Tecnica e velocità vanno a braccetto

Il canale di Praga ha due precise caratteristiche. La prima è quella che ti permette di restare in acqua e lavorare a lungo senza essere costretti a scendere per ripartire e la seconda è la quantità di persone che costantemente si allenano e che offrono stimoli sempre diversi per riflettere sull'arte del cavalcare le onde passando dentro le porte larghe 120 cm.
Mio papà diceva che a tavola non ci  possono non essere il pane e il vino   per iniziare a mangiare a pranzo e a cena.  Io dico che in un piano di allenamento in tutte le fasi dell'anno non possono mancare velocità e tecnica specifica fra le porte.  Questi due aspetti vanno a braccetto considerando il fatto che l'obiettivo principale dell'allenamento é  il miglioramento della velocità di esecuzione dei gesti specifici della gara (Yuri V. Verkhoshansky).  Ma il vero problema è come allenare questa velocità, perché l'errore comune può essere quello di allenarla solo attraverso esercizi di velocità specifica e fuori dalle porte. Ritengo che il nostro sport  è un'arte e come tale va allenato. Grandi ballerini o i grandi artisti del pennello partono da una base tecnica elevatissima fatta di conoscenza e pratica. Proprio per questo comunque la tecnica va conosciuta per essere superata dallo stesso individuo che la farà sua e potrà evolverla per la sua migliore e possibile resa in competizione.  Tecnica che si relaziona direttamente alla velocità di esecuzione che non sempre deve risultare essere la più veloce, ma la più scorrevole sull'acqua.
Quanti sono gli atleti che noi costantemente osserviamo in allenamento e poi in gara non ottengono l'effetto sperato? Il modo con cui ci si allena,  particolarmente sulla velocità e sulla tecnica,  non dovrà discostarsi poi dalla tecnica e dalla velocità di gara, altrimenti significa che arriviamo alle gare per assurdo senza allenamento anche se passiamo ore in acqua o in palestra!

Occhio all'onda! 




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