Un grande Staff sinonimo di successo

Leonardo  Grimandi, Valentin Luther  e Jakob Luther in azione nella loro discesa a squadre che è valsa l'argento continentale nel K1 Junior uomini. 

Quando avete una squadra di 3 o 4 persone alla Bellini o Cerrano, tanto per fare qualche esempio noto di efficienza e capacità,  con una mente aperta e lungimirante che coordina il tutto, sempre per fare un esempio e per restare in casa nostra come quella di Roviera,  potete mettervi nell’impresa di organizzare qualsiasi manifestazione sportiva e dare un grosso contributo allo sport della pagaia. Qui a Cunovo, nel mezzo del Danubio in questa sorta di isola felice di sport d’acqua,  la squadra operativa per i Campionati Europei Junior & Under 23 di slalom c’è ed è super organizzata,  come la mente che è quella di Pavol Mitko. A tutto questo ci mettete pure le abilità culinarie di Natalia Starickova che ogni mattina per deliziare i giudici e lo staff arriva con ottime torte cucinate durante la notte. Questo gruppo ha due aspetti molto positivi: il primo che sono particolarmente operativi e il secondo che sorridono, cosa non facile in paesi come la Slovacchia che tutto si può dire, ma che soffrono della mancanza del Mediterraneo e ovviamente di tutti i suoi relativi benefici!

Percorso per semifinale e finale aggiustato con 4 cambiamenti. Il primo rende più veloce la combinazione 4/5 visto che quest’ultima porta da risalita si è trasformata in discesa. L’idea è quella di permettere agli atleti di esaltare la velocità che in certi casi diventa la vera difficoltà da gestire. Sotto le tribune la porta 15 che è diventata la 14 in risalita  che costringe poi gli atleti ad uscire stretti considerando che la 15 è stata collocata all’altezza della precedente 14. Poi alla fine, passata la rapida    «Niagara fall», c’è la risalita a sinistra quella che il 2 agosto del 2003 costò la Coppa del Mondo a Fabien Lefevre. Infatti in semifinale arrivò su quell’ultima risalita volando e decise di andarci dentro diretto senza mezzi termini. Mi ricordo che con Enrico Lazzarotto eravamo proprio giusto sopra al salto e stavamo seguendo la manche perfetta di questo fenomeno transalpino. Il campione dei campioni era in testa alla Coppa del Mondo, che aveva già vinto l’anno prima,  e gli sarebbero bastati pochi punti per confermarsi anche in quell’anno. Enrico urlava «Fabien, Fabien» parafrasando il veneto «fa bene fa bene»: volava! un attimo prima ci siamo guardati e abbiamo tutti e due affermato il fatto che la risalita l’avrebbe fatta girandoci largo per non rischiare nulla e giocarsi poi il tutto in finale. Lui però no! Dentro diretto a bomba con la sua canoa azzurrina e sembrava cosa fatta, ma nel momento preciso che stava per uscire l’acqua lo travolse e lo cacciò fuori. Lui con insistenza ritornò sulla porta e concluse la gara con netto, ma con un tempo che gli regalò l’amaro 30esimo posto e addio al bis di Coppa. La frase di L8  si trasformò in: «Fabien Fabien qu'est-ce que tu me fais?» e da quei giorni rimase immemorabile!
Tanto per la cronaca quella gara la vinse Billaut con un Molmenti ottavo e con un David Ford che si portava a casa la «over all» di Coppa, mentre il campione del mondo in carica, quel campione che aveva surclassato tutti ad Augsburg come solo 18 anni prima era riuscito a fare Richard Fox, finì 5^.

Oggi semifinali e finali per K1 Junior e U23 con C1 donne Junior e U23.

Occhio all’onda! 


sul campo a passeggiare anche la campionessa Jana Dukatova con il suo figlioletto nato il mese scorso. Per le ancora qualche settiamna di riposo e poi riprenderenno gli allenamenti in vista della stagione 2019.

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