Mondiali di slalom per Junior & U23 al via



Il bianco delle nuove uniforme dà un'aria regale e ha la capacità di farti emozionare e di emozionare chi ti sta vicino. Ho percepito molta energia positiva questa mattina arrivando al campo di slalom per l'ultimo allenamento prima del grande evento e mi sono reso conto, ancora una volta,  che non c'è nulla di più esplosivo di una vigilia iridata  che da tempo aspetti. Ultimo allenamento, poi il controllo dei materiali, l'attesa per la dimostrazione del percorso, la cerimonia di apertura che ci ha illuminato sulla grande opera idraulica che l'uomo ha saputo fare per dare energia e lavoro a molte, moltissime persone.  Poi c'è  una notte difficile da far passare per molti dei 379 atleti che da domani animeranno questo campionato. I percorsi per qualifica, semifinale e finale sono stati disegnati dal presidente del bording dello Slalom  e dal mio collega allenatore della squadra brasiliana in rappresentanza del comitato organizzatore.  Il mix tra francese e spagnolo si è dimostrato non facile considerando il fatto che la contrattazione tra i due è stata leggermente complessa. Il buon Jean  Michel  Prono, arrivato qui nella notte,  non ha voluto saperne di eliminare due combinazioni di risalite che hanno il sapore di reminiscenze di una gioventù abituata a fare sui tracciati di slalom veroniche assurde per rimontare porte sparse quà e là senza logica. Oggi la realtà dello sport dell'acqua che corre ha altre esigenze e la punta della canoa dovrebbe  guardare sempre valle e mai a monte, come le punte degli sci degli slalomisti.   Trovarsi ancora nel 2015 con porte  che ti fanno rimontare un tratto di fiume su cui eri già passato non ha nessun senso. In parole povere bisognerà fare la risalita 3 e poi prendere il buco centrale per risalire qualche metro al fine di passare poi per la risalita 4. Il giochino si ripeterà tra la 15 e la 16 ovviamente sul lato opposto.  Questo secondo me, per dirla tutta, castra l'espressività dei nostri atleti, proprio per il fatto che stiamo parlando di un campionato mondiale Junior e U23. Si  imbavaglia l'evoluzione che può arrivare solo attraverso questi atleti. Se poi, invece di proporre cose nuove e magari anche sperimentali, a questa giovane generazione di atleti, ci limitiamo a riportarli indietro nel tempo la cosa potrebbe assumere anche un aspetto decisamente ridicolo e frustrante.
Per fortuna che ad affiancare il presidente Prono è stato messo Guille Diez Canedo che è riuscito a far togliere per la semifinale e quindi finale le assurdità di cui sopra.
Speriamo bene che nella prossima "Convention per tracciatori" che verrà organizzata in occasione della prima gara di Coppa del Mondo in quel di Praga, ci venga data la possibilità di chiarirci sul senso del nostro sport e su dove si vuole andare.


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Occhio all'onda!  












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