Novità sulle canoe



Qui "In the land down under", tanto per citare  il titolo del prossimo video dell'Ivaldi Productions in uscita il prossimo 23 o 24  febbraio, arrivano alcune novità sugli scafi.
Vajda con  Benus e gli Hochschorner sembrano sperimentare soluzioni innovative e decisamente molto azzardate. Ne ho parlato giusto ieri,  dopo l'allenamento mattutino finito alle 8,50 am,  con i gemelloni  "ter Olympia athletae" che mi hanno spiegato brevemente il concetto di questa cosa strana che hanno sulla coperta della canoa.  Si sa però  che Pavol e Peter non sono certo molto loquaci, ma le misere parole spese  su questa novità  apportata alla loro canoa,  mi hanno fatto capire che il beneficio più grande di tutto ciò si riscontra  nelle risalite. In sostanza si tratta di una sorta di scalino giusto dietro il pozzetto del secondo pagaiatore. Così facendo si toglie volume non gradualmente ma direttamente da quel punto fino alla coda. L'innovazione pure brutta da vedere, secondo me, toglie armonia alle linee sublimi di uno scafo, ma probabilmente efficace per sentire maggior pressione sulla parte finale della coda. Per il momento questa soluzione è stata adottata solo da loro e da Benus. Restiamo sugli scafi e guardiamo la novità marcata Gala per i K1, sviluppata con  Hradilek e Prindis che hanno modificato il fondo della Tik-Tak e hanno creato la RAD.  Mi ricorda però tanto la "Boomerang" con la quale David Ford vinse i mondiali nel 1999 a La Seu d'Urgell: è praticamente uguale. In sostanza ci sono due lunghe chiglie sul fondo che aiutano a mantenere velocità e la direzione.
Sempre più atleti stanno usando canoe divise in due e anche gli stessi costruttori si stanno adoperando per trovare le migliori soluzioni. Credo che a breve si raggiungerà una certa perfezione tanto da spingere un po' tutti ad adottare questa idea che facilità il trasporto e non ti fa arrivare all'aeroporto ogni volta con la paura di non imbarcare lo strumento di lavoro per eccellenza!

Occhio all'onda  


Particolare della coda del C1 di Matej Benus: lo scalino giusto dietro al pozzetto
Osservare la cura con cui i tre volte campioni olimpici in C2 ripongono la loro canoa dopo ogni allenamento
Il fondo della RAD con le due chiglione
Particolare della canoa di Benus tagliata in due



 

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