Casualità solo per la finale

Oggi nessuno dei miei atleti ha raggiunto l'obiettivo proposto nell'allenamento fra le porte. Nulla di grave ovviamente, ma bisogna capirne i motivi. In sostanza bisognava fare 5 percorsi con tempo e senza tocchi e ogni percorso veniva valutato con un voto che poteva essere influenzato da due elementi:

- il primo era una valutazione prettamente tecnico-stilistica e il secondo la percentuale di distacco dal miglior tempo di prova. Il percorso con zero penalità veniva considerato valido se raggiungeva la sufficienza con un voto minimo  di sei in una scala di valutazione da zero a dieci. Ho inserito questo secondo paletto perché, in un allenamento precedente in cui  richiedevo di ripetere il percorso con almeno 3 prove pulite,  gli atleti pur di non toccare magari preferivano soluzioni tecniche assurde, ma sicure a soluzioni veloci, ma rischiose.

Perché non è stato raggiunto l'obiettivo? Era forse troppo ambizioso? Ho esagerato nelle aspettative? Problema tecnico? Percorso troppo difficile?
Escludiamo subito penultimo e ultimo punto considerato che eravamo sul canale di allenamento e il tracciato, pur con le dovute  combinazioni interessanti, non presentava nessuna difficoltà particolare. Quando disegno un tracciato mi focalizzo principalmente sugli obiettivi tecnici che voglio proporre e di conseguenza cerco dei percorsi che lo consentano. In questo caso volevo mettere il "focus"  su porte in discesa sfasate e risalite classiche e da tagliare.

Tre gli scopi strategici e psicologici  che mi ero prefissato per l'allenamento di questo tipo:

1. creare tensione negli atleti per simulare il più possibile una gara;
2. dare estrema importanza alle penalità e di conseguenza far capire quanto possano influenzare  in  gara, con la premessa che molti atleti rimangono fuori dalle semifinali a causa di questi tocchi;
3. costringere gli atleti a pensare a delle strategia adeguate  per raggiungere l'obiettivo richiesto e non limitarsi a fare "allenamento".

A fronte di tutto ciò nessuno dei cinque atleti impegnati in questo lavoro è riuscito nell'intento. Abbiamo ripetuto il tracciato 14 volte senza riuscirvi, poi la decisione di terminare considerando il fatto che non c'erano più, secondo me, le condizioni per raggiungere l'obiettivo prefissato.

In sostanza chiedevo cinque percorsi puliti anche con margini superiori fino ad un massimo del 3,5% sulla prestazione migliore. Quindi miglior tempo 42,18 (K1 men) con un più 1,47 si potevano avere percorsi fino a 43,65.

Differenti le risposte da parte degli atleti a fine allenamento. Alcuni si sono trovati troppo condizionati nel non toccare (ma anche in gare succede la stessa cosa), altri, non facendosi influenzare da questo ostacolo, hanno provato sempre ad andare al massimo comunque, quindi il non toccare dipendeva solo dalla casualità.
Ecco! io vorrei togliere proprio  questo aspetto a chi prepara una gara di slalom: la casualità di raggiungere un risultato. Infatti secondo me gli obiettivi e le strategie cambiano completamente fino all'accesso alla finale, il solo momento in cui la casualità può effettivamente prendere il sopravvento su quello che noi possiamo controllare per raggiungere un risultato.

Occhio all'onda!

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