Giornate che volano



Giornata infinita quella appena conclusa, ma se rifletto per un solo attimo mi sembra che alla fine sia durata 5 minuti. Le cose da fare, in un di’ così, sono mille senza contare poi gli imprevisti che ahimè ci sono sempre. A volte buoni a volte cattivi, quasi sempre però risolvibili. Allora sveglia di buon ora, al canale per preparare i video, poi sistema la tenda atleti con cibarie varie, corri a vedere il percorso per una analisi individuale, piazzati al posto di comando, tieni sotto controllo tutto, prendi i tempi, verifica che le penalità date ci siano, corri a fare reclamo... accettato, per fortuna una volta nella vita ci sono due pareri diversi nei cartellini dei giudici quindi massima penalità tolta. Ritorna sulla plancia di comando, riprendi i tempi. Arrivano quelli dell’antidoping, Pepe è senza documenti, vola in albergo, torna più veloce della luce consegna il passaporto, ritorna ai video, analizza il percorso ancora una volta con Ana. Soffri in tutte le discese, esulta, piangi, soffri ancora, salta sulla sedia, prendi appunti, dobbiamo migliorare nelle rotazioni e nella postura. Dobbiamo lavorare ancora molto, non dobbiamo stancarci mai, bisogna insistere, ci sono tanti particolari che ci dicono che siamo sulla buona strada, ma tanti altri che ci   mettono in allerta.  Quel colpo in acqua che  deve essere ascoltato di più, quei fianchi che scappano troppe volte, poi la testa che fa differenza troppo spesso. 
Arriva il kebab da Marcel, che carino e gentile, aveva visto che non avevo toccato cibo e poco prima delle quattro mi ha deliziato con questa sorpresa. 

Pepe arriva dall’antidoping dopo tre ore e stanco, ma forse è più deluso della sua gara che altro. Io vorrei dedicarmi a lui a spiegargli che la strada è in salita e molto tortuosa, ma non posso farlo ora devo concentrarmi su Ana. Rimando la cosa, magari dopo le semifinali, nel frattempo gli do il programma per domani così non pensa e fa, la cosa migliore secondo me in questi casi. Mi scervellerò io per trovare le parole giuste e soprattutto le idee per uscire da questo momento no. Con Aritz abbiamo anche il tempo di fare qualche battuta e mi chiede di Marina, sa che mi fa piacere e mi rilasso un attimo. C’è Fabio che non sta bene ed inizia ad essere preoccupato e io con lui. Vado dal mio amico Gigi, medico della Fick. Lo trovo  alla “Dolce Vita” per la cena. Gli arrivo alle spalle e gli chiedo di dare un occhio  al mio atleta. Lui non ha un attimo di esitazione si alza e lo visita in pulmino. Mi tranquillizza e lo rivedrà domani pomeriggio dopo una bella dormita. Ecco cosa mi ci vuole ora: una bella dormita, domani si riparte.

Non ho raccontato nulla della gara. Tranquilli nulla da segnalare tutto nella norma nessuna sorpresa. Chi doveva passare il turno è passato, gli altri a casa, sorprese alla Nadal a Wimbledon non ce ne sono state. Domani prometto di essere più dettagliato per le semifinali  e finali. 

Occhio all'onda! 

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