Buon anno a tutti

"Oh, baby, what you've done to me
You make me feel so good inside
And I just want to be close to you
You make me fell so alive
Cause you make me feel, you make me feel, you make me feel like
A natural woman"


Cosa deve essere stato sentire cantare dal vivo Aretha Franklin in "You make me free like a natural woman", al Kennedy Center per gli "Honors 2015"  non ne ho la più pallida idea. 

Mi chiedo anche  che  cosa deve essere alzarsi per una standing ovation in suo onore e girandosi  verso il palco d'onore vedere il presidente degli Stati Uniti d'America asciugarsi il viso dalle lacrime versate per l'emozione che una cantante come la 73enne di Memphis è riuscita a procurare ad uno degli uomini più potenti del pianeta.  Neppure questo non ve lo so esprimere, posso solo dirvi che rivendendo il tutto l'emozione, se pur a distanza fisica e di tempo, è stata forte e molto profonda. Lei la regina del Soul con una voce che è stata dichiarata "una meraviglia della natura"  è capace di emozionare anche chi è chiamato a governare il mondo.  Lei che aveva già cantato per Barack Obama proprio nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca nel 2009 e che l'altra sera sale sul palco, si mette al pianoforte e incanta  tutti con la sua voce e con la sua presenza.
Ho iniziato ad amarla nel film "Blues Brothers" quando nel bar che gestisce con il marito Matt (l'attore Matt Murphy) arrivano Jack ed Elwood e canta:

 
                      "You better think think
             think about what you are trying to do me
       think think think let your mind go let yourself be free"


 
Poi grandissima quando nel 1998 sostituisce Luciano Pavarotti in "Nessun dorma". Il grande maestro fu costretto a cancellare al sua presenza al Grammy Award e all'ultimo minuto la ragazza di Memphis canta il finale della Turandot di Puccini con una interpretazione magistrale.

Bene a parte tutto ciò oggi ho pagaiato in compagnia dei miei piccoli e giovani atleti: Martino, Tommy e Giacomo o meglio quest'ultimo è andato a fare loops con Zeno a Martino ci ha pensato Raffy, mentre a Tommy ho cercato di fargli ascoltare l'acqua attraverso quel grande strumento che  ha nelle mani: la pagaia e  che gli serve pure  per far cantare la sua anima e far correre la sua canoa. 

Buona fine anno a tutti e che il 2016 - anno olimpico - possa portare salute ed energia da regalare al mondo

Occhio all'onda!

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