Archiviate semifinali



Ho passato il pomeriggio ad analizzare il video delle gare di semifinale. Le differenze tra atleta e atleta molte volte sono infinitesimali e approfondendo l'analisi mi rendo sempre più conto che il risultato arriva con una discesa che ha come principale comune denominatore la semplicità. Certo non è così facile come scriverlo, ma deve essere l'obietto su cui si deve lavorare.
Gli australiani si giocano i posti in squadra per i prossimi appuntamenti internazionali, ma se devo essere sincero non possono contare su un grande vivaio. Sopravvivono grazie al talento di una giovane figlia di campioni e con un pagaiatrore naturalizzato che sta facendo vedere, su un canale che conosce molto bene, buone cose.
 

La cronaca di gara si sintetizza per i K1 uomini  con l'eliminazione di Molmenti, per un tocco di troppo,  e con una finale che si presenta a questo punto aperta a diverse soluzioni. Ho visto proprio bene Schubert che è qui solo da pochi giorni, il colore piuttosto bianchiccio della sua pelle lo conferma, e Dalfour per l'appunto il francese con passaporto "Aussi". Poco da dire per la semifinale di Zeno Ivaldi che dopo la brillante qualifica, dove a distanza di un anno dall'ultima gara aveva dimostrato di avere i tempi sulle braccia, non ha saputo trovare i giusti stimoli per far correre liberamente la sua canoa. L'altro italiano in gara, Andrea Romeo, non brilla, ma si sa che il friulano è un diesel e ha bisogno di tempo, la stagione è decisamente lunga.
Brava Steffi Horn  nel kayak femminile che ha messo la punta davanti alla beniamina di casa Jessica Fox se pur il miglior tempo lo ha fatto registrare la bella e mascolina Lukas Jones ad un 115,0% dagli uomini, ma due tocchi non le hanno regalato la vittoria della semifinale.
Ridicolo il fatto occorso ad Ana Satila alla quale viene data una penalità inesistente e il giudice arbitro principale, Sue Natoli, pur ammettendo l'inesistenza del tocco non modifica l'ordine d'arrivo per scaduti termini di protesta. Ora l'ICF ha dato la possibilità alle squadre di chiedere chiarimenti su eventuali penalità, ma entro 5 minuti dall'esposizione della strisciata del risultato. Cosa questa che è impossibile da rispettare se non si ha una persona specifica per questo ruolo e che controlli tutti gli eventuali dubbi. Così a rimetterci è l'atleta che pur meritandoselo guarderà la finale dalla riva. 
Canadesi monoposto come da copione passano tutti i big. Peschier vince la semifinale con un 7,2% dal miglior K1 men.
C2 gara solo per francesi e anche qui si impone Peschier con Labarelle. Gli azzurri con le ali Camporesi/Ferrari fanno bene e quel 103 come tempo la dice lunga.
Per la canadese monoposto femminile è monopolio  di casa Australia, forse l'unica vera nazione a credere fermamente in questa categoria. 

Domani ultima giornata con le prove di finale e alle 14 premiazioni... alle 15 forza in palestra e si riprendono gli allenamenti per preparare le prossime gare.

Occhio all'onda!

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