Jessica Fox bi-campionessa del mondo U23

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Il fattore campo, in questo caso canale, aiuta, ma forse di aiuto proprio non ne avrebbe avuto bisogno per mettersi al collo due ori iridati dopo la piccola delusione dello scorso anno a Liptovský Mikuláš. Sto ovviamente parlando di Jessica Fox che ai recenti mondiali U23 di slalom disputati a Penrith ha vinto alla grande in K1 e in C1. Nella prima specialità, nei cinque giorni di gara, non ha sbagliato nulla. Esordisce in qualifica mettendo la punta davanti di 0,13 a quella che sembrava essere  una delle sue più agguerrite avversarie e cioè la ceca Karolina Galuskova. Con una Stefanie Horn, in fase avanzata di naturalizzazione italiana grazie al matrimonio con Riccardo De Gennaro, terza a poco più di un secondo. In semifinale la figlia di "Riccardo la Volpe" che sa' di "Riccardo Cuor di Leone"  tanto più che come il Re d'Inghilterra lei è metà francese, da parte di madre, e metà inglese, non ha problemi a conquistare la finale davanti ad una sorprendente Li Lu. Terza Eva Tercelj e quarta la vice-campionessa del mondo assoluta 2013 Nouria Newman. La cosa si fa interessante. Arriva la finale e la prima delusioni è proprio per la francese Newman che parte fortissimo, impressionante all'uscita della sette in risalita che si spinge sul muro come i colleghi maschi,  ma all'entrata della risalita 11  alla "Main Wave" fa una veronica e ci gira intorno due volte. Poi, presa dalla disperazione tenta la rimonta facendo la 12 diritta, ma finendo successivamente troppo  a destra per entrare al volo sulla 13. E' costretta a pagaiare indietro come una forsennata, sembra entrare al limite, ma i giudici sono unanimi per un 50. Prosegue per un dovere morale, ma nella sua testa deve aver percepito che la gara si poteva pur archiviare in quel maledetto momento. La slovena Tercelj inizia veramente male con due penalità alla 4 e alla 5, poi ancora alla 8 e lì si rende conto che forse per quest'anno non ci sono speranze di gloria. Il proseguo per la due volte campionessa europea U23 (2011 e 2012) è una sofferenza inutile. Chiuderà in settima posizione. E' tempo di vedere all'opera la cinese che come tutte le cinesi si chiama Li e per la precisione Li-Lu. Evidentemente Li  è come per i brasiliani Da Silva, bene o male qui lo trovi nei vari appellativi di ogni persona.  Torniamo alla gara e non perdiamoci nell'onomastica. Li-Lu conferma quanto ha fatto vedere nelle fasi precedenti della competizione. E' leggera e molto ben equilibrata. La sua azione è continua e pulita. Da' l'impressione di essere molto in sintonia con l'elelmento liquido. In sostanza è bella da vedere tra le porte del canale olimpico e inoltre è velocissima fino alla porta 12 punto in cui perde il vantaggio accumulato e inizia per lei una seconda parte di gara molto impegnativa e dura. Perde tempo a girare per entrare nella 12, salta male alla 18 e va lunga. Combinazione 19-20 è fatta in estrema sicurezza, ma lenta. Recupera qualcosina nel finale e considerando che le avversarie si sono neutralizzate da sole lei per il momento prende la testa della corsa fino alla discesa di Jessica Fox, che ovviamente parte per ultima dopo aver parlato con la mamma/allenatrice Miriam. Il compito da portare a casa non è facile anche se si gareggia sul proprio canale, anche se si conosce la propria potenzialità, anche se sembra esser un buon giorno per vincere. Le serviranno 124 pagaiate, dipende come le contate, ma più o meno sono questi il totale di colpi spesi per salire sul gradino più alto del podio.  Lei è molto brava nella combinazione 4-5 che affronta da lontano. Infatti esce dalla discesa 3 con la punta verso destra. Dopo una pagaiata a destra piazza in acqua il sinistro e con questo inizia a spostare la sua coda per cambiare angolo alla sua rossa e  nera canoa sponsorizzata dalla Kia. Questa pagaiata, che nasce come una leggera frenata  di rotazione, si trasforma prima in azione di controllo e poi prende la forma di una forte, spettacolare ed energica pagaiata propulsiva. L'effetto ottenuto è passare veloci e indenni da questa serie di porte che hanno  stroncato le gambe, ve lo ricordate l'ho scritto poco sopra, a Eva Tercelj. Passare così bene qui ha anche un'altra importante conseguenza: prendere fiducia in se stessi e la vita ti sorride. Jess, come la chiamano per accorciare il suo lungo nome, scatta dopo la porta sei come per liberarsi da un piccolo incubo e per ricordarsi che è in gara e che ora deve solo guidare la sua canoa verso il traguardo con semplicità. E' attenta e precisa alla combinazione 11-12 non prendendo nessun rischio con una saggia retro. Entra nella risalita 14 dopo averla preparata a dovere e con freddezza, visto che ora sa di avere la gara nelle sue mani. E' splendida alla risalita successiva 18 e tra la 19-20 è impeccabile. Non le rimane che entrare nell'ultima risalita a destra che chissà quante altre migliaia di volte ha fatto allenandosi su quel canale dove ha costruito e sviluppato le sue qualità tecniche. Due porte ancora e può alzare la pagaia al cielo e abbracciare i suoi fans che la stanno aspettando sulle rive. 
 

La vittoria nella canadese monoposto è sorprendente considerando il fatto che vince con un vantaggio di 18 secondi e 81 decimi. Un abisso tra lei e le avversarie. In K1  ferma i cronometri a 1 minuto 43 secondi e 97, in ginocchio il tempo è superiore solo di 7 secondi e 72 decimi.  Con questo ultimo tempo sarebbe arrivata terza nel K1 U23 femminile, avrebbe vinto il k1 junior femminile e sarebbe arrivata 8^ nella finale della canadese monoposto U23.
La storia l'ha già consacrata grande erede di Riccardo I d'Inghilterra in terra straniera. Fra qualche settimana la vedremmo gareggiare in Coppa del Mondo e  la sfida ovviamente è aperta certo è che questa ragazzina dagli occhi colore del mare e con i capelli color del sole la sua stagione l'ha già portata a casa con queste due medaglie d'oro. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto!

Occhio all'onda!



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