In viaggio


Il tramonto ha colorato le strade dell'Aquitania, le stelle mi hanno fatto luce per attraversare la Francia, mentre le gocce di pioggia mi hanno rinfrescato il cammino in Svizzera e il temporale in Germania ha rallentato la corsa verso Praga in una notte lunga 1.800 km. Il respiro di chi mi sta accanto mi ricorda che non sono solo in questo viaggio che rincorre da tempo sogni e desideri.
Le immagini viste in gara mi hanno poi fatto passare il tempo alla guida molto velocemente e si sono fissate per essere raccontate, come il gesto di incredibile naturalezza messo in atto da  Dennis Gargaud in finale tra la porta 18 e 19. Lì in molti si sono giocati la gara considerando il fatto che bisognava buttarsi senza paura dentro un grosso buco per attraversare il canale da est a ovest senza perdere tempo. Il francese, già campione del mondo in C1, arriva bene nell'onda, ha la pala sinistra in acqua pronta per far ruotare la sua punta verso monte per proiettarsi nella risalita che lo sta aspettando. A questo punto però succede l'imprevedibile e non si sa perché e nemmeno come, ma la sua  pala rimane incastrata tra l'onda e la canoa. Per non cadere in acqua il fenomeno transalpino lascia la presa con la mano destra ed usa la mano per spingersi sulla bianca spuma di ritorno. Così facendo non perde contatto con l'acqua e questo gli permetterà di restare in gara. Finirà terzo: un'altra medaglia dopo l'oro di sette giorni prima nella quarta prova di Coppa del Mondo a La Seu d'Urgell. Strano destino per questo campione che chiude qui la stagione 2015 a livello internazionale.  Non lo vedremo infatti al via ai mondiali londinesi, considerando il fatto che alle selezioni francesi era finito quarto. Lui, il campione poliedrico, si preparerà in sordina; dovrà sperare che i compagni agguantino il pass olimpico, ma la cosa non sembra presentare  molti problemi. Gargaud per coronare il suo sogno a cinque cerchi dovrà sperare però che nessun francese vinca il mondiale in C1 altrimenti la sua posizione per Rio 2016 subirebbe un brutto arresto.
Praga è all'orizzonte, non devo neppure usare il navigatore per arrivare al campo da slalom, ormai la strada la conosco sufficientemente per ammirare ciò che mi circonda senza dovermi concentrare. Domani un giorno di riposo per recuperare energie e poi si riparte per tre dure settimane di allenamenti prima di riprendere il volo per l'ultima prova di stagione. 

Occhio all'onda!

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