Boarder Cross obiettivo Olimpiadi

Ne vogliamo parlare della proposta che il settore internazionale ICF  Slalom  farà all' ICF Board of Directors nella prossima riunione a Marzo?
Partiamo dicendo che Jean Michel Prono (presidente Board Slalom ICF)  chiederà di inserire a partire dalla Coppa del Mondo di quest'anno le gare di "Canoa Slalom Cross" quello che normalmente viene definito "Boarder Cross" che il bravo Enrico Lazzarotto aveva proposto a Valstagna diversi anni fa  organizzando gare lanciandosi giù da una rampa sistemata sopra il muretto sul Brenta per poi passare obbligatoriamente tra poche porte di slalom. Il primo che tagliava il traguardo vinceva con partenze a gruppi di 4 contemporaneamente.  Oggi quello che un tempo  sembrava solo fantasia e spettacolo prende forma e sostanza anche a livello ufficiale fra i possibili sport olimpici in vista di Tokyo 2020. Per la verità a spingere in questa direzione è la stessa Francia che in occasione di gare internazionali di slalom o di  Coppa del Mondo  organizza, nei giorni precedenti, una prova di "Boarder Cross" che attenzione non è il "Free Style", che fa comunque parte da anni della stessa ICF, ma di un misto di slalom e per l'appunto di free style. Gare che si avvicinano allo spirito della famosa prova sponsorizzata dall'adidas e cioè la "Sick Line" che ogni anno si svolge sul fiume Otz e richiama molti canoisti di alto livello per contendersi quello che è praticamente riconosciuto come un campionato del mondo di Alto corso. E qui bisognerebbe aprire una parentesi tutta italiana considerando il fatto che molti anni fà prese vita un circuito nazionale con ricchi premi. Le motivazione che si vogliono dare per questa scelta sono principalmente:


1. offrire qualche cosa di nuovo per la canoa;
2. sfruttare i campi artificiali per lo slalom anche in 

questa direzione;
3. avere più medaglie olimpiche in palio per la canoa;

C'è anche un risvolto economico su tutto questo ed è quello che le aziende che producono  canoe in polietilene per questo tipo di gare sono potenti e numerose, per il semplice fatto che alcune di loro non si limitano a fare canoe, ma sono inserite anche in altri settori della produzione. Quindi la canoa diventa per loro un veicolo pubblicitario importante per l'intera azienda. Mentre il mercato delle canoe da slalom è praticamente monopolizzato  da Vajda e Gala. 


     Ecco quelle che dovrebbero essere le regole:

Si parte da una rampa di lancio in  4 atleti per batteria e sul tracciato vengono posizionate massimo 6 porte - o meglio passaggi obbligati da un lato o l'altro del canale o del fiume - con un massimo di 2 risalite. Durata può variare dai 45 ai 60 secondi massimo.
L'ultimo viene eliminato e si procede così fino alla grande finale.
Le canoe potranno essere massimo lunghe 2.75 con un minimo di 2.05 e dovranno pesare 20 chilogrammi. Si porterà avanti a livello olimpico il K1 maschile e femminile. Mentre si prevedono gare anche in C1 ma senza la possibilità immediate di vedere l'inserimento a cinque cerchi.

E' quello che è successo per il ciclismo che prima  ha tolto dalle Olimpiadi nel 1996  la 4x100 chilometri a squadre  per inserire la mountain biking e poi dal 2008 pure la BMX - disciplina quest'ultima più vicina ai giovani e più spettacolare a detta di molti con tutta una serie di interessi economici per mezzi e per costruzione di piste necessarie allo svolgimento di queste gare.

Quindi la proposta sembra interessante certo è che da tutto ciò ne esce decisamente male il settore discesa che così  si vede decisamente chiudere la porta in faccia ad un suo inserimento olimpico, ma prevedibile considerando il fatto che nessuno a livello dirigenziale e politico ha avuto la forza di portare avanti  proposte e idee importanti.

Occhio all'onda! 



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