Convivialità stimolate

 Bella serata ieri nell'orto della famiglia Domenjo. Cibo ottimo, compagnia eccelsa e tanta energia positiva, quell'energia che ti dà la carica e lo stimolo nel credere in ciò che si sta portando avanti anche magari perdendo dall'altro capo del mondo molte opportunità. Nella vita però si sa che tutto non si può avere, quindi godiamoci il momento e aspettiamo questo ripresa di Coppa dopo cinque settimane di pausa. Per la verità non ci siamo certo fermati in questo break di gare di Coppa del Mondo: abbiamo attraversato l'Oceano due volte, abbiamo preso cinque medaglie ai Pan-American Games e attraversato mezza Europa per arrivare qui a La Seu d'Urgell freschi come l'acqua di fonte per l'ultima parte di stagione agonistica. 
La Spagna è una terra amica che sento molto vicina, vuoi per il tempo che ho passato qui a fare il direttore tecnico, vuoi per i tanti amici che mi sono rimasti e che mi confermano ogni volta il loro affetto. Bello, dicevo ieri sera, perché ho avuto modo di parlare a lungo con un grande campione come sappiamo essere David Florence. Gli ho chiesto che cosa farà dopo Rio 2016 e lui giustamente mi ha detto che non ci sta pensando, ma avrebbe voglia di restare in questo ambiente per portare il suo contributo anche da fuori. Abbiamo parlato di Tony Estanguet che oggi è ben inserito nei vertici dirigenziali sia nel Cio che nella International Canoe Federation. All'inglese ho rimarcato il fatto che la canoa slalom non può perdere l'esperienza e le capacità di un uomo come lui dopo che avrà deciso di appendere la fatidica pagaia al chiodo. Credo che dovrebbero essere proprio le varie Federazioni nazionali e la stessa Federazione internazionale tutelare e prospettare un futuro per chi ha dimostrato il suo valore in tanti anni di attività.
A Minden ho avuto una lunga discussione con il presidente del Boarding dello Slalom dove sostenevo che bisogna creare opportunità di lavoro e che il suo ruolo non dovrebbe essere un tuttofare, ma dovrebbe lasciare spazio ad altre figure. Non ha senso che il buon Jean Michel Pron disegni i tracciati di slalom, controlli l'altezza delle porte, verifichi i materiali, corra sù e giù in bicicletta o a piedi per il campo di gara e che si danni per ogni cosa. Lui dovrebbe avere uno staff che dirige con vari responsabili. Solo creando posti di lavoro e opportunità il nostro mondo potrà stare al passo con i tempi e non dissolversi al sole cancellando dalla sera alla mattina conoscenze, energie e tanta passione.

Occhio all'onda! 


0 commenti:

Posta un commento