Fantasia e curiosità

 

a sinistra Vavra Hradilek con Pepe Gonsçalves

Quest’anno non ho condiviso nulla sulla 73esima edizione del Festival di San Remo e il mio Amico Lollo me lo ha fatto notare. Il tempo corre più velocemente di quello che  vorremmo, non si ferma e le cose da fare sono tante, poi siamo anche travolti dagli eventi a volte belli e volte tristi, ma la vita è anche questo. Allora rendiamo felice il mio Amico e diciamo subito che ovviamente ho seguito attentamente la chermes sanremese, che bella questa combinazioni di parole. In Brasile è perfetto per via dell’orario che ti permette di vedere Festival e dopo Festival senza fare le ore piccole! Partiamo dalla fine e cioè da un articolo del Sole 24 ore che fa i conti in tasca alla rassegna canora e restando a questi dati sarebbe da farne uno ogni mese per risollevare l’economia nazionale visti i guadagni finali. Ho scoperto che dietro la sigla LDA ci sta Luca D’Alessio figlio del famoso Gigi, un giovane poco più che maggiorenne partito e lanciato da Amici. Ho scoperto pure  che Mr. Rain si chiama così perché compone solo quando piove. E’ nato a Desenzano sul Garda, io ho amici proprio lì, magari Dario Romano lo conosce e va nella sua Palestra. La sua canzone "Super eroi" sta diventando virale e il testo ci fa pensare perché dice una gran bella verità:

 " …soli abbiamo un’ala sola la vita va condivisa e cammino, ovunque noi siamo, ad un passo da Te…"

mi identifico molto in questo sunto di vita!

 
Mi dispiace un pochino per Giorgia che quest’anno non ha espresso le sue qualità, la canzone non le ha reso merito. Superba però  in coppia con Elisa: due voci spettacolari.
Mi è piaciuto Benigni, sempre interessante godere delle sue parole e dell’intensità con cui le esprime. Morandi un grande non solo per le sue mani! Amadeus a dire la verità mi fa un pochino tristezza con ste gambe a X e con questo fare un pochino da mancato predicatore evangelico! Fiorello poi, nel dopo Festival,  un grande nella semplicità, per lo meno apparente, chissà poi quanta preparazione c’è alle spalle, perché nulla sembra essere lasciato al caso. 


Archiviato il primo tema concentriamoci su fatto che guardando tanti video di esibizioni di tango e  ascoltando tanta  musica,  come sto facendo in questo periodo,  colgo  spunti  interessanti per alcune riflessioni. In effetti mi sono reso conto che prediligo le esibizioni dove emerge la fantasia dei ballerini, mi piace la musica dove le orchestre rivisitano pezzi vecchi e famosi. Guardandoli suonare o ballare mi piace concentrarmi sugli sguardi che i musici o i ballerini si scambiano su certe note e su certi passi, sembra quasi che si chiedano: e allora qui cosa facciamo cosa ci inventiamo a sto punto restando però sul tema? E lì esce l’estro, la diversità, la genialità, per l’appunto la fantasia questa qualità che ha reso grande il mondo e che è la nota che da colore e valore al nostro essere. Riconosco la fantasia anche in molti atleti di alto livello, ad esempio in questi giorni qui a Rio si sta allenando con noi Vavra Hradilek, ora tutti voi conoscete questo campione della pagaia (*magari vi ripasso qualche cosa in una nota a fondo pagina per i più smemorati) che non avrà vita facile entrare nella squadra nazionale della Repubblica Ceca considerando che i primi due posti su tre sono già occupati dal campione del mondo e dal campione europeo in carica. Comunque vada è  uno spettacolo vederlo allenarsi: è  sempre sereno e sorridente. Quando pagaia sembra  danzare fra le porte,  dà un senso di sicurezza assoluta come pochi altri slalomisti sanno fare. La sua pala in acqua sembra inchiodata nella superficie liquida e quando sembra che sia tutto perduto eccolo inventarsi soluzioni fuori dal comune, piantando magari la coda, girando le spalle, spostando la sua punta, insomma una soluzione arriva in ogni momento e molte volte è inaspettata e sorprendente. Le soluzioni più  eleganti  ed impensabili  le tira fuori dal suo cilindro magico. Per riempiere il copricapo di tutto quello che gli serve per la sua danza Vavra ha dovuto passare infinite ore dentro l’acqua giocando come può giocare un bimbo con la sabbia. E che cosa anima il bimbo? La curiosità e la fantasia ecco due elementi che non devono mai mancare agli atleti e tanto meno agli allenatori perché  altrimenti la tavolozza di colori che abbiamo a disposizione, facendo questo fantastico sport, rischia di diventare monocromatica e sarebbe proprio un bel problema! Le soluzioni e le propose di lavoro devono avere alla base tanta e tanta fantasia perché solo così, come ci dice la scienza, gli stimoli neuro muscolari sono sempre messi sotto pressione stimati a darci le giuste risposte al momento del bisogno!  

Occhio all’onda!  

 

con Jana Dukatova 


 *Vavrinka Hradilek results:



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