L'onore dei C1 uomini messo a rischio!

Benjamin Savsek il vincitore nella canadese monoposto maschile agli Australian Open 2020 (foto@ettoreivaldi)
L’onore dei C1 uomini è salvo, ma nessuno per il momento può sapere per quanto visto che Ricarda Funk è  in continua crescita e la sua semifinale agli "Australian Open" di oggi  è il primo vero grande capolavoro messo in scena  in questo 2020 condito di alte aspettative a cinque cerchi. I suoi tempi di 95,14 in semifinale e  il 95,84 in finale hanno  dello straordinario, considerando che Benjamin Savsek, solo in finale, riesce a mettere dietro di sé per 18 centesimi la tedesca e mantenere ancora alto l’onore di questa specialità! Io a memoria non ho ricordi che una donna in kayak entrasse in finale battendo i C1 uomini anche se dovrò andare a rivedermi  classifiche passate per accertarmi della cosa, ma dubito che la cosa sia già successa. Certo è che Ricarda e Jessica Fox, quest’ultima poi vince la finale per i tocchi della sua stretta rivale, fanno gara a sé, gareggiando in un’ altra categoria se si considera che alla decima classificata hanno rifilato la prima più di 12 secondi e la seconda 10. Il bronzo è  andato alla francese Camila Prigent  con 5 secondi e 84 decimi dall’australiana che nell’ultima manche ha sferrato un attacco senza uguali per mantenere il suo predominio in casa. La finale donne quindi con due atlete come  Jessica e Ricarda che certamente non si sono risparmiate in nulla anche se comparate evidenziano stili e modi diversi di affrontare la gara: la prima più diretta sui pali, la seconda più rotonda nelle porte. La prima ha un peso forma  59 chilogrammi, la seconda di 53, mentre sono 2 anni e qualche mese  di differenza tra loro: Jessica giugno 1994 e Ricarda aprile 1992. La gara di finale è una lotta su ogni pagaiata:  praticamente appaiate fino alla risalita alla "maine wave" che affrontano in modo diverso: Jessica entra tagliando, Riccarda si allarga e fa correre la canoa, ma il risultato non cambia se non fosse per il fatto che nel tratto diritto fino all’entrata della risalita 15  la tedesca guadagna qualche metro, ma ciò che più importa riesce a uscire alta nell’onda e prepara alla perfezione la retro 16, mentre l’australiana si infossa ed è costretta a rimediare perdendo un secondo. La Funk sembra a questo punto in grado di vincere anche con la penalità fatta alla risalita 7 con la punta, ma tagliando la 22 tocca il palino interno con il caschetto e 4 penalità per vincere si dimostrano essere troppe anche per un fenomeno come lei. Jessica è brava esce come un fulmine dall’ultima risalita e ferma i cronometri su 97,87 e cioè 1,97 meglio della somma (tempo e penalità) di Ricarda che significa vittoria e imbattibilità mantenuta. Una cosa è certa che la storia in rosa la stanno scrivendo due atlete che hanno nella testa solo la finale di Tokyo 2020, lasciando alle altre forse solo la lotta per il bronzo. Due incredibili pagatrice dei paletti dello slalom che usano onde e riccioli del canale olimpico come fossero sorridenti e gentili "porteur", sfruttandone ogni minimo dettaglio per poi salutare e andarsene alla ricerca di altri lidi e gioie. 

Per fortuna, come si diceva all’inzio, che lo sloveno Savsek, dopo una partenza decisamente sotto tono riesce a ritrovare se stesso dalla seconda parte in poi del canale piazzando  un altro colpo importante nella sua crescita tecnica e fisica che ha deciso di curare qui in Australia dopo 8 anni di assenza.  Il suo tecnico, Jose Vidmar, è rimasto a casa a cercare qualche soluzione per rimediare ai lavori fatti per la nuova diga sul canale di Tacen che non solo ospiterà presto le selezioni per sloveni e italiani, ma fra qualche mese ci saranno pure i campionati del mondo Junior e Under 23.  Le informazioni che arrivano però non sono molto rassicurante visto che sembra che lo scivolo di partenza sia ora troppo pendente e veloce per affrontarlo in canoa! Tornando alla gara odierna da sottolineare il  secondo posto per il giovane Mathias Lotha (classe 1999 entrato recentemente nel gruppo allenato da papà Preskavec) che nonostante una forte indecisione alla porta 16 riesce a piazzarsi davanti all’australiano Daniel Watkins. Quest’ultimo però con questa prova si assicura per l’Australia un posto per i Giochi Olimpici. Bene anche Roberto Colazingari, molto costante su tutto il tracciato e il suo 98,70 è il quinto tempo di finale. Ieri invece era uscito dalle qualifiche Raffaello Ivaldi, in prima manche per un tocco, ma con un tempo che sarebbe stato l’11 assoluto, poi in seconda manche i due 50 alle due risalite (9 e 16) e i due tocchi lo tagliavano decisamente fuori dai giochi. 

Domani dedicato ai C1 donne, Jessica Fox ancora la favorita numero uno, e i K1 uomini con tutti e tre gli italiani in gara e cioè Marcello Beda, Zeno Ivaldi e Giovanni De Gennaro.

Occhio all’onda!


classifica semifinale C1 men

classifica finale c1 men

classifica semifinale k1 women

classifica finale k1 women



A sinistra Inaki Gomez Alonso con Benjamin Savsek tra la semifinale e la finale durante l'analisi video. Ci sarebbe da parlare a lungo sul giovane fisico nucleare Inaki con la passione della canoa e dell'informatica. Il suo programma Run Monitor, per analisi video, è un incredibile aiuto per noi allenatori.

Guille Diez Canedo (il tracciatore di questi Australian Open) con l'atleta azzuro Marcello Beda



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