Hilgertova, Kaliska, Fer 16 anni di storia olimpica

Emilie Fer campionessa olimpica 2012 e campionessa del mondo
Le vedi pagaiare sul canale e ti rendi conto che c’è qualche cosa di diverso tra loro. Meglio ci sono generazioni di canoisti che le separano. Eppure sto parlando di tre campionesse olimpiche in piena attività che qui sul canale del Wadi Adventure Center si danno ogni giorno a pagaiare come ragazzine,  divertendosi  come pazze nel loro  parco giochi preferito. Tre atlete che dal 1996 al 2012 e cioè per 16 anni si sono alternate sul gradino più alto del podio olimpico.

Hilgertova (’96/’00), Kaliska (’04/’08), Fer (2012). 


Stephanka Hilgertova in alleanamento sul canale del Wadi Center
La ceca Hilgertova ha 46 anni e si allena praticamente con il marito allenatore e con suo figlio canoista in acqua. Non si può dire che non è brava, perché è una atleta che può raggiungere ancora la finale, ma  decisamente ha fatto il suo tempo. Le sue pagaiate non sono più efficaci  come quelle di un tempo, corte e scattose. Mancano di quella brillantezza e scorrevolezza che aveva negli anni migliori quando cioè era effettivamente lei la regina nel k1 donne.
 

Elena Kaliska campionessa olimpica 2004 e 2008
La slovacca Elena  Kaliska l’hanno scorso ha cambiato tecnico. Ha lasciato Mraz, che oggi è qui con 4 atlete junior, e ha preso il mio vecchio amico Juraj Ontko, un ex buon C1 dei miei tempi che ora si  è ingrassato, ma mantiene il suo sorriso tondo e simpatico. L’altro giorno, passandomi accanto abbiamo scambiato quatto parole e mi ha fatto capire  che non è facile allenare questa atleta con i suoi alti e bassi di umore e con le sue idee ormai ben chiare nella testa. Fatica ad accettare cambiamenti nel suo modo di interpretare lo slalom. Il 19 gennaio ha fatto 42 anni, ma devo dire che rispetto alla Hilgertova  la vedo più competitiva. Con lei c’è un ottimo rapporto maturato nel tempo e mi chiede spesso di Ana, la mia  giovane atleta, considerando il fatto che qualche volta ci  alleniamo assieme.
Poi c’è la francese Emilie Fer che veramente pagaia molto bene. L’altra sera mi sono incantato a seguirla in un allenamento tecnico che stava facendo con il suo allenatore e compagno di vita Sylvain Curinier (argento alle olimpiadi del '92 in k1 slalom).



Saranno state le luci di questo impianto, saranno stati i colori della notte, ma Emilie mi ha dato l’impressone di esser proprio la numero uno. Lavoravano sulle risalite con il colpo largo. La transalpina nata nel 1983 a Saint Maurice, ha eleganza e prestanza fisica. La sua azione nella risalita è condita proprio da queste due principali qualità. Il risultato è evidente nel modo in cui affronta la manovra. Vederla così sembra non avere rivali, come non ha avuto al mondiale di Praga dello scorso anno. E’ un passo sopra le altre, ma soprattutto sotto l’aspetto tecnico, dopo che ha acquisito una grande tranquillità interiore, cosa che le costò molto al suo esordio olimpico nel 2008, quando non aveva questa maturità agonistica. Mi ha confermato le buone impressioni anche questa mattina guardandola nell'allenamento di loops sul canale.
 

La cosa interessante di tutte e tre  è vederle all’opera. Vedere il loro impegno, la loro costanza, la loro determinazione in ogni pagaiata. La loro dedizione giornaliera e la cura con cui si preparano. Da loro si capisce che i risultati vanno costruiti passo dopo passo con la dovuta tranquillità e con un lavoro certosino senza mai demordere. 
Brave un grande esempio per le giovinette e anche per i colleghi ometti! 



Occhio all'onda!

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Nadie se acordará de el pequeño equipo español,y menos de mi,Arene31, pero yo me acuerdo de Hilgertova,grande. Cd yo competía,ella era grande,y lo sigue siendo. Aunque yo ya no remo,bravas todas!!!!

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