Proiettare il tutto sul prima e sul dopo non sull'attimo che si vive

Eravamo rimasti alla finale dei K1 uomini degli Australian Open, poi non avevo detto nulla sulle canadesi monoposto femminili che dai Giochi Olimpici del 2020  entreranno a farne parte lasciando fuori una specialità come il C2: barca che ha fatto la storia dello slalom, ma evidentemente come eliminano il Corpo Forestale dello Stato buttando 200 anni di vita, non costa nulla chiudere gli occhi e fare finta che il  C2 appartenga già al passato. Rimango letteralmente sconvolto da Tony Estanguet che sembra non aver mosso un dito lui rappresentante degli atleti nel CIO, lui terzo vicepresidente ICF.  Ebbene nonostante tutto ciò hanno fatto gareggiare le povere ragazze in ginocchio  praticamente da sole la domenica mattina facendo fare a loro  tre manche praticamente di seguito - qualifica, semifinale e finale - tanto per capire la considerazione che si vuole dare una volta raggiunto l'obiettivo... così non si fa!

Le gare danno spunti per riflettere come si diceva e il primo punto chiarissimo ormai da tempo è quello che ci sono sempre più combinazioni da risolvere in retro. Manovra questa che poco si allena. In acqua forse ci si dimentica troppo spesso di provare e riprovare le combinazioni con soluzioni in retro. Lunedì mattina ho visto Stanislav Jezec  fare della tecnica con soluzioni alternative alla retro e cioè il colpo indietro oppure passare la discesa  a mo' di risalita per rientrare sulla porta successiva. Prendiamo la gara di finale dove Prindis e Molmenti (rispettivamente primo e secondo) hanno scelto bene di fare la 17 in retro non perdendo nulla, anzi guadagnando sul passaggio successivo. Ecco il vero punto su cui bisogna riflettere: non fermarsi a guardare che cosa è più veloce per quella singola porta ma proiettare il tutto sul prima e sul dopo. Questo è il vero segreto, se mai si possa considerare segreto, per non incartarsi con le proprie mani! 

Mi ha fatto piacere oggi rivedere in acqua assieme Kate e Ros Lawrence pagaiare sulle loro canoe gialle, mancava Jacqueline, quest'utlima  conquistò  l'argento a Pechino nel 2008  dietro a Kaliska e davanti a Oblinger Peter. Jacqueline smise l'anno stesso e Kate pochi anni più tardi quando l'avvento della Fox la traumatizzò non poco. Quella medaglia  arrivò per l'Australia dopo 16 anni dell'argento di Danielle Woodward a Barcellona 1992, quest'ultima oggi presidente della Federazione canoa Australiana.
Mi viene anche da dare forza al detto popolare: "non c'è due senza tre" visto che nel 2012 l'Australia si riporta a casa l'argento con Jessica Fox a Londra e se questa non è coincidenza ditemi voi come definirla! 

Occhio all'onda! 


Kate e Rosaline Lawrence



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