Si parte per la seconda gara di Coppa del Mondo di Slalom





Looking forward to getting stuck into
& Soeren Kaufman's course 
at Slalom World Cup 2.
It's a humdinger and a head scratcher!

Etienne Stott - Olimpic  Champion  2012


Notavo giusto una cosa quando sono andato agli accrediti, per la verità è la stessa osservazione che mi veniva da fare a Cardiff. Il personale impegnato nell’organizzazione è decisamente vetusto  e sicuramente in pensione da tempo. Nulla di male, infatti l’aggettivo deve essere letto nella sua  
completa espressione di sacralità, ma si denota una certa assenza di persone che fino a poco tempo fa erano impegnate agonisticamente e che poi hanno abbandonato senza lasciare traccia... triste! Nel circuito organizzativo manca tutta quella fascia di età che va dai 35 ai 60 anni  e che aveva animato lo slalom tra gli inizi degli anni ’80 fino alla fine degli anni ’90. Nessuno di loro, fatta eccezione per Thomas Schmidt, che è nel bording dello slalom ICF, ma che in verità non lo si vede molto in giro. Domani ci sarà sicuramente come  speaker Peter Micheler, il teutonico che nel 1985 qui prese l’argento dietro a Richard Fox, quest’ultimo presente come High Director della canoa australiana. 

Mike Druce
Veniamo al percorso di gara. I tracciatori sono Sören Kaufmann e Mike Druce. Prima di parlavi di loro devo fare una premessa. Disegnare i due tracciati di gara in Coppa del Mondo è molto, molto impegnativo. Il regolamento dice che uno dei due deve essere designato dal comitato organizzatore, per ovvie ragione, mentre l’altro viene estratto a sorte tra gli  allenatori delle varie squadre che diano disponibilità. Piacerebbe farlo anche a me, per vedere se le mie idee sul tracciato possono trovare l’approvazione di atleti e tecnici, ma ahimè non ho fisicamente e materialmente il tempo per propormi considerando il fatto che sono da solo e ho cinque atleti da seguire. Mentre chi è tracciatore deve offrire ampia disponibilità prima e durante la gara. 

Kaufamann è l’uomo designato dai tedeschi, lo conosciamo bene. Molto riservato una laurea in medicina e in ingegneria. Ha pagaiato in C1 fino ai mondiali del 2003, guarda caso disputati proprio qui. In carriera vanta un bronzo e un argento individuale ai mondiali del ’93 (Val di Sole) e ’95 (Notthingam). Nello stesso anno fu campione del mondo a squadre con Vitus Gesser e Martin Lang. Da un paio di anni segue la squadra nazionale e in modo particolare le canadesi. Di lui si dice che sia un vero e proprio studioso, sembra iscritto a qualche altra università, ma la cosa è molto riservata. Insomma verrebbe da dire che non si finisce mai di studiare  e lui è proprio l’esempio vivente. 
Mike Druce è nato in Inghilterra, fu per alcuni anni in Canada a fare l’allenatore e poi poco prima delle olimpiadi del 2000 si trasferì in Australia. 50 anni, quest’anno, sposato due figli, è il direttore tecnico dello slalom dei “canguri” un tipo  pignolo con un inglese molto complesso da intendere e con una voce profonda che lo rende ancora più misterioso. 

I due hanno lavorato bene e sembra che il percorso di qualifica sia abbastanza scorrevole e moderno, ma con molte insidie. Nel senso che su 22 porte 16 sono a palo unico e le due combinazioni a “ski” sono il segnale della modernità e della fluidità. Si parte con una risalita al bivio a destra nella “waschmaschine” per poi infilare una discesa che ti proietta naturalmente a sinistra del masso centrale. C’è la possibilità anche di passare a destra, ma sinceramente non ne vedo i vantaggi. Viceversa a sinistra si entra nella morta dietro al masso con molta velocità e si infila la discesa successiva. Subito dopo la prima  ccombinazione a “ski”. Al ponte una risalita a sinistra  nel “bogendrücke”.  Le cose si complicano tra il “ponte dei sospiri” e il grande masso conosciuto come “Moby Dick”. Qui c’è  con un tris di discese azzardate dove sicuramente ci si giocherà la gara. La scelta di azione è piuttosto ampia: 
  1. tutto diritto, molto rischioso;
  2. fare la seconda delle tre in retro (la numero 10) oppure ancora si potrebbe  optare per  pagaiare indietro tra la 9 e la 10 mantenendo la punta sempre verso sinistra in modo tale da riuscire a infilarsi in discesa nella 11. 
Ricarda Funk
Qui, nella demo run, ho visto fare molto bene a Ricarda Funk che ha optato per due diritte, le prime due, spostando la coda e retro la terza. Risultando così molto veloce e fluida.  Consideriamo però che lei su questo tracciato ci passa diverse ore al giorno e non è da tutte fare ciò.
Il proseguo è quanto di più classico che si possa realizzare sull’Eiskanal.
Risalita a sinistra su acqua relativamente facile dove nel 2003 Lefevre vinse il mondiale con una pennellata alla Van Gogh. Poi ancora una serie di “ski” per entrare in una risalita a sinistra dietro a quella che risulta essere una delle pochissime varianti che questo canale ha avuto dalla nascita. In totale tre paratie. 
Al “Torpedowalze” si passa in discesa, la risalita qui è rimandata alle gare di semifinale e finale.  Si chiude in velocità sull’ultima morta a sinistra con una discesa da non toccare assolutamente. Mi sorge il dubbio che superi i 95 secondi previsti dal regolamento... staremo a vedere.

Forerunners di grande livello. In C1 Nico Bettge, in k1 donne la brava Ricarda Funk, come già detto. Domani ci sarà in gara anche Alexander Grimm tra gli apripista. Lui il campione olimpico, fuori dalla squadra, l’altra sera alle 9 era ancora in acqua a ridiscendere questo budello d’acqua preparando la sua riscossa in vista di Rio 2016. 

Non ci rimane che iniziare ad analizzare il percorso, cenare, programmare la giornata di domani, dormire e presentarsi qui domani mattina di buon ora per vivere un’altra grande giornata di sport, di Coppa del Mondo, di slalom. 

Occhio all’onda! 

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