Energia allo stato puro



ll mio I-Phone riporta: Saturday 5 April 2014, ok mi fido, ma sono rimasto a martedì 1 aprile. Ho viaggiato per oltre 26.000 km volando su mezzo mondo con un incredibile uccello meccanico che chiamano A380, ma la sua forma è più quella di un balenottero che quella di un pennuto. Infondo anche i pesci nell'acqua volano e gli uccelli nel cielo nuotano. Questo splendido mezzo, frutto della più sofistica tecnologia moderna, ha cullato il mio corpo e la mia mente per più di 28 ore.
Stai seduto dentro il suo enorme pancione mangiando, bevendo, guardando film, ascoltando musica, dormendo. Ma, soprattutto, quell'enorme seno materno accoglie i mille pensieri che si vanno formando in quel tuo essere a 10.000 piedi, fermo in un cielo a volte chiaro a volte scuro in una notte che segna il passare del tempo. Ti dicono che ti stai muovendo a 900 km per ora, ma è solo un dato su un monitor fissato sullo schienale di chi ti sta seduto davanti. In realtà sei sospeso nell'aria ad aspettare che il tempo scorra sotto di te. Resti lì incantato dalla vita senza tempo e senza dimensione e i sogni sembrano essere veri come quello in cui ti ritrovi abbracciato a chi vorresti avere sempre al tuo fianco per ballare una "otra luna" e una mas e una mas ancora.
Resti sospeso nel cielo a fare compagnia  ai tuoi ricordi e ti ritrovi a sorridere. Poi ti rendi conto di essere proiettato nel vuoto di giorni che saranno futuri per chi è rimasto dov'eri e ti rendi conti di aver giocato, per non aver voluto fermare il tempo, con la vita non solo tua, ma di altri. Ti rendi conto che vuoi sempre correre, ma per andare dove? per fare cosa? Eppure l'esperienza ci dovrebbe insegnare e dovrebbe lasciare in noi un grande segno. Noi però ci sentiamo invincibili, potenti e senza rivali... non è così!   

Per fortuna che ci sono ragazzi che hanno fatto la valigia,

sono saliti su un volo, sono arrivati nella terra colonizzata dagli inglesi ed emancipata dagli States e si sono comprati una bici per poco più o poco meno di 100 dollari. Si sono messi a pagaiare per il piacere di farlo con il sorriso e a forza di braccia per il sogno che accompagna ogni loro gesto.  Danzano sull'acqua del canale di Penrith e in ogni loro movimento c'è eleganza, la potenza, la timidezza a volte anche le paure che nella vita sempre ti accompagnano e ti accompagneranno. Un debordé ha la forza ancora di emozionarmi, di farmi godere, di regalarmi momenti magici. Un'entrata e un'uscita da una risalita con una pagaiata mi fa vibrare e una spinta dal muro che proietta la canoa in orbita mi fa salire la pelle d'oca fino alle orecchie. Vivere oggi con la forza della corrente, con l'energia del sole, con il romanticismo della luna, con la freschezza di chi ti fa rispecchiare nel tuo passato e ti riporta indietro nel tempo quando si esplorava il mondo con una canoa sulle spalle e una pagaia in mano. Ora non ci rimane che godere di tutto ciò.

Occhio all'onda!

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