ECA per la sua strada, dilemma ICF


L’European Canoe Association ha intrapreso una strada di sfida con l’International Canoe Federation. Infatti, quest’ultima, ancora a novembre aveva stabilito di aumentare il numero dei semifinalisti portandolo da 20 a 40 per i K1 men e a 30 per tutte le altre categorie. La Federazione Europea, che ricordiamo è associata all’ICF, ha deciso viceversa di disputare la competizione continentale con il vecchio regolamento e cioè con 20 semifinalisti per tutte le categorie. Ora si capisce bene che si entra nel campo del diritto sportivo che, secondo me, porterà a lunghe controversie e a dispute legali.
Giuridicamente parlando l’ECA dovrebbe adeguarsi in toto alle decisioni dell’ICF ritenuto, quest’ultimo, dallo stesso CIO l’Ente di riferimento per tutto ciò che riguarda la canoa e in definitiva con potere decisionale sulla regolamentazione agonistica del nostro sport.

Guardando la medaglia dal lato opposto far passare i primi 40, 30,30 30, 30 , in gare in cui partecipano solo 3 atleti per nazione, per categoria, significherebbe svilire completamente le prove di qualifica riducendole ad una banale discesa di riscaldamento per molti slalomisti. La cosa ha forse più logica nelle gare di Coppa del Mondo dove ci sono nazioni che possono schierare, perché conquistato sul campo, più di 3 atleti nella stessa specialità. Usando quindi il nuovo regolamento i C2 gareggerebbero per eliminare un solo equipaggio, le donne 9, i C1 15 e i K1 men 24. Se viceversa prendiamo i 20 si arriva a percentuali decisamente diverse e più interessanti per passare il turno: C1 men 44% - C2 64% - K1 men 31% - K1 women 51%. In questo modo anche la qualifica diventa, dal punto di vista competitivo, assai interessante.

L’altra decisone piuttosto anomala è relativa alla finale delle gare a squadre che si disputerà sul tracciato della semifinale e finale e non sul tracciato delle qualifiche. La cosa aveva un senso logico, poiché ci potrebbero essere, ma in realtà ci sono sicuramente, atleti che, non passando in semifinale, non avrebbero la possibilità di provare il percorso prima come invece è per chi passa in semifinale e in finale. Le gare a squadre, restando al programma ufficiale, sono le prove che, domenica pomeriggio, in diretta televisiva, chiuderanno la manifestazione. Su questo punto non ci sono dubbi: le nazioni che avranno atleti in finale avranno decisamente maggiori opportunità per conquistare le medaglie a discapito di qualche sorpresa che sempre c’è. Un esempio? Facile: I ceki nel kayak uomini a Seu d’Urgell all’ultimo mondiale, vinsero la gara e non avevano nessun finalista individuale. Che cosa sarebbe successo se avessero gareggiato sul percorso di finale che non conoscevano?

A questo punto non mi rimane che “dare i numeri”... anche se qualcuno pensa che già da tempo devo averli dati!
Saranno 25 le nazioni che parteciperanno all‘11esima edizione della rassegna continentale per un totale di 177 atleti e per un complessivo di 186 barche gara. Sette atleti saranno impegnati infatti in due gare tra una donna che prenderà il via sia in Kayak che in canadese monoposto: Jana Dukatova. Ci saranno poi al via 45 canoisti nella canadese monoposto uomini, 7 donne in C1, 31 C2, 64 K1 men e 39 donne in K1.
La nazione più numerosa è la Slovacchia che ospita questa rassegna con 14 elementi, segue poi con 13 Germania, Great Britain, Francia e Repubblica Ceka; 12 per la Spagna e Polonia; Slovenia con 11; Russia con 10; Svizzera con 9; Ukraina e Italia con 8; Austria e Grecia con 7; Turchia con 5, poi con 4 c’è Olanda, Latvia, Serbia, Svezia e Croazia; con 3 Makedonia e Irlanda; con 2 Portogallo, Belgio e Biellorussia.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Cunovo, 31 maggio 2010 - 2 ai Campionati Europei Canoa Slalom

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