Quel magico momento dell'analisi del percorso


Chiude a Tacen la Coppa del Mondo di Slalom 2016 assegnando gli ultimi punti per il prestigioso trofeo  nelle due categorie ancora in gara e cioè K1 donne e C2 in una domenica di settembre che ci fa capire che l'estate nel Continente Europeo sta per finire. Non so se è l'aria, già fresca di un autunno alle porte, oppure se è quella sensazione naturale che si vive sempre quando si arriva al tramonto di un'avventura lunga ed intensa come è stata questa edizione di Coppa, ma mi rendono conto di invecchiare e diventare sempre più romantico nel seguire questo sport.  Si è stanchi, ma felici, si ripercorrono con la mente i chilometri macinati sulle strade d'Europa fra i cinque paesi che hanno organizzato l'edizione 2016. Ripassano flash delle gare, ma soprattutto quello che c'è prima e dopo. Ci sono quei silenzi e quelle parole che mi incantano e mi fanno vibrare quando alla mattina presto o nella confusione della gara in svolgimento, si cammina lungo il percorso con un atleta per analizzare il tracciato. C'è quel rapporto atleta-tecnico che in questo momento è esaltato più di ogni altra cosa. Si entra in contatto epidermico uno con l'altro. Si pesano le parole. Si è attenti ad ogni espressione del visto o gestualità del corpo. Vorresti stringere a te quel bimbo, ragazzo, uomo , atleta,  che ti accompagna in questa analisi per trasmettergli tutta la tua energia. Hai voglia di ringraziarlo per quello che ti sta donando e quello che ti regalerà danzando fra i paletti dello slalom da lì a poco. Quello che regalerà al tuo cuore e a tutto il tuo corpo perché ogni sua discesa è una mia discesa.  Leggi nella sua anima  le ansie, le paure, le speranze, ma nello stesso tempo la positività e le certezze che quella gara sarà quella giusta, quella cioè per cui lavoriamo e lottiamo ogni giorno della nostra vita. Ogni singola porta è analizzata per come arrivarci, per come passarci dentro e cosa fare dopo; ogni movimento d'acqua è preso in considerazione, nulla si lascia al caso e cerchiamo di fonderci con  con il flusso del canale che scende verso valle.  Saliamo sulla stessa canoa per pagaiare assieme idealmente su un tracciato immaginario  perfetto. Si arriva alla fine ci si abbraccia e gli sguardi sono sempre decisi, ma nello stesso tempo teneri e affettuosi. Ognuno con il suo ruolo e con i suoi compiti aspetta quel 5,4,3,2,1 go in maniera frenetica, passionale e decisa.
Questo magico mondo delle gare, che la notte prima non ci fa mai dormire tranquilli e che ci fa svegliare prima che suoni la sveglia, da un senso al nostro peregrinare, ma nello stesso tempo ti svuota totalmente... forse è tempo di tirare il fiato, riabbracciare le persona amate e tornare a casa per respirare l'aria della sera seduto tranquillamente in giardino a parlare del tempo e del futuro.

Occhio all'onda!

P.S. chiedo venia se non sono stato un buon cronista,  ma come direbbe Rino Tommasi parlando di quel grande cantastorie sportivo che risponde al nome di Gianni Clerici e ovviamente facendo le dovute scuse per il paragone decisamente esagerato nei miei confronti: "Non sempre nelle sue cronache troverete il risultato dell'incontro, ma troverete sempre la spiegazione della vittoria di un giocatore sul proprio avversario".


CLASSIFICA FINALE COPPA DEL MONDO SLALOM 2016 - C2

CLASSIFICA FINALE COPPA DEL MONDO SLALOM 2016 - K1 WOMEN

 

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