Cambio di velocità

Quanto è difficile far capire agli atleti l'importanza dei cambi di ritmo, solo il buon Gesù lo sa! Eppure è facile rendersi conto che non si può stare sempre in accelerazione e che per sua stessa natura questa grandezza vettoriale rappresenta la variazione della velocità nell'unità di tempo. Quindi si deduce che per avere accelerazione, elemento fondamentale per uscire velocemente dalle risalite, devo avere una variazione importante prima della stessa manovra se vorrò proiettarmi come un razzo fuori dalla stessa risalita. Ora la scelta è solo quella di accettare un cambio di ritmo prima di ogni manovra in cui sia richiesta una grande potenza esplosiva. Abbiamo lavorato su questi concetti oggi in acqua con Ana, ma la sua età, la sua voglia di fare bene e la sua energia non le sono di aiuto per metabolizzare questo concetto. Non demordo e continuerò a martellarla, sono convinto che sia la chiave di volta per esprimere il suo potenziale.

I baffi messicani del numero due del ranking mondiale fra i kappa uno uomini sono durati poco infatti oggi è già tornato glabro!

Sono arrivati i gemelli tedeschi Mueller, Kai e Kevin, con Behling/Becker e un altro giovane equipaggio sempre dalla Germania.
 

E' annunciato anche l'imminente scesa in campo di Jana Dukatova che evidentemente dopo gli Emirati Arabi completa la sua preparazione invernale qui in Australia.
Si sta allenando da queste parti anche Jure Meglič che era un gran bel pagaiatore tre quattro anni indietro nel tempo e l'anno scorso si è messo a gareggiare per l'Azerbaijan, questo stato con circa 9 milioni di persone, tante quante la  Slovenia, paese nativo di Meglič. Nel 2011 salvò il nome e la bandiera proprio al paese che oggi ha abbandonato conquistando il bronzo in un mondiale che era nato all'insegna del compagno di squadra Peter Kauzer tremendamente affossato in quell'occasione nella finale al cardiopalma vinta poi da Molmenti. Jure 31enne ha perso lo smalto di un tempo, segnato da un fisico che non è più quello di un atleta di livello appesantito in acqua e fuori. Fa tenerezza vederlo oggi sapendo che ha, come molti, il sogno olimpico che lo alimenta.  Ma la strada che ha scelto non è certo quella di una sfida leale tra  veri guerrieri, non ha voluto affrontare il nemico a spada tratta sul campo di battaglia, ma cerca la via di fuga per ottenere una qualificazione che ha il sapore già della sconfitta.


Sono felice per le foto che un grande pagaiatore tra i paletti dello slalom sta postando a testimonianza del suo lavoro con i giovani. Bravo Andrea stai regalando grandi emozioni e la passione che ti anima è intatta e ricca di energia. Fortunati questi ragazzi poter lavorare con Te.

Occhio all'onda! 

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