a due richieste specifiche ricevute su alcuni commenti ai vari post. La prima è quella dell'amico Giuseppe Romeo che tempo fa mi chiedeva che fine ha fatto Lefevre. Presto detto: l'interessato  mi conferma che si sta allenando, ma quest'anno non ha partecipato alle selezioni USA perché non ha nessuna intenzione di gareggiare a livello internazionale. Così facendo non vuole togliere concentrazione e spazio a chi sta preparando le Olimpiadi.  Fa il personal trainer e passa più tempo possibile con i figli e la bellissima moglie. Non  abbandona  e il prossimo anno lo rivedremo al via. Questo è tutto quello che ci è dato sapere su colui che ha rivoluzionato la tecnica nel kayak e che può dire di aver vinto tutto in tutte le specialità maschili a disposizione fra i paletti dell'acqua che corre!
 

La seconda richiesta, che per la verità non è una vera e propria richiesta,  ma una critica,  è quella di Dario Romano, anche lui un grande amico che ha trasmesso la passione dello slalom ai figli che sembrano essere proprio sulla buona strada per un futuro glorioso. L' ex culturista  e grande maestro di idrospeed scrive: "... Sono comunque rimasto colpito dal fatto che non hai proferito verbo su un monumento della canoa come Peter Kauzer" .

Per la verità non ho parlato della gara  di finale dei kappa uno in generale e quindi come è ovvio non ho detto nulla di Pero (al secolo Peter Kauzer) che all'arrivo esultava per un successo che poi gli è stato tolto considerando il fatto che durante la sua discesa non gli era stato posto il tocco alla porta numero 15: evidentissimo. Porta in risalita dopo il ponte. L'ha toccata uscendo con la parte frontale del suo salvagente come aveva già fatto alla porta numero 1.
Concordo sulla grande classe dello sloveno, non lo definirei però ancora un "monumento" visto che normalmente tali strutture vengono erette a memoria di illustri defunti e Peter Kauzer non lo è assolutamente... sul canale carioca lo vedremo sicuramente protagonista.

Occhio all'onda!

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