Francesi ancora protagonisti



Se ieri abbiamo scomodato i DikDik oggi dobbiamo chiedere aiuto al mitico Javonatti perché un raggio di sole ha fatto la differenza e ci ha permesso di goderci appieno le gare delle canadesi che sono state protagoniste nell’ultimo sabato di agosto… che tristezza l’estate sta finendo, per dirla alla Righiera, e Amur è tornata a casa: lunedì primo settembre sarà puntuale a scuola per riprendere il suo lavoro, mentre noi saremo già ad Augsburg per il grande finale di Coppa. Detto ciò questa mattina, arrivando al campo di gara, ci siamo trovati una Sava decisamente colorata, quel tipico colore che annuncia l’arrivo di tanta e tanta acqua. Per fortuna però che mano a mano che passavano le ore il colore prendeva sempre di più  le tonalità dell’azzurro color acqua e così anche le gare delle canadesi si sono svolte nel miglior modo possibile. Tralascio le gare di qualifiche che tra le donne hanno eliminato personaggi del calibro di Herzog, Knebelova, Satkova, Delassus, Lazkano e la stessa Hocevar. Lo stesso possiamo dire per il settore maschile che ha visto esclusi dalle gare per l’assegnazione delle medaglie tutti e tre gli sloveni che, inutile dire, dovevano essere i grandi protagonisti di questa tappa di Coppa. Bozic si rovescia sul salto, il 38enne Savsek tocca  la 15 e sembra in balia di un tracciato che è più della sua stessa casa, il giovane Hocevar tocca la 14 e si trova anche lui in difficoltà in più di una occasione. Fuori pure Prskavec che salta la 21 e gli fa compagnia sugli spalti a guardare le finali anche un Tasiadis decisamente fuori giri, mentre Martikan intrattiene il pubblico con uno show improvvisato sul salto iniziale. 

La finale sarà un duello tutto guascone tra Gestin e Senechault, la differenza tra i due alla fine sarà di soli 79 centesimi. Due discese praticamente perfette, eleganti, quasi da manuale, ma se il 23enne Yohann Senechault volesse capire dove si sono accumulati quei centesimi di ritardo, gli basterebbe prender in esame i primi 10 secondi di gara, quando cioè si affronta il salto iniziale. È proprio lì che il campione olimpico costruisce la sua vittoria sul rivale e compagno di squadra. Impeccabile Nicolas Gestin sul salto iniziale, sembra non pagaiare, gli basta un colpo per salire sul budello d’acqua di destra e poi gestisce il restanti 4 secondi non togliendo mai la pala dall’acqua: semplicemente fantastico! Poi prosegue seguendo magistralmente la corrente, sembra non fare fatica. Caccia in acqua il debordè prima della 10 e lo toglie solo davanti alla porta 13. La canoa è sempre in armonia con l’acqua quasi allineata a livello planetario! Non è da meno il più giovane Yohann che usciva da una batosta colossale patita in casa a Foix ai mondiali di categoria, dove, da sicuro vincitore, ha chiuso al nono posto. Terzo il ceco Vojtech Heger rilegato ad oltre tre secondi, ma parliamo effettivamente di un’altra gara. 

Un bravo a Martino Barzon che prende finale come dodicesimo e finisce sesto rimanendo però a lungo al comando con la conseguente intervista in mondovisione che lo imbarazza un po’ ! 

Le donne in ginocchio ci hanno fatto soffrire, o meglio, Ana Satila mi ha fatto soffrire! Peccato un tocco alla 13 l’ha privata di una medaglia. La voglia forse di strafare, o meglio, la fretta di chiudere la gara, l’ha tratta in inganno tanto più che fino a quel punto viaggiava alla grande. Vince una Elena Lilik, rientrata alle gare da poco, per problemi fisici, seguita da Viktoria Us, protagonista di una bella discesa e terza una forzata Kimberly Woods. Marta Bertoncelli, super in qualifica chiudendo in seconda posizione, non ha saputo tenere sulla distanza, accumulando durante la discesa parecchi errori.

La giornata è finita solo a tarda serata, soffrendo un pochino guardando la partita di Sinner da New York, poi vinta alla grande, e preparando le borse: domani, dopo il kayak cross, si va ad Augsburg per il grande finale di Coppa.


Occhio all'onda ! 


                                  foto di Carlo Alberto Cavedini 














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