Elen Apel e Mewen Debliquy i migliori atleti al Campionato Europeo Slalom U23&JUN



Domenica scorsa stavo ritornando alla tenda delle squadre, dopo le semifinali, e mi ritrovo l’amico Thomas seduto tranquillamente difronte alla loro zona immerso nella lettura. Spontanea mi è venuta la curiosità di capire cosa questo grande tecnico stava leggendo! Ed ecco la grande scoperta: «The dark Tower» di Stephen King. Un libro che fa parte di 8 romanzi del genere fantasy, un mix di fantascienza, horror e western, che sembra rilassare, ma nello stesso momento ispirare Thomas Apel nella sua professione di allenatore che è ricca di successi.  Ovviamente ci abbiamo scherzato sopra e gli ho detto che abbandonerò il fedele  Weineck con le sue teorie sull’allenamento e approderò a King per trovare qualche cosa di fantascientifico per i miei atleti!
Thomas Apel non ha avuto un gran passato da atleta di alto livello e non ha mai avuto presenze in squadra nazionale in eventi internazionali. Ai campionati tedeschi non si è mai particolarmente distinto, ma ha sempre coltivato grande passione per l’allenamento completando gli studi all’università di Jena e diventando sicuramente un grande tecnico di canoa. 
Thomas Apel, classe 1973, era responsabile,  da molti anni, del settore  kayak uomini,  prima del cambiamento, direi epocale che la  Germania si è imposta adeguandosi a quelle che sono le metodologie che ormai quasi tutte le squadre stano usando e cioè dedicando un allenatore ad un gruppo ristretto di atleti anche di diverse specialità. Ecco quindi che in vista dei Giochi il bravo allenatore tedesco allena Aigner (K1M), Funk (K1W) e la figlia (K1M e C1W) che a Cracovia, secondo me, ha dimostrato di poter essere una degna rivale di Jessica Fox considerando le sue abilità sia da seduta che in ginocchio.
Elen Apel, 22enne, agli europei di categoria Under 23 ha vinto con un ottimo 8,8% in kayak e con un 17,3% nella canadese  dal miglior tempo assoluto fatto registrare dal K1Men. Percentuali che ci possono dare un chiaro segnale delle potenzialità di quest’atleta che è cresciuta e nata sotto l’ala di papà Thomas. Ha fatto un grosso salto di qualità in questo anno di  lockdown perdendo parecchio peso e acquistando in determinazione e tecnica.
Chi si è messo in particolare evidenza in questi campionati europei, oltre alla già citata tedesca, è stato sicuramente il sedicenne francese Mewen Debliquy che ha vinto alla grande la gara nel C1 Junior con un tempo di 96,82 risultato essere il secondo tempo fra gli Under 23. Lui inizia a pagaiare giovanissimi seguendo il papà canoista a Rennes, poi si trasferisce a Cesson Sévigné per studiare ed è allenato da Guenael Marquer. Quest’estate molto particolare l’ha passata allenandosi a Tacen e anche a Ivrea. Esordisce a livello internazionale lo scorso anno a Londra dove nella finale di World Ranking finisce in 8^ posizione. Nello stesso anno parteciperà anche alle gare di World Ranking a la Seu d’Urgell (ESP) e a Pau finendo però nelle retrovie. Quest’anno a Cracovia vive il suo momento magico arrivando secondo in qualifica di 0,38 dal suo compagno di squadra Yoham Senelchault e poi vince la semifinale su chi lo aveva battuto in qualifica nonostante un tocco alla risalita 12 e poi domina la finale riuscendo ad abbassare di più di due secondi il già stratosferico tempo di semifinale. Stile essenziale, una grande padronanza nella conduzione del suo bianco-nero C1 e i cambi di ritmo azzeccati gli permettono di mettere in fila tutti e mettere sotto torchio pure i colleghi dell’under 23, tanto che il suo 96,82 e solo più lento di 0,23 del tempo fatto registrare dal vincitore tra gli under 23 il  ceco  Vojtech Heger. Quest’ultimo è stato in corsa fino all’ultima pagaiata per staccare il biglietto per Tokyo e ha ceduto solo alla finale degli Europei assoluti visto che non è riuscito a mettere la punta davanti a Lukas Rohan che viceversa andrà in Giappone a difendere i colori della sua Repubblica Ceca nella canadese monoposto maschile.

Occhio all’onda!


Raffaello Ivaldi non ha trovato una grande forma in questi campionati europei di categoria. Probabilmente ha pagato la mancanza di possibilità di allenarsi fuori da Ivrea per prendere ritmi e tecniche che necessitano di stimoli sempre diversi.


Thomas Apel il tecnico tedesco dai grandi successi.



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